{"id":854,"date":"2019-06-17T12:00:00","date_gmt":"2019-06-17T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/un-mistero-svelato-secondo-classificato-del-concorso-un-giallo-di-classe\/"},"modified":"2026-09-18T10:21:07","modified_gmt":"2026-09-18T10:21:07","slug":"un-mistero-svelato-secondo-classificato-del-concorso-un-giallo-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/un-mistero-svelato-secondo-classificato-del-concorso-un-giallo-di-classe\/","title":{"rendered":"UN MISTERO SVELATO. Secondo classificato del concorso \u201cUn giallo\u2026 di classe!\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo il racconto classificato al secondo posto <a href=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/unuccisione-acida-racconto-vincitore-del-concorso-un-giallo-di-classe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nel concorso letterario \u201cUn giallo\u2026 di classe!\u201d<\/a>, scritto da Lorenzo Arioli, Stefano Ravasi e Nicholas Crespi della 1^D Informatica e telecomunicazioni. Buona lettura!<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3921 aligncenter wp-image-855\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Il-mistero-svelato-immagine-720x340-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"175\"><\/p>\n<p>Erano le sette e trentacinque di un venerd\u00ec mattina quando Luciano del Centro sistemi entr\u00f2 nel deposito per ritirare la merce da lui ordinata: \u201cDodici confezioni di mouse e tastiere, tre di penne per la LIM e un ricevitore\u201d, disse tra s\u00e9 e s\u00e9. Girandosi per uscire dall\u2019aula not\u00f2 un armadietto socchiuso, cos\u00ec si avvicin\u00f2. Non appena lo apr\u00ec, un cadavere gli croll\u00f2 sui piedi. Dopo lo spavento iniziale corse a chiedere aiuto. Trov\u00f2 la bidella Angela e le disse di telefonare immediatamente alla polizia.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 locali fecero un sopralluogo nell\u2019istituto e visitarono il luogo del delitto: una stanza di modeste dimensioni riempita di armadi traboccanti di oggetti scolastici e di scatoloni sparsi in modo disordinato qua e l\u00e0 per l\u2019aula. Nel frattempo la Preside si occupava di far tornare a casa gli studenti. La polizia trov\u00f2 una boccetta di un pericoloso veleno vuota per terra e un bigliettino con una frase intimidatoria all\u2019interno della tasca della vittima.<\/p>\n<p>Durante le indagini, di cui si stava occupando l\u2019agente Alessandrini, un giovane ispettore noto per le sue capacit\u00e0 deduttive e per la sua facilit\u00e0 nel risolvere i casi (anche quelli pi\u00f9 complicati), vennero interrogati tutti i presenti a scuola durante l\u2019orario scolastico. Nel frattempo, il cadavere venne identificato dalla polizia scientifica: si trattava di Anna, l\u2019assistente del professor Semeraro del laboratorio di chimica. L\u2019ora del decesso risaliva alle diciotto del giorno prima; ci\u00f2 voleva dire che il cadavere aveva trascorso l\u2019intera notte nell\u2019armadio del deposito.<\/p>\n<p>L\u2019agente della polizia cerc\u00f2 di capirne di pi\u00f9 sulla sostanza scomparsa dal laboratorio con l\u2019ausilio della professoressa Sala, specializzata in medicina. Dopo approfondite ricerche, scoprirono l\u2019identit\u00e0 del veleno: cianuro. Quasi tutti gli interrogatori sembrarono inutili allo svolgimento delle indagini; malgrado ci\u00f2, l\u2019ispettore Alessandrini, in quanto molto scrupoloso e attento, si annot\u00f2 ogni singolo dettaglio sul suo taccuino. Erano passate circa due ore dal primo interrogatorio quando si present\u00f2 l\u2019ultimo possibile sospettato, nonch\u00e9 l\u2019ultima persona ad uscire dall\u2019istituto il giorno precedente: \u201cHa notato qualcosa ieri prima di lasciare l\u2019edificio?\u201d, chiese Alessandrini.<\/p>\n<p>\u201cHo notato Anna dirigersi verso il laboratorio, poi me ne sono andato\u201d, disse l\u2019interrogato.