{"id":814,"date":"2019-04-12T12:00:00","date_gmt":"2019-04-12T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/viaggio-nella-musica-dalla-melodia-al-racconto\/"},"modified":"2026-09-18T10:21:06","modified_gmt":"2026-09-18T10:21:06","slug":"viaggio-nella-musica-dalla-melodia-al-racconto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/viaggio-nella-musica-dalla-melodia-al-racconto\/","title":{"rendered":"VIAGGIO NELLA MUSICA Dalla melodia al racconto"},"content":{"rendered":"<p><em>Questa \u00e8 sicuramente una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 belle e speciali del mio laboratorio di scrittura creativa, perch\u00e9 fa nascere la scrittura dalla musica attraverso l\u2019evocazione di sensazioni, immagini e sentimenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo aver fatto accostare tutti i banchi al muro, i ragazzi della 1 F si sono sdraiati su una coperta che ciascuno ha portato da casa e, una volta trovata la posizione pi\u00f9 comoda e rilassante, l\u2019insegnante ha fatto ascoltare una sequenza di musiche scelte accuratamente e che\u00a0potrete ascoltare come sottofondo dei testi che leggerete facendo partire le tracce audio che trovate dopo questa presentazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Innanzitutto, si tratta di farsi trasportare dalla musica e di vedere chiaramente in quale luogo ci si trova; poi, all\u2019improvviso comparir\u00e0 un animale: ecco, guardatelo e seguitelo: cosa fa?, dove va?, cosa pensa e sente?, vi parla o vorrebbe dirvi qualcosa? Osservatelo e ascoltatelo attentamente.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando la musica sar\u00e0 finita, lentamente ci si accinge a scrivere tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in questo viaggio nella musica e i risultati saranno sorprendenti soprattutto per gli autori!<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Buon divertimento! \u266b\u266a\u266b\u266a<\/em><\/p>\n<p><em>Prof. Anna Di Colandrea\u00a0<\/em><\/p>\n<p><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]--><br \/>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-3462-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/1.mp3?_=1\"><\/source><a href=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/1.mp3\">https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/1.mp3<\/a><\/audio><br \/>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-3462-2\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/2.mp3?_=2\"><\/source><a href=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/2.mp3\">https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/2.mp3<\/a><\/audio><br \/>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-3462-3\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/3.mp3?_=3\"><\/source><a href=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/3.mp3\">https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/3.mp3<\/a><\/audio><br \/>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-3462-4\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/4.mp3?_=4\"><\/source><a href=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/4.mp3\">https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/4.mp3<\/a><\/audio><br \/>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-3462-5\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/5.mp3?_=5\"><\/source><a href=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/5.mp3\">https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2019\/04\/5.mp3<\/a><\/audio><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>IL TUCANO<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3480 alignleft wp-image-3674\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Bellini_viaggionellamusica-300x199-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\"><\/p>\n<p>Sull\u2019isola di Pasqua, in prossimit\u00e0 dell\u2019Oceano Pacifico, alle prime luci dell\u2019alba, la maggior parte dei tucani si muove in gruppo per perlustrare