{"id":860,"date":"2019-07-01T12:00:00","date_gmt":"2019-07-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/macchinette-assassine-menzione-speciale-del-concorso-un-giallo-di-classe\/"},"modified":"2026-09-18T10:21:07","modified_gmt":"2026-09-18T10:21:07","slug":"macchinette-assassine-menzione-speciale-del-concorso-un-giallo-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/macchinette-assassine-menzione-speciale-del-concorso-un-giallo-di-classe\/","title":{"rendered":"MACCHINETTE ASSASSINE, menzione speciale del concorso \u201cUn giallo\u2026 di classe!\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo il racconto segnalato dalla giuria con una menzione speciale\u00a0<a href=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/unuccisione-acida-racconto-vincitore-del-concorso-un-giallo-di-classe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nel concorso letterario \u201cUn giallo\u2026 di classe!\u201d<\/a>, scritto da Carlo Bottoni, Federico Mosca e Riccardo Motta\u00a0della 1^C. Buona lettura!<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4005 aligncenter wp-image-861\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/macchinette-720x340-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\"><\/p>\n<p>Era un mercoled\u00ec piovoso, e alla scuola Albert Einstein di Vimercate iniziava la prima ora.<\/p>\n<p>Per la classe 1^G incominciava la lezione di laboratorio di chimica, quando, ad un tratto, gli occhi degli alunni si ritrovarono a fissare stupefatti un bigliettino tra le boccette degli acidi, posizionato al posto dell\u2019acido solforico che mancava.<\/p>\n<p>La scritta sul bigliettino recitava chiaramente: \u201d\u2026alla fine, non ne rimarr\u00e0 neanche uno \u2013 il giustiziere\u201d.<\/p>\n<p>Gli alunni, stupiti da quella minaccia, riportarono la notizia alla professoressa, che la and\u00f2 a comunicare subito in presidenza.<\/p>\n<p>La preside intervenne andando a vedere i video di sorveglianza del laboratorio ma nulla di fatto, non trov\u00f2 niente di sospetto. Da quel momento iniziarono le ricerche, e la dirigente assegn\u00f2 il caso alla coppia Pozzi-Besana.<\/p>\n<p>Il Besana, un tipo divertente ma allo stesso tempo rigido e serio durante il lavoro, fece interrompere subito le lezioni e and\u00f2 in laboratorio per cercare tracce del colpevole. Inizi\u00f2 osservando il luogo del delitto per capire se c\u2019era qualcos\u2019altro fuori posto, e attraverso i suoi calcoli incomprensibili del seno e coseno riusc\u00ec a intuire che l\u2019acido della boccetta di fianco era sceso di 1,78 cl.<\/p>\n<p>Allora si precipit\u00f2 dalla prof. Sala: \u201cSalve prof.ssa, volevo chiederle se per caso con questo acido \u2013 e le mostr\u00f2 la boccetta \u2013 unito a quello solforico rubato si possa creare qualcosa\u201d.<\/p>\n<p>La collega rispose: \u201cCerto, se facesse una soluzione tra quei due acidi, si creerebbe un veleno che porterebbe alla morte istantanea di chiunque lo assuma\u201d.<\/p>\n<p>Il Besana allora replic\u00f2: \u201cCavolo, dobbiamo prendere subito il colpevole prima che agisca uccidendo qualcuno\u201d.<\/p>\n<p>A questo punto and\u00f2 a riferire quello che fino ad allora aveva scoperto al suo partner Pozzi che, spaventato da tutto questo, raggiunse la macchinetta per prendersi un cappuccino e calmarsi. Bevendo il primo sorso non sent\u00ec nulla, ma appena finito di assaporare il cappuccino, svenne immediatamente. Subito arriv\u00f2 il suo collega che lo vide a terra e chiam\u00f2 l\u2019ambulanza, che lo prese e lo port\u00f2 in ospedale. Intanto il Besana, stupito e spaventato per l\u2019accaduto, stava cercando di scoprire quale fosse la causa del malore.<\/p>\n<p>Dopo ore di ricerca scopr\u00ec che dentro il cappuccino che aveva bevuto il Pozzi era stato introdotto dell\u2019acido solforico. Dopo aver ragionato per un po\u2019, cap\u00ec che ci\u00f2 che era appena successo si collegava al furto avvenuto nel laboratorio di chimica.<\/p>\n<p>A questo punto, il Besana and\u00f2 a vedere gli orari del laboratorio di chimica del giorno precedente e vide che all\u2019ultima ora c\u2019era stata la classe 1^C, e dato che era una delle sue classi sapeva bene chi potesse essere stato, ma comunque, per ulteriore sicurezza, si precipit\u00f2 ad interrogare tutti gli alunni, compresa la prof.ssa di chimica. Da questi interrogatori venne fuori che i maggiori sospettati ora erano due persone: Ilyass Lazaar e Sala Riccardo Roberto.