<\/p>\n<p>L\u2019ispettore continu\u00f2 l\u2019interrogatorio chiedendo per quale motivo si trovasse a scuola a quell\u2019ora. \u201cEro qua per un\u2019assemblea straordinaria per la sospensione di un mio alunno\u201d.<\/p>\n<p>Alessandrini aggiunse la dichiarazione alla lista dei possibili indizi. L\u2019ispettore chiese chi fosse presente a quell\u2019assemblea. La professoressa Luciano, l\u2019interrogata, rispose: \u201cErano presenti tutti i docenti della classe 1^D, eccetto il prof. Cosentino, nonostante io lo abbia visto all\u2019esterno della scuola a fumare poco dopo la fine dell\u2019assemblea. Erano presenti anche i due rappresentanti di classe e lo studente da sospendere, di nome La Malfa, accompagnato dalla madre\u201d.<\/p>\n<p>Ancora una volta il detective si segn\u00f2 tutto e conged\u00f2 la professoressa con un saluto cordiale. Facendo un resoconto, Alessandrini segn\u00f2 come principale sospettato il professor Cosentino in quanto presente a scuola, ma assente all\u2019assemblea dove avrebbe dovuto essere.<\/p>\n<p>Il giorno seguente, Alessandrini si rec\u00f2 a casa del professor Cosentino per interrogarlo in quanto principale sospettato. \u201cPer quale motivo era presente a scuola e non all\u2019assemblea?\u201d, chiese l\u2019ispettore con tono minaccioso.<\/p>\n<p>\u201cChi ha detto che non ero presente, io mi sono recato a scuola e ho anche partecipato all\u2019assemblea!\u201d, rispose Cosentino in maniera impulsiva, anche se ci\u00f2 che aveva appena affermato era falso.<\/p>\n<p>L\u2019agente annu\u00ec e ringrazi\u00f2 l\u2019indagato. Non appena usc\u00ec dall\u2019abitazione e sedette in macchina, chiam\u00f2 il suo fidato collega Crippa dicendogli di tenere sotto controllo tutti i movimenti del professor Cosentino: \u201cIl sospettato \u00e8 un uomo di circa quarant\u2019anni, di media statura e peso con capelli lunghi neri e barba.\u201d<\/p>\n<p>Finita la chiamata si diresse dal secondo sospettato, ovvero l\u2019alunno che doveva essere sospeso. Entrato in casa, il detective salut\u00f2 cordialmente il ragazzo e la madre e inizi\u00f2 a porre loro qualche domanda per l\u2019interrogatorio: \u201cCosa avete fatto alla fine dell\u2019assemblea?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNaturalmente siamo tornati a casa\u201d rispose la madre in maniera sicura. Alessandrini, munito come al solito del suo taccuino, trascrisse le parole dell\u2019interrogata e ripose la domanda a La Malfa, un ragazzo sveglio, alto circa un metro e settantacinque con capelli corti castani, che conferm\u00f2 quanto detto dalla madre prima.<\/p>\n<p>L\u2019interrogatorio fu interrotto dallo squillare del telefono dell\u2019ispettore: era Crippa. Il detective pens\u00f2 che si potesse trattare di qualcosa di importante e termin\u00f2 l\u2019interrogatorio lasciando l\u2019abitazione in maniera repentina. \u201cHo scoperto che il professore ha partecipato ad uno studio su alcune sostanze chimiche, torna a casa sua immediatamente!\u201d.<\/p>\n<p>A queste parole, Alessandrini torn\u00f2 dal prof. Cosentino dopo neanche un\u2019ora per chiedergli spiegazioni su quanto riferito dal collega. Il prof. disse che quegli studi erano stati effettuati quando ancora era membro di un\u2019associazione per la salvaguardia dell\u2019ambiente e gli mostr\u00f2 gli appunti presi in merito all\u2019inquinamento di un fiume in seguito alla dispersione di alcune sostanze al suo interno. Il detective, dopo aver esaminato accuratamente gli appunti che gli erano stati mostrati, si scus\u00f2 con il professore per le accuse infondate. Dopo essere uscito di casa telefon\u00f2 a Crippa per ringraziarlo del lavoro svolto e per sollecitarlo a continuare le ricerche.<\/p>\n<p>A quel punto Alessandrini decise di fare una pausa di riflessione e di sospendere gli interrogatori che, fin qui, si erano rivelati proficui allo svolgimento dell\u2019indagine. Dopo essere entrato in un bar e aver ordinato una tazza di caff\u00e8, si mise a ragionare con l\u2019aiuto dei suoi appunti: \u201cAbbiamo due soli sospettati, un professore che non era presente a un\u2019assemblea pur essendo a scuola e un alunno che \u00e8 stato proposto per la sospensione e una vittima, una donna di mezza et\u00e0 che lavorava all\u2019istituto come assistente nel laboratorio di chimica, uccisa senza un apparente motivo\u201d.<\/p>\n<p>Uscito dal locale, l\u2019ispettore not\u00f2 un messaggio appena ricevuto da parte della Preside in cui veniva incitato a recarsi immediatamente a scuola. Quando arriv\u00f2, la Preside era gi\u00e0 all\u2019esterno dell\u2019edificio: \u201cCredo di aver qualcosa che le pu\u00f2 interessare, ispettore\u201d, disse la Preside.<\/p>\n<p>Alessandrini tir\u00f2 fuori dal taschino il taccuino e le fece cenno di continuare: \u201cAll\u2019esterno della scuola sono state installate di recente delle telecamere nascoste per tenere sotto controllo l\u2019istituto. Cos\u00ec ho pensato di dargli un\u2019occhiata e ho notato qualcosa di strano: il professor Cosentino \u00e8 rimasto all\u2019esterno a fumare per tutta la durata dell\u2019assemblea\u201d, disse la donna, che successivamente fece accomodare Alessandrini in presidenza per visionare i video di sicurezza. Le immagini erano un alibi del professor Cosentino e anche la certezza che l\u2019autore dell\u2019omicidio era La Malfa.<\/p>\n<p>Il detective inizi\u00f2 a dimostrare tutta la sua bravura quando formul\u00f2 il suo verdetto: l\u2019assassino si era diretto nel laboratorio di chimica per rubare la boccetta contenente il veleno che gli serviva per uccidere una persona che aveva stimolato il suo astio; nel caso di La Malfa, la prof Luciano, da lui odiata per le numerose note disciplinari e per avergli causato una sospensione. Era per\u00f2 ancora da chiarire la morte di Anna, che sembrava non aver avuto problemi con nessuno.<\/p>\n<p>Nel giro di un giorno, Alessandrini aveva gi\u00e0 formulato un tranello per incastrare definitivamente il colpevole: la prof Luciano sarebbe servita come esca in quanto avrebbe dovuto attirare La Malfa con la scusa della consegna della lettera di sospensione. Fece installare due telecamere nascoste nell\u2019aula dove doveva avvenire l\u2019incontro tra i due, ovvero la classe 4G, la stessa in cui si era svolta l\u2019assemblea qualche giorno prima.<\/p>\n<p>Quando La Malfa arriv\u00f2, trov\u00f2 la Luciano ad aspettarlo mentre prendeva un caff\u00e8 alle macchinette. I due si salutarono con un \u201cbuongiorno\u201d e si diressero verso l\u2019aula. La prof and\u00f2 a prendere la lettera in sala professori lasciando la bevanda incustodita sulla cattedra. In men che non si dica, il colpevole vers\u00f2 qualche goccia di cianuro nel bicchierino e poi si sedette su una delle sedie in prima fila aspettando l\u2019arrivo della vittima. Rimase sorpreso quando, all\u2019apertura della porta, non trov\u00f2 la professoressa, ma Alessandrini e la sua squadra.<\/p>\n<p>Una volta messo in manette, il ragazzo confess\u00f2 tutto e disse che aveva ucciso Anna perch\u00e9 lo aveva colto mentre stava rubando il cianuro nel deposito e, sentendo delle voci e dei passi avvicinarsi, aveva nascosto di fretta il corpo della vittima. Il detective Alessandrini aveva dimostrato ancora una volta la sua bravura e la sua passione per il mestiere.<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Arioli, Stefano Ravasi e Nicholas Crespi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il racconto classificato al secondo posto nel concorso letterario \u201cUn giallo\u2026 di classe!\u201d, scritto da Lorenzo Arioli, Stefano Ravasi e Nicholas Crespi della 1^D Informatica e telecomunicazioni. Buona lettura! 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