l\u2019area vicino al proprio nido alla ricerca di cibo, bacche o animali di piccole dimensioni. Poco lontano dal gruppo si trova tutto solo un piccolo tucano dai colori sgargianti e dal piumaggio variopinto, svegliatosi in ritardo, pronto a cercare provviste da solo. Inizia a sorvolare dall\u2019alto la distesa di vegetazione sottostante. Una volta individuata la preda, comincia la sua discesa con l\u2019obiettivo di afferrare una lucertola impegnata a scaldarsi al sole. Scende sempre di pi\u00f9, osservando la preda, fino al momento in cui tenta di catturarla inutilmente, data la velocit\u00e0 di reazione della lucertola che la fa sfuggire al predatore. Il tucano ritorna cos\u00ec in alta quota pronto ad attaccare un\u2019altra lucertola. Ne avvista una non molto lontana e, con una velocit\u00e0 inaudita, si piomba sull\u2019animale riuscendo ad agguantarlo con le zampe. La lucertola viene portata dal tucano verso il suo nido dove ci sono ad aspettarlo due piccoli di tucano affamati. Una volta lasciata la preda nel nido, torna a cercarne un\u2019altra, si appoggia per riposarsi ad un ramo di una felce, quando un leone, con un balzo, tenta di colpire il tucano ferendolo ad un\u2019ala. L\u2019ala, spezzandosi, gli impedisce di volare con la sua solita fluidit\u00e0 e velocit\u00e0 sulla foresta mettendolo in una posizione di svantaggio rispetto ai predatori. Dopo estenuanti tentativi di riprendere il volo, il leone fa un altro salto ingaggiando una violenta lotta con il tucano e riuscendo, questa volta, a colpirlo mortalmente. Alla fine della giornata i due piccoli di tucano, non riuscendo pi\u00f9 a tollerare l\u2019estenuante attesa del ritorno del genitore con altro cibo, tentano di prendere il volo per uscire dal nido ma, essendo ancora inesperti e piccoli, cadono con un tonfo a terra attirando l\u2019attenzione di alcuni animali carnivori nelle vicinanze.<\/p>\n<p><em>Pietro Bellini<\/em><\/p>\n<p><strong>IL VOLO DELL\u2019AQUILA<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3481 alignleft wp-image-3675\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blini_viaggionellamusica-300x169-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\"><\/p>\n<p>Un\u2019aquila appena nata non vede l\u2019ora di imparare a volare per scoprire il mondo che c\u2019\u00e8 al di l\u00e0 del suo nido. Appena impara a farlo, va lontano. Un giorno, per\u00f2, si imbatte in un bosco pieno di cacciatori, ma fortunatamente nessun colpo di fucile riesce a colpire la giovane aquila. Purtroppo, i guai non sono finiti. Dopo qualche giorno si imbatte in un terreno quasi desertico dove c\u2019\u00e8 in atto una guerra. Per errore viene colpito da una freccia ad un\u2019ala e cade a terra. Passati circa due giorni l\u2019aquila si risveglia da sola in mezzo a questo vasto terreno. Sforzandosi riesce a rialzarsi, prova a volare ma non ce la fa. Cos\u00ec decide di proseguire il suo percorso sulle zampe, fino a quando un bel giorno trova una casetta in mezzo ad un bosco. In questa casa abita un signore di 75 anni, amante degli animali di tutti i tipi. Vedendo questa aquila con un\u2019ala rotta non pu\u00f2 fare a meno di prenderla e portarla in casa per curarla. Dopo circa tre mesi l\u2019aquila riesce di nuovo a volare cos\u00ec parte di nuovo per terre lontane. Trascorsi cinque anni, l\u2019aquila decide di fare ritorno alla casetta del suo salvatore, ma lo aspetta una bruttissima notizia; \u00a0infatti, appena arrivato scopre che il signore ormai \u00e8 morto. Nella tristezza e nel dolore se ne va e nel frattempo la sua vita prosegue. Trova un\u2019altra aquila, femmina, e decidono di accoppiarsi e di fare il loro nido proprio su un albero vicino alla casa dove viveva il vecchio. L\u00ec fanno dei cuccioli che diventeranno forti e resistenti come il padre.<\/p>\n<p><em>B.E.<\/em><\/p>\n<p><strong>IL LEONCINO<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3482 alignleft wp-image-3676\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Bortoletto_viaggionellamusica.