<\/p>\n<p>Il Besana, finita la giornata, prese l\u2019auto e and\u00f2 in ospedale a trovare il suo collega Pozzi, ma ad aspettarlo erano solo cattive notizie perch\u00e9, poco dopo l\u2019intervento, il suo cuore aveva smesso di battere. A questo punto il Besana, dopo la grave perdita, divent\u00f2 ancora pi\u00f9 determinato nel risolvere il caso, perch\u00e9 voleva vendicare il bastardo che aveva messo il veleno nel bicchiere. Il giorno dopo ritorn\u00f2 sulla scena del crimine e, andando in bagno, mentre controllava nei vari cestini alla ricerca di qualche indizio, trov\u00f2 una cosa alquanto sorprendente: la boccetta di acido solforico che mancava. Era vuota e rotta.<\/p>\n<p>Ora bisognava solamente scoprire dove era stato messo quell\u2019acido, chi era stato a utilizzarlo e perch\u00e9 l\u2019aveva fatto.<\/p>\n<p>Il Besana si prese qualche giorno di ferie per riflettere meglio sul caso; al ritorno a scuola, una cosa lo insospett\u00ec. Rispetto al solito c\u2019erano molti meno studenti e allo stesso tempo molti meno professori e ogni giorno diminuivano a vista d\u2019occhio, fino a che non gli giunse alle orecchie una notizia sconvolgente: tutte quelle persone che mancavano in realt\u00e0 erano morte! Il Besana di conseguenza si spavent\u00f2 molto e cap\u00ec che qualcosa non andava e che stava succedendo qualcosa di terribile.<\/p>\n<p>Mentre si aggirava per la scuola, pensieroso, venne chiamato dal ragazzo delle macchinette che gli fece vedere che il caff\u00e8, di solito in polvere, questa volta non lo era affatto, ma era liquido e aveva un sapore strano che sicuramente non era quello ordinario.<\/p>\n<p>In seguito alle analisi, si scopr\u00ec che la macchinetta del caff\u00e8 era stata riempita con dell\u2019acido solforico e questo aveva causato la morte di tutti i malcapitati, perch\u00e9 quando si sceglieva la bevanda, automaticamente, insieme al caff\u00e8, veniva versata qualche goccia di acido.<\/p>\n<p>L\u2019azione del colpevole era stata svelata; ora mancava solo il suo nome.<\/p>\n<p>Il Besana inizi\u00f2 la ricerca guardando i video di sorveglianza della settimana prima, e da l\u00ec not\u00f2 che l\u2019assassino aveva sfruttato l\u2019unico momento in cui il ragazzo delle macchinette era andato in bagno, per mettere l\u2019acido all\u2019interno della macchina, che era stata lasciata temporaneamente aperta; ed era stato anche furbo, perch\u00e9 era riuscito a coprirsi davvero bene, al punto da non far vedere il suo viso.<\/p>\n<p>Ma il Besana fu ancora pi\u00f9 furbo, perch\u00e9 grazie alla sua professione, riusc\u00ec a trovare il colpevole, o pi\u00f9 precisamente la sua altezza (i suoi calcoli lo aiutarono), che era 1,58m: misurando tutti ragazzi che erano sopravvissuti alla tragedia delle macchinette, l\u2019unico di quell\u2019altezza era proprio il sospettato, Ilyass Lazaar.<\/p>\n<p>Il Besana corse nella 1^C nel tentativo di trovarlo ma nulla di fatto, non c\u2019era.<\/p>\n<p>Ma fu proprio Wewalwala Hewage Lakindu Hashen, un alunno di 1^C, che disse al prof. che Ilyass sarebbe partito per il Marocco. Allora, molto velocemente corse verso l\u2019auto per dirigersi verso l\u2019aeroporto e catturarlo.<\/p>\n<p>All\u2019arrivo individu\u00f2 il colpevole al gate 7. Quando quello si gir\u00f2 e, sbalordito, vide il docente, inizi\u00f2 a correre nel tentativo di una fuga. Per il Besana il tentativo di prendere Ilyass sembrava ormai impossibile, ma fu proprio un colpo di scena a concludere il caso: spuntato da dietro un angolo, il Pozzi piomb\u00f2 addosso a Ilyass, lo prese e lo ammanett\u00f2. Il colpevole venne arrestato e il giudice decise di rinchiuderlo in una prigione di massima sicurezza a vita, a causa del numero sproporzionato di morti che ha fatto. Dopo la cattura, il delinquente annunci\u00f2 di aver perpetrato questa tragedia per il semplice motivo che tutti gli alunni della scuola l\u2019avevano incolpato di aver rubato i soldi alla macchinetta nel periodo in cui era rotta, perci\u00f2 si voleva vendicare, uccidendoli tutti. Ora si era capito perch\u00e9 aveva lasciato quel biglietto minaccioso.<\/p>\n<p>Il Besana, ancora stupefatto dall\u2019improvvisa comparsa del Pozzi, gli chiese come facesse ad essere ancora vivo. Il Pozzi, ridacchiando, rispose dicendogli che c\u2019era solo stato un equivoco tra i medici perch\u00e9 il suo fascicolo era stato scambiato con quello di un\u2019anziana che era appena deceduta e, in realt\u00e0, lui era svenuto solo per lo spavento e non per il caff\u00e8, che aveva buttato immediatamente dopo averne sentito il sapore. Per questo motivo, i medici avevano creduto che fosse morto.<\/p>\n<p><strong>Carlo Bottoni, Federico Mosca e Riccardo Motta<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il racconto segnalato dalla giuria con una menzione speciale\u00a0nel concorso letterario \u201cUn giallo\u2026 di classe!\u201d, scritto da Carlo Bottoni, Federico Mosca e Riccardo Motta\u00a0della 1^C. Buona lettura! 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