Festival dei Giovani di Arcore: quando il talento incontra nuove voci

La serata del 7 maggio è stata teatro dello spettacolo introduttivo del Festival dei Giovani di Arcore, manifestazione già alla sua quarta edizione. L’evento, intitolato “Generation Live – Festival dei Giovani 2026″, è stato ospitato nel Cineteatro Nuovo e ha visto esibirsi giovani talenti del territorio e non solo, attraverso musica, danza e performance dal vivo. La direzione artistica musicale è stata curata da Cristina Dominguez, con la partecipazione della band The Dreamers. Tra gli ospiti d’eccezione, il M° Ciro Barbato e la Dott.ssa Maria Puca, proveniente da Casa Sanremo, protagonisti di un progetto che collega il Festival a percorsi formativi, audizioni e masterclass per i giovani. Ospite d’onore della serata è stato Garrison Rochelle, ballerino, coreografo e volto noto della televisione, punto di riferimento nella formazione di nuovi talenti. La conduzione è stata affidata a Marcello Renzella. Fra le principali organizzatrici dello show, oltre a Cristina Dominguez, troviamo anche Gisella Pezzaglia, direttrice della scuola di danza Dance Gallery.

Lo spettacolo è quindi iniziato con la presentazione degli ospiti, che hanno fatto interventi brillanti sul mondo dello spettacolo, mondo che vivono in prima persona. Successivamente, alcuni artisti emergenti si sono esibiti sotto lo sguardo attento di Ciro Barbato, Garrison Rochelle, Maria Puca e del pubblico, presentando inediti, cover, intervallati e accompagnati da coreografie preparate dalla Dance Gallery. Tra i protagonisti della serata: Eliodora, Niki con il brano “Fingere”, Elena Tagliabue con “La vita che non ho avuto mai”, Lubemi con l’inedito “Ritorno da me”, ed Elena Tagliabue insieme a Nicole Springhetti con “A Million Dreams”, tutti accompagnati dalla band The Dreamers.