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"275\"><\/p>\n<p>Entro in un prato giallo: un leoncino\u00a0 gioca con i suoi amici circondato da altri leoni sui quali spicca su tutti suo padre, il capobranco.<\/p>\n<p>Tutto d\u2019un tratto il leoncino si allontana attirato dal volo di una farfalla fino a quando,\u00a0 essendo la stagione delle piogge, inizia a piovere a dirotto. L\u2019unico riparo che il leoncino trova \u00e8 una sorta di grotta con una piccola entrata dove passa tutta la notte.<\/p>\n<p>La mattina successiva viene svegliato da un forte rumore: le pareti della caverna iniziano a tremare e iniziano a cadere massi dal soffitto e a crearsi cavit\u00e0 nella roccia. Si copre la testa con le zampe pensando potessero dargli pi\u00f9 riparo, perch\u00e8 la via d\u2019uscita \u00e8 ostruita. Poi, vede che l\u2019 unica soluzione \u00e8 passare in un buco formatosi dall\u2019altra parte della caverna; a fatica riesce a passarci e si ritrova davanti ad un tunnel molto lungo da cui si vede uno spiraglio di luce; \u00a0inizia a correre fino a quando ritorna all\u2019aria aperta.<\/p>\n<p>Vede l\u2019altro lato della valle, inizia a salire schivando rami caduti e cespugli. Arrivato in cima vede davanti ai suoi occhi uno spettacolo macabro: la sua famiglia e tutto il resto dei leoni \u00e8 steso per terra senza vita. Dei bracconieri caricano le prede sulle auto. Incomincia ad indietreggiare fino a quando sente un oggetto toccargli la testa e poi un forte sparo\u2026 il leoncino cade a terra senza vita.<\/p>\n<p><em>William\u2019s<\/em><\/p>\n<p><strong>I DUE CERVI<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3487 alignleft wp-image-3677\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image001-300x169-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\"><\/p>\n<p>Due cervi stanno pascolando tranquillamente in mezzo a neve e alberi, uno di fianco all\u2019altro, in una parte della Siberia. Dopo un po\u2019 iniziano a guardarsi intorno; sentendosi osservati si mettono a correre e si spostano in una parte meno boschiva e si sistemano l\u00ec per un po\u2019, ma proprio quando \u00a0sembra tutto tranquillo\u00a0 un orso sbuca dagli alberi e inizia a inseguire uno dei due cervi. I due cervi iniziano a correre, attraversano il bosco, e prima di arrivare sulle rive di un fiumeper attraversarlo, l\u2019orso azzanna un cervo e lo sbrana. Il cervo che \u00e8 riuscito ad attraversare il fiume, mentre sta ritornando dal suo branco, ripensando a tutti i momenti belli trascorsi con l\u2019altro compagno, sta per andare in depressione, cos\u00ec decide di fermarsi e si sdraia sulla neve. Rimane l\u00ec ore e ore e muore cos\u00ec, sdraiato sulla neve.Ritrovato dal suo branco, gli viene fatto una sorta di funerale: si mettono in cerchio con in centro il corpo morto. Il branco se ne va lasciando il corpo a farsi ricoprire dalla neve. Si dirigono verso sud, dimenticandosi completamente dei due cervi.<\/p>\n<p><em>Riccardo Corallo<\/em><\/p>\n<p><strong>COME GARFIELD<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3485 alignleft wp-image-3678\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Cortimiglia-garfield-300x200-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\"><\/p>\n<p>Il mio viaggio nella musica racconta la classica storia di una famiglia newyorkese con due figli, un maschio e una femmina. Sia Richard, il maschietto,che Wendy, la femminuccia,\u00a0 aveva il suo animale domestico a cui doveva badare in salute e malattia finch\u00e8 morte non li separi.<\/p>\n<p>Wendy, 5 anni, aveva scelto un gatto rosso a pelo lungo proprio come Garfield per potergli fare le trecce e tutti i giochi da bambina; Richard, 7 anni, \u00a0fissato con il nuoto perch\u00e9 voleva arrivare alle olimpiadi,aveva scelto un pesciolino rosso per poter osservare bene come nuotava, prendere spunto e migliorare le sue tecniche da chi \u00e8 nato nuotando.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3484 alignright wp-image-3679\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Cortimiglia_viaggionellamusica-300x157-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"157\"><\/p>\n<p>5 anni dopo i ragazzi sono nel pieno dell\u2019adolescenza, proprio quando si odiano al punto \u00a0che non vorrebbero neanche essere fratelli, e di conseguenza iniziano a farsi dispetti a vicenda. \u00a0Richard inizia rasando il gatto di Wendy, lei per vendicarsi mette gli escrementi del gatto nella boccia del pesce rosso. Cos\u00ec Richard ancora pi\u00f9 arrabbiato si chiude in cameretta e si mette a pensare a un dispetto per vendicarsi di quell\u2019 orribile scherzo di sua sorella. Dopo tante ore di ragionamento arriva a una soluzione: riempie una parte del lavandino con acqua a temperatura ambiente e mette la boccia vicino al lavandino, in modo che di notte, quando il gatto cerca di catturare il pesciolino per mangiarselo, esso salta fuori dalla boccia e finisce nel lavandino mentre la testa del gatto ciccione rimane bloccata dentro la boccia con l\u2019acqua e \u2026annega.<\/p>\n<p>La mattina dopo al risveglio di Wendy i genitori gli annunciano la terribile notizia e mettono in punizione Richard.<\/p>\n<p><em>LAC<\/em><\/p>\n<p><strong>SOTTO UN GELIDO CIELO STELLATO<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3486 alignleft wp-image-3680\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DiGregorio_viaggionellamusica-300x200-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\"><\/p>\n<p>L\u2019uccello volava spensierato sopra i boschi e i prati nel cielo limpido di una alba fresca di inizio ottobre, finch\u00e9 non decise di riposarsi accanto ad un laghetto per poi\u00a0 ricominciare il suo viaggio. Passati pochi minuti l\u2019uccello si assop\u00ec. Dopo un po\u2019 torn\u00f2 a volare, per l\u2019ultima volta. Si imbatt\u00e9 infatti in un gruppo di cacciatori che senza pensarci due volte spararono mirando all\u2019ala dell\u2019uccello, che, ferito, si accasci\u00f2 a terra pochi metri pi\u00f9 in l\u00e0, accanto ad un grosso cedro, dove trascorse le sue ultime ore di vita, soffrendo e cercando disperatamente di sopravvivere, sotto il gelido cielo stellato. Da l\u00ec a poco tutto sarebbe finito.<\/p>\n<p><em>Michele Di Gregorio<\/em><\/p>\n<p><strong>IL CONIGLIO OPERAIO<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3467 alignleft wp-image-3681\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Dobrovschi_viaggionellamusica-200x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\"><\/p>\n<p>Il coniglio pass\u00f2 la sua infanzia in una campagna con la sua famiglia. I suoi genitori insegnarono a lui e ai suoi fratelli tutto a proposito delle carote e della loro coltivazione. Il coniglio amava seminare l\u2019orto e vedere come ogni giorno le carote crescessero. L\u2019orto che la famiglia del coniglio coltivava serviva unicamente a sfamarli, ma quando c\u2019erano delle eccedenze erano tutti disponibili a condividere il proprio raccolto con le altre famiglie. Il coniglio, ormai cresciuto, decise di spostarsi in citt\u00e0.<br \/>\nPassarono gli anni e si spos\u00f2, ebbe un figlio e lavor\u00f2 in una fabbrica che si occupava del confezionamento delle carote. Gli operai di questa fabbrica erano tristi e demoralizzati, perch\u00e9 nella fabbrica erano trattati come degli strumenti, in quanto le loro mansioni consistevano solo in una serie di movimenti ripetitivi. Il coniglio, che era l\u2019addetto all\u2019affettamento delle carote, era amico di due altri operai, un cane e una lepre. Entrambi erano addetti all\u2019imballaggio delle confezioni di carote e ad entrambi la paga a malapena bastava per garantirsi condizioni di vita sopportabili. Il padrone della fabbrica prometteva a coloro che erano pi\u00f9 produttivi un aumento della paga. Cos\u00ec la lepre e il cane erano perennemente in competizione e questo faceva s\u00ec che si odiassero. Purtroppo, le promesse del padrone non erano vere e le sue intenzioni erano quelle di spingere gli operai a lavorare oltre le loro possibilit\u00e0 per aumentare i propri guadagni, anche a costo di mettere gli operai gli uni contro gli altri, illudendoli. Dopo essere stati in competizione per anni, il cane e la lepre capirono l\u2019imbroglio del loro padrone e decisero di smettere di competere tra loro. Cos\u00ec il coniglio, la lepre e il cane parlarono con tutti gli altri animali della fabbrica e chiesero loro di partecipare ad una protesta contro il padrone. Questi li ascoltarono e nel giro di una settimana organizzarono una protesta per chiedere di poter organizzare il lavoro nella fabbrica in modo che le esigenze e le possibilit\u00e0 di tutti venissero prese in considerazione. Il padrone, terrorizzato dall\u2019idea di perdere i suoi guadagni, inizi\u00f2 a minacciare i suoi dipendenti di licenziarli tutti. La protesta continu\u00f2 e il padrone, ormai in preda alla follia, armato di fucile spar\u00f2 alcuni colpi contro la folla, uccidendo alcuni manifestanti. Tra quelli che vennero uccisi c\u2019era anche il coniglio. Una settimana dopo la sua morte venne fatto il funerale, dove, da morto, pot\u00e9 osservare sua moglie e suo figlio disperati per la sua morte. I due vissero una vita difficile, per il fatto che erano molto poveri. Crescendo, il figlio decise di continuare la lotta del padre. Egli scrisse un libro in cui raccont\u00f2 la sua storia per far capire a chi \u00e8 nato privilegiato ed intelligente di non utilizzare il proprio privilegio e la propria intelligenza per sfruttare e sottomettere gli altri ma piuttosto per provare a fare del bene e esortava tutti gli animali a riscoprire il senso di solidariet\u00e0 che avevano perso per colpa della competizione, cos\u00ec come avevano fatto suo padre ed i suoi colleghi. Le parole del figlio del coniglio ispirarono gli altri animali, che da quel momento iniziarono a collaborare per garantire il bene di tutte le specie.<\/p>\n<p><em>Edith Dobrovschi<\/em><\/p>\n<p><strong>IL MIO PRIMO PENSIERO<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3468 alignleft wp-image-3682\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Flumian_viaggionellamusica-246x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"246\" height=\"300\"><\/p>\n<p>L\u2019aquila \u00e8 stato il mio primo pensiero, tra le montagne innevate dell\u2019Alaska\u2026 Quest\u2019aquila \u201cnavigava\u201d nel vento debole e rilassante facendo a volte una spericolata picchiata verso il terreno. ll sole quel giorno era abbagliante e nel paesaggio naturale si intravedeva un piccolo albero vicino ad un ruscello, dove c\u2019erano i suoi piccoli affamati che capirono immediatamente che la madre stava tornando per calmarli. L\u2019aquila non aveva trovato nessun tipo di preda nell\u2019inverno gelido, quindi prov\u00f2 ad andare nel paese vicino, governato dagli umani\u2026<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 a destinazione il giorno seguente. L\u2019aquila si affrett\u00f2 per non far morire i propri piccoli. Spinta da questo pensiero riusc\u00ec a rubare pezzi di carne dal mercante. Il paese era quasi del tutto innevato e quindi nessuno not\u00f2 la sua presenza. L\u2019aquila, felice del risultato, ritorn\u00f2 con fatica al nido, perch\u00e9 nel tragitto si scaten\u00f2 una bufera di neve inaspettatamente forte, che la fece ritardare di quasi un intero giorno\u2026<\/p>\n<p>L\u2019aquila affaticata not\u00f2 che quel giorno pioveva a dirotto con dei fasci di luce chiamati dagli umani \u201cfulmini\u201d: in lontananza si intravedeva il suo nido ma all\u2019improvviso quell\u2019albero con la chioma color verde intenso inizi\u00f2 a bruciare. L\u2019aquila con la sua vista da rapace lo not\u00f2 subito e quando arriv\u00f2 a destinazione, pur essendo \u00a0speranzosa di ritrovare i suoi piccoli, cap\u00ec che il fuoco era troppo intenso e che non c\u2019era niente da fare.<\/p>\n<p>L\u2019aquila, disperata, quando fin\u00ec di rovistare tra i pezzi di corteccