Milano-Cortina 2026. Il battito del cuore azzurro sul ghiaccio

A Milano‑Cortina 2026 abbiamo riscoperto sport che non guardavamo in TV, ma questi sport ci hanno fatto battere il cuore: dagli eleganti salti del pattinaggio artistico al tiro preciso del curling passando per le acrobazie del freestyle. Le Olimpiadi hanno presentato un ventaglio di discipline che hanno saputo sorprendere il pubblico. Con più di 2.890 atleti provenienti da circa 90 nazioni in competizione su 116 gare in una ventina di sport diversi, i Giochi Invernali non sono stati solo spettacolo, ma anche scoperta di nuove passioni.
Pattinaggio di figura – eleganza, tecnica e cuore
Credo che nessuno di noi abbia mai capito come vengono valutate le acrobazie che vengono messe in pratica dai pattinatori o cosa renda un “axel” più difficile di un altro, ebbene, signori e signore, Milano-Cortina ce lo ha spiegato. Le gare, disputate all’Ice Skating Arena di Milano, hanno catturato l’attenzione grazie a salti spettacolari, movimenti coreografici e musiche coinvolgenti, trasformando ogni performance in uno spettacolo di espressione artistica, con combinazioni di forza, equilibrio e creatività.
Ma non ci soffermiamo sulla parte tecnica, conosciamo meglio i pattinatori che hanno scosso il cuore del pubblico. I campioni mondiali statunitensi Madison Chock e Evan Bates hanno incantato chiunque con la loro performance: i due hanno rappresentato l’esatto momento in cui il toro (rappresentato da Bates) incontra il matador (rappresentato da Chock). I due pattinatori, nonché coniugi, hanno indossato dei modelli disegnati da Madison ed erano stati realizzati dalla sua casa di moda.

E vogliamo parlare dei nostri connazionali?! Charlène Guignard e Marco Fabbri hanno emozionato il pubblico con una performance caratterizzata da movimenti fluidi e perfettamente sincronizzati sul ghiaccio. Charlène indossava un vestito scintillante ricco di dettagli brillanti, mentre Marco portava un completo scuro ed elegante, creando insieme un forte contrasto visivo che esaltava la loro presenza scenica.

La coppia francese Laurence Fournier Beaudry e Guillaume Cizeron ha conquistato il pubblico con una performance elegante e intensa. I due, oltre a conquistare il pubblico, hanno conquistato la medaglia d’oro olimpica . I due pattinatori hanno interpretato una coreografia armoniosa e raffinata, caratterizzata da sollevamenti spettacolari e grande espressività artistica. Il loro programma, ispirato a un’atmosfera profonda e quasi poetica, ha colpito la giuria per precisione tecnica e sensibilità interpretativa.

Parliamo ora delle singole performance: il pattinatore kazaco Mikhail Shaidorov ha sorpreso il pubblico con una performance comprendente salti difficili e una grande sicurezza sul ghiaccio, e ha ottenuto il punteggio più alto della gara e quindi la medaglia d’oro. La sua esibizione è stata una delle sorprese più grandi delle Olimpiadi, perché molti favoriti hanno commesso errori durante il programma come il caso del pattinatore statunitense Ilia Malinin. Durante il programma di quest’ultimo, la forte pressione della competizione olimpica e del padre, nonché allenatore, hanno reso la sua esibizione più difficile del previsto. Nel tentativo di eseguire salti molto complessi, Malinin ha commesso alcuni errori ed è anche caduto sul ghiaccio, perdendo punti nella classifica finale. Nonostante la delusione, il pattinatore è rimasto nei cuori degli spettatori e ha mostrato grande talento e determinazione, ricordando a tutti quanto il pattinaggio artistico sia uno sport spettacolare ma anche molto impegnativo dal punto di vista mentale. Per quanto riguarda il singolo femminile, ad aggiudicarsi l’oro olimpico è stata la pattinatrice statunitense Alysa Liu che ha conquistato il pubblico con una performance elegante e molto espressiva. Il suo programma libero, ricco di salti tripli e movimenti fluidi, è stato accompagnato da una forte interpretazione musicale che ha emozionato l’arena. Liu indossava un abito dorato scintillante che richiamava il colore della medaglia che avrebbe poi vinto e la sua chioma richiamava lo stile “halo hair”, ovvero fasce orizzontali bionde chiarissime alternate al suo colore castano scuro naturale: un effetto quasi a cerchi intorno alla testa, lei stessa ha dichiarato di aggiungere ogni anno un cerchio come simbolo di crescita personale. Con questa capigliatura ed esibizione straordinaria ha ottenuto il punteggio più alto della competizione, riportando agli Stati Uniti l’oro olimpico nel pattinaggio femminile dopo molti anni.

Molti spettatori, dopo aver visto le competizioni, hanno dichiarato di essersi appassionati e di voler imparare di più su questo sport.
Curling – precisione, tecnica e fair play
Il curling è stato una delle discipline più seguite delle Olimpiadi, con gare disputate allo Stadio olimpico del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo. In programma c’erano tre competizioni distinte: torneo maschile; torneo femminile e doppio misto. Ogni partita si disputava tra due squadre che cercavano di far scivolare le loro pietre di granito verso il centro di un bersaglio chiamato “house”, composto da cerchi concentrici. Vinceva chi, alla fine delle 8 o 10 manche, aveva le pietre più vicine al centro rispetto agli avversari. Quello che ha colpito gli spettatori è stato il momento dell’assegnazione dei punti, infatti, essi non vengono decisi dall’arbitro ma dai giocatori stessi, l’arbitro interviene solo ed esclusivamente quando la differenza di distanza dal centro delle palle poste dalle squadre è troppo piccola per essere notata ad occhio nudo. Ma perché sembra che spazzino per terra come quando si fanno le pulizie di casa? La particolarità di questo sport sta proprio nello spazzolamento del ghiaccio davanti alla pietra infatti, scaldando la lastra di ghiaccio su cui scivola la boccia si scioglie modificando velocità o traiettoria. Le partite hanno anche un limite di tempo totale e le penalità sono previste per pietre lanciate fuori dai limiti, spazzolamento scorretto o superamento del tempo. Questa combinazione di tecnica, strategia e concentrazione rende ogni partita simile ad una partita di scacchi sul ghiaccio, dove ogni scelta può cambiare il risultato, per questo motivo il curling è uno degli sport che ha catturato l’attenzione di milioni di spettatori in tutto il mondo. Passiamo ora ai campioni: la squadra svedese femminile, costituita da Anna Hasselborg, Sara McManus, Agnes Knochenhauer, Sofia Scharback e Johanna Heldin, ha conquistato la medaglia d’oro in una finale combattuta, battendo la Svizzera 6-5. Questo risultato continua la tradizione di successo della Svezia nel curling olimpico femminile. La medaglia d’oro nella categoria maschile invece è andata alla squadra del Canada, costituita da Brad Jacobs, Marc Kennedy, Brett Gallant, Ben Hebert e Tyler Tardi, che ha vinto la finale contro la Gran Bretagna. Nel doppio misto, una delle gare più emozionanti e viste, la medaglia d’oro è stata vinta dalla coppia svedese formata da Isabella e Rasmus Wranå, che si è imposta sugli Stati Uniti. E i nostri campioni olimpici di Pechino?! La coppia italiana Stefania Constantini e Amos Mosaner ha conquistato la medaglia di bronzo battendo la Gran Bretagna.

Pattinaggio di velocità – velocità, strategia e adrenalina
Il pattinaggio di velocità è stato uno degli sport più spettacolari delle Olimpiadi, con gare ad alta velocità e colpi di scena continui. Gli atleti gareggiavano su piste ovali di 400 m e le competizioni erano divise in tipologie: 500 m; 1000 m; 1500 m; 3000 m; 5000 e 10.000 m. Le gare si sono svolte al Milano Speed Skating Stadium. Il pattinaggio di velocità mette alla prova forza, resistenza e tecnica di scivolata. Ai giochi invernali, il pattinaggio di velocità ha regalato gare mozzafiato e ha confermato, ancora una volta, il dominio dei Paesi Bassi. Nei 500 metri maschili, lo statunitense Jordan Stolz ha sorpreso tutti con una partenza fulminea e curve impeccabili, dominando lo sprint fino al traguardo. Tra le donne, la giapponese Nao Kodaira si è imposta nei 500 metri grazie a una velocità straordinaria e a scivolate perfettamente controllate, mentre nei 1000 metri è stata l’olandese Jutta Leerdam a conquistare l’oro, mantenendo un ritmo costante e una tecnica impeccabile che l’hanno resa imprendibile.

Gli olandesi hanno predominato anche nei 1500 e 5000 metri maschili. Tra le donne, la plurimedagliata Ireen Wüst ha trionfato nei 3000 metri, aggiungendo un nuovo oro alla sua straordinaria carriera, mentre l’italiana Francesca Lollobrigida ha impressionato tutti nei 5000 metri femminili, gestendo perfettamente la resistenza e portando a casa un prestigioso oro olimpico per l’Italia. L’atleta dopo aver realizzato di aver vinto è corsa dal suo bambino, Tommaso, per abbracciarlo e comunicargli la vittoria della propria mamma.

Anche nelle gare a squadre, il pattinaggio di velocità ha regalato emozioni indimenticabili. Nella staffetta maschile a inseguimento, la squadra italiana composta da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha conquistato l’oro battendo gli Stati Uniti grazie a cambi fluidi, scivolate potenti e strategia perfetta. Tra le donne, il Canada ha trionfato nella stessa prova, imponendosi davanti ai Paesi Bassi e al Giappone, mentre la Cina e il Giappone hanno conquistato le medaglie di bronzo rispettivamente nel maschile e nel femminile.

Il pattinaggio di velocità ha registrato un incremento significativo di interesse grazie a Milano‑Cortina 2026: In Italia, oltre 1,2 milioni di spettatori hanno seguito le gare in diretta TV o streaming. A livello globale, le gare più spettacolari hanno raggiunto picchi di 5–6 milioni di spettatori per le finali maschili e femminili. L’evento ha portato anche a un aumento delle iscrizioni nei club italiani di pattinaggio di velocità e short track, specialmente tra i giovani tra i 10 e i 18 anni.
Freestyle – acrobazia, creatività e spettacolo
Chi pensa che l’attrezzatura da sci serva solo per scendere dalle piste sciistiche allora si sbaglia… Alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, il freestyle ha conquistato il pubblico con discipline spettacolari come halfpipe, slopestyle e big air (nomi che quasi nessuno conosceva), sia nello snowboard che nello sci acrobatico. Le gare si sono svolte su percorsi di 100–130 metri di salto verticale e piste halfpipe lunghe circa 150–200 metri, con rampe di lancio fino a 8–10 metri di altezza. Gli atleti hanno combinato equilibrio, forza e tecnica, lanciandosi in evoluzioni aeree mozzafiato e atterraggi perfetti sotto lo sguardo del pubblico. Nel big air maschile di freestyle sci, dove gli atleti affrontano una rampa gigantesca per combinare rotazioni complesse e trucchi acrobatici in aria, l’oro è andato al norvegese Birk Ruud, che ha dominato la gara con trick tecnici e atterraggi puliti. Il dominio di Ruud continua anche nello slopestyle maschile, un percorso ricco di ostacoli, rail e salti tecnici che richiedono grande equilibrio e controllo, dove ha colto un altro oro grazie alla fluidità del suo stile e alla precisione di ogni trick. Nel halfpipe maschile, disciplina in cui i partecipanti scendono lungo un canale a forma di “U” per collegare evoluzioni da bordo a bordo, Alex Ferreira degli Stati Uniti ha conquistato l’oro con una serie di esibizioni quasi perfette, ottenendo il punteggio più alto nella finale grazie a run spettacolari. Negli moguls maschili, una gara intensa su un pendio pieno di gobbe coronate da acrobazie, il titolo è stato conquistato dall’australiano Cooper Woods‑Topalovic, che ha combinato velocità, controllo e tecnica sulle gobbe irregolari. Tra le donne, la protagonista è stata la ventiduenne cinese Eileen Gu, già leggenda del freestyle mondiale, ha confermato il suo straordinario talento vincendo la medaglia d’oro dominando il big air femminile e l’half pipe, eseguendo rotazioni multiple e trick complessi con precisione chirurgica, difendendo il titolo conquistato a Pechino e raggiungendo il record di sei medaglie olimpiche nella sua carriera in questa disciplina. Le sue scivolate aeree, alte fino a 10 metri sopra la pista, hanno convinto i giudici e conquistato la medaglia d’oro, confermandola come una delle atlete più forti nella storia del freestyle olimpico.

Secondo un report ufficiale della Federazione Internazionale di Sci (FIS), durante le Olimpiadi i contenuti freestyle (snowboard e sci acrobatico) hanno raggiunto una portata globale di decine di milioni di persone sui social. Solo su TikTok, i video legati alle discipline freestyle hanno ottenuto oltre 88,7 milioni di visualizzazioni negli ultimi 30 giorni del periodo olimpico, con una componente di pubblico giovane (oltre il 78 % sotto i 34 anni). Inoltre, i canali ufficiali hanno registrato centinaia di milioni di reach complessivi e oltre 15 milioni di interazioni su tutti i social media durante i Giochi. Questi numeri indicano che il freestyle non solo ha messo in scena gare spettacolari, ma ha anche attratto un pubblico molto vasto e nuovo, soprattutto tra i giovani e attraverso le piattaforme digitali, contribuendo ad aumentare l’interesse generale verso gli sport invernali.
Gigante femminile – precisione, velocità e trionfo italiano
Il gigante femminile di sci alpino alle Olimpiadi di Milano‑Cortina 2026 si è disputato sulle celebri piste di Olimpia delle Tofane a Cortina d’Ampezzo, una discesa di circa 1.350 metri di sviluppo verticale con pendenze variabili fino al 35%, curve strette e cambi di ritmo continui. La gara si compone di due manche, e il tempo complessivo determina il podio. L’oro è stato conquistato da Federica Brignone, che ha interpretato il gigante con precisione chirurgica e velocità costante: nella prima manche ha impostato curve strette e veloci, gestendo con controllo la parte centrale più tecnica della pista, dove la combinazione di velocità e equilibrio è fondamentale e nella seconda manche la Brignone ha mantenuto il ritmo, affrontando la sezione finale con aggressività calcolata, completando il percorso con il miglior tempo complessivo e portando a casa un trionfo storico per l’Italia. Questa vittoria è stata particolarmente emozionante perché Federica Brignone è tornata a competere dopo un grave infortunio subito il 3 aprile 2025 ai Campionati Italiani in Val di Fassa, quando in una caduta aveva riportato una frattura scomposta pluriframmentaria della tibia e della testa del perone della gamba sinistra e la rottura del legamento crociato anteriore, con mesi di riabilitazione necessari per il recupero. La scena sul podio è diventata subito iconica: quando Brignone ha alzato le braccia in segno di trionfo, le due atlete che hanno concluso con tempo identico al secondo posto, Sara Hector (Svezia) e Thea Louise Stjernesund (Norvegia), si sono inchinate al suo cospetto in un gesto spontaneo di rispetto ed ammirazione per la sua impresa straordinaria.
Accanto a Brignone, un’altra grande protagonista italiana è stata Sofia Goggia, che ha conquistato la medaglia di bronzo nella discesa libera femminile, completando così un trittico di medaglie olimpiche nelle tre ultime edizioni dei Giochi e regalando agli spettatori un’altra emozione azzurra. La combinazione di resistenza fisica, precisione tecnica e forza mentale ha reso il gigante femminile uno degli eventi più intensi e seguiti delle Olimpiadi di Milano‑Cortina 2026, con un’Italia protagonista sul palcoscenico mondiale dello sci alpino.
Le spettacolari gare di Milano-Cortina 2026 e le immagini delle atlete sul podio hanno attratto l’attenzione di appassionati di sci e di sport invernali di tutto il mondo, contribuendo a rafforzare l’immagine delle Dolomiti come meta olimpica e sportiva. Le località che hanno ospitato le competizioni, come Cortina d’Ampezzo e Livigno, hanno registrato un incremento di prenotazioni e visite, non solo durante i Giochi, ma anche nei mesi successivi, grazie all’interesse suscitato dalle prestazioni delle campionesse italiane. Questo dimostra come i successi olimpici possano tradursi direttamente in sviluppo turistico, promuovendo le strutture, le piste e il territorio a livello internazionale.
Sofia Martorana