Punto focale della serata, per la nostra scuola, è stata però la tanto attesa premiazione del concorso “Il Potere delle Idee”, a cui hanno partecipato scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio. Alla competizione ha partecipato anche la classe 3O del nostro istituto, presentando ben quattro lavori diversi, senza tuttavia raggiungere il podio. La classe si è cimentata nella realizzazione di quattro progetti: puzzle, gioco da tavola, cartellone e libro tattile.
PUZZLE
Il disegno raffigura volti di persone con emozioni differenti, scelta che vuole rappresentare la varietà dell’animo umano. A detta degli stessi ideatori: “Gioia, tristezza, rabbia e sorpresa: ogni emozione racconta una parte di noi e ci rende autentici“.
Mostrare questa pluralità significa riconoscere che non esiste un unico modo “giusto” di essere o di sentire: la diversità non è un ostacolo all’unità, ma la sua ricchezza. Il personaggio dell’osservatore bianco assume un valore simbolico: il bianco è l’unione di tutti i colori, e quest’uomo rappresenta uno sguardo aperto, capace di accogliere senza giudicare.
Il puzzle è un chiaro invito a mettersi in ascolto, a non restare indifferenti, ma a riconoscere negli altri una parte di sé.
Le persone, unite, formano un cuore: simbolo universale di amore, empatia e solidarietà. Il cuore non è fatto da un unico colore o un’unica forma, ma dall’unione di tutti i volti, a indicare che l’amore nasce dalla diversità accolta. La spirale che avvolge il cuore richiama l’idea di movimento, crescita ed evoluzione: l’inclusività non è un traguardo fisso, ma un processo continuo, che si sviluppa e si amplia nel tempo.
“Il messaggio centrale del nostro lavoro è che solo attraverso il rispetto e la comprensione reciproca si può costruire qualcosa di armonioso.”
Il puzzle diventa così il simbolo di una società in cui nessuno è superfluo: ogni differenza è essenziale, ogni emozione ha valore. Solo insieme si può creare un’immagine completa e significativa.
GIOCO DA TAVOLA: Sfida (L)oca
I giochi da tavola sono da sempre creati per intrattenere e riunire le persone, attraverso sfide e tappe che richiedono la collaborazione di tutti i partecipanti.
“Abbiamo progettato questo gioco per trasformare l’inclusione da concetto astratto ad esperienza pratica e condivisa.”
In questo gioco, come nella vita, si vince solo quando tutti hanno la possibilità di lavorare insieme: collaborare per superare una prova insegna che la diversità non è un limite, ma una risorsa che spinge il gruppo a trovare strategie creative e solidali.
La scelta di un modello cooperativo serve a dimostrare che nessuno si salva da solo: la “soluzione inclusiva” nasce sempre dall’ascolto e dall’accoglienza delle necessità di tutti. Attraverso le carte “Sfida”, i giocatori sperimentano ostacoli quotidiani, come barriere linguistiche, fisiche e cognitive. Tra le meccaniche di gioco figurano anche rebus da risolvere collettivamente e carte che invitano i partecipanti a immedesimarsi.
Il gioco realizzato si configura come una sfida ispirata al classico gioco dell’oca, reinterpretata in chiave contemporanea e dinamica. Il termine “Loca”, scelto come elemento distintivo del titolo, richiama l’idea del divertimento.
CARTELLONE: Escludere un pezzo significa perdere l’intero disegno
“Questo cartellone vuole ricordare che ogni individuo è essenziale e che insieme siamo davvero completi.”
Il cartellone presenta il titolo in cima, con le parole “pezzo” e “disegno” evidenziate dalla tempera, a richiamare visivamente i due puzzle raffigurati al di sotto. I due disegni condividono lo stesso soggetto, ma si differenziano nella disposizione dei pezzi e nella palette cromatica scelta.
Il primo puzzle è incompleto: un pezzo manca, lasciando il disegno senza senso compiuto. I colori freddi, ripresi anche nel titolo, simboleggiano l’assenza di legame, di calore e di movimento. Il secondo puzzle è invece completo, e i colori caldi evocano la sensazione di un abbraccio: simbolo di accoglienza e inclusione.
Il parallelismo è immediato: proprio come il puzzle incompleto perde di significato, così una società che esclude non può dirsi davvero completa. L’inclusione non è un’aggiunta, ma una necessità: solo quando ogni persona trova il proprio posto, il disegno finale prende forma.
LIBRO TATTILE: Susy e Bobby
“Abbiamo scelto di realizzare un libro tattile perché riteniamo che sia l’oggetto più inclusivo, essendo adatto a tutte le età, data la semplicità e brevità della storia.”
La storia narra di una pecora che, allontanatasi dal gregge, si perde. Per fortuna, un ragazzino la trova e la aiuta. I due protagonisti sono di specie diverse, eppure, di fronte a una difficoltà evidente, mettono da parte le loro differenze per aiutarsi a vicenda. Il fatto che il protagonista sia un bambino è emblematico: l’innocenza dell’infanzia va oltre le rigide norme sociali, spesso inutili barriere, e riesce a vedere ciò che conta davvero.
Il libro tattile è tra i mezzi più inclusivi che esistano: le storie sono semplici e comprensibili anche dai più piccoli, e l’uso di materiali, texture e spessori diversi aiuta anche le persone con difficoltà a vivere pienamente la narrazione.
Una serata da ricordare
La serata del 7 maggio ha dimostrato ancora una volta come il Festival dei Giovani di Arcore sappia essere un palcoscenico autentico per le nuove generazioni: un luogo in cui la creatività, il talento e i valori si incontrano davanti a un pubblico attento e partecipe.
La premiazione del concorso “Il Potere delle Idee” ha rivelato progetti di grande qualità da parte di tutte le scuole partecipanti. Al terzo posto si sono classificate la scuola secondaria di primo grado Leonardo da Vinci di Concorezzo e il Liceo Scientifico Statale Banfi di Vimercate; al secondo posto l’ISS Ezio Vanoni di Vimercate e l’IC Anna Frank, scuola secondaria di primo grado. A conquistare il primo posto sono stati l’ISS G. Meroni di Lissone e la scuola secondaria di primo grado A. Stoppani di Arcore, a cui vanno i complimenti di tutta la redazione.
La serata si è chiusa lasciando negli spettatori la consapevolezza che i giovani, quando vengono messi nelle condizioni di esprimersi, hanno molto da dire. E che l’inclusione, declinata attraverso l’arte, la musica, la danza e la creatività, non è solo un tema da trattare: è un modo di stare insieme.
Allegra e Sofia


