{"id":830,"date":"2019-05-14T12:00:00","date_gmt":"2019-05-14T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/essere-uomo-essere-franco-baresi\/"},"modified":"2026-09-18T10:21:07","modified_gmt":"2026-09-18T10:21:07","slug":"essere-uomo-essere-franco-baresi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/essere-uomo-essere-franco-baresi\/","title":{"rendered":"Essere uomo. Essere FRANCO BARESI"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3657 aligncenter wp-image-3757\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Baresi-AC-Milan-300x169-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\"><\/p>\n<p>Essere Franco Baresi significa essere il Milan. Franco \u00e8 uno di quei giocatori che ha legato il proprio nome solo e unicamente a una squadra. Di giocatori di questo tipo se ne trovano davvero pochi. Vent\u2019anni passati con una sola maglia e solo due colori: quelli rossoneri.<\/p>\n<p>La storia d\u2019amore che lega Franco al Milan inizia con un provino nella squadra in cui militava all\u2019epoca il fratello Giuseppe\u2026\u00a0 l\u2019Inter! L\u2019Inter per\u00f2 gli disse di tornare con qualche centimetro in pi\u00f9. Fatto sta che Franco davanti ai cancelli di Appiano Gentile non ci metter\u00e0 mai pi\u00f9 piede. Il Milan lo prese all\u2019interno di quella che da l\u00ec a poco sarebbe diventata la sua famiglia, e lui sar\u00e0 l\u2018uomo simbolo di quel magico Milan che domin\u00f2 e insegn\u00f2 il gioco del calcio a tutto il mondo.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3655 alignleft wp-image-3758\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image001-300x169-2.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\"><\/p>\n<p>Ma non fu da subito cos\u00ec, perch\u00e9 senn\u00f2 essere Franco non avrebbe il significato che ha oggi. Lui, prima di vincere tutto col proprio club da capitano e diventare uomo simbolo e idolo per i tifosi milanisti, ha faticato, ha lottato con i denti e non ha mai mollato mezzo centimetro, resistendo e rimanendo al Milan nonostante due retrocessioni nella serie cadetta, di cui una per calcio scommesse. Gi\u00e0, Franco ha visto l\u2019orchestra di cui era il direttore rischiare di non esistere pi\u00f9\u2026 Ma il destino successivamente lo ripag\u00f2 perch\u00e9, con l\u2019avvento di Berlusconi e del maestro Arrigo Sacchi sulla panchina del Diavolo, ottenne tutto ci\u00f2 che un giocatore pu\u00f2 sognare di alzare al cielo durante la propria carriera. E vinse quei trofei, meritandoli sul campo, essendo nel frattempo cosciente di essere al centro della pi\u00f9 grande riforma di sempre del gioco del calcio, di essere al centro di un progetto ambizioso con un presidente giovane e disposto a investire, un allenatore innovativo e competente, e con campioni assoluti come compagni di squadra.\u00a0Il cos\u00ec detto \u201cMilan degli immortali\u201d, una squadra che riscalda ancora oggi gli animi dei tifosi, non solo Rossoneri, ma di tutti gli amanti del calcio.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3656 alignright wp-image-3759\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image003-300x197-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\"><\/p>\n<p>Anche chi come me non ha mai potuto vivere quei momenti, sa benissimo quanto valeva quel magico Milan, un Milan capace di battere il Real Madrid 5-0, e di vincere due coppe campioni consecutive, di cui una battendo in finale, a Barcellona, lo Steaua Bucarest con un sonoro 4-0 in uno stadio praticamente al 100% milanista, una finale in cui si verific\u00f2 il pi\u00f9 grande esodo di tifosi della storia, con ben 90 mila rossoneri accorsi per vedere una di quelle partite che fin\u00ec di diritto tra le pi\u00f9 belle di sempre. E al centro di tutto ci\u00f2 Franco era la guida, o meglio il mentore. Il suo braccio alzato per segnalare il fuorigioco all\u2019arbitro divenne un suo marchio distintivo, divenne un simbolo della sua bravura e della sua finezza e presenza mentale, il suo simbolo di capitano dell\u2019A.C. Milan, una squadra formata da giocatori spettacolari. Eccoli, \u201cgli immortali\u201d: Galli, Maldini, Tassotti, Costacurta, Donadoni, Ancelotti, Colombo, Gullit, Rijkaard, Van Basten e, a capo di tutti loro, il Capitano con la c maiuscola, Franco Baresi.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3654 alignleft wp-image-3760\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image005-300x180-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\"><\/p>\n<p>Ma la vita di Franco \u00e8 fatta di gioie e dolori, come la vita dei veri uomini. Franco, come capitano della nazionale Italiana ai mondiali U.S.A. 94\u2019, si ritrov\u00f2 come allenatore ancora Arrigo Sacchi (sostituito al Milan da Fabio Capello), e fu in quel momento, quando gli sarebbe mancato solo vincere il mondiale da protagonista per vincere la gloria eterna non solo dei Milanisti, ma anche di tutti gli italiani, che durante una partita dei gironi il suo menisco si ruppe.\u00a0 Secondo la maggior parte degli italiani era ormai destinato a non rientrare pi\u00f9 in campo e a condannare quindi anche l\u2019Italia alla fine del sogno Mondiale. Ma non fu cos\u00ec: la nazionale, ispirata da un altro grande campione, Roberto Baggio, and\u00f2 avanti e Franco nel giro di tre giorni si riprese dall\u2019intervento chirurgico e si riun\u00ec al gruppo. Con un recupero record torn\u00f2 a giocare il giorno della finale di Coppa del Mondo contro un Brasile stellare, sudando e sputando sangue fino alla fine dei tempi supplementari con una prestazione da incorniciare: ancora dolorante al ginocchio, non fece passare miracolosamente nessuno, tir\u00f2 fuori tutto se stesso per realizzare quello che era oramai pi\u00f9 di un sogno.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3652 alignright wp-image-3761\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image007-300x225-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\"><\/p>\n<p>Ma, come abbiamo detto, essere Franco Baresi significa essere gioie e dolori\u2026 Fu cos\u00ec che Franco, in condizioni pessime, da vero guerriero indomito si present\u00f2 dopo 120 minuti giocati a livelli altissimi sul dischetto bianco color gesso dei rigori. Il risultato fu un tiro spedito alto sopra alla traversa. Assieme a lui sbagliarono anche Daniele Massaro e il grande Roberto Baggio, condannando cos\u00ec l\u2019Italia al secondo posto mondiale. Rimarr\u00e0 per sempre, di quel caldo pomeriggio americano, l\u2019immagine di un uomo che piange disperato stringendo a s\u00e9 la maglia azzurra dopo aver giocato con un ginocchio dolorante e aver dato tutto se stesso per la gioia di un\u2019intera nazione.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3653 alignleft wp-image-3762\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image009-300x169-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\"><\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 essere Franco Baresi significa essere, prima che giocatori, uomini, quelli tutti di un pezzo, uomini di un\u2019epoca che ormai non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e di un calcio fatto di valori e ideali che al giorno d\u2019oggi sembrano scomparsi.<\/p>\n<p>Se devo essere come qualcuno, spero di essere come lui, spero di essere come Franco Baresi.<\/p>\n<p><strong>Manuel Coletti<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Essere Franco Baresi significa essere il Milan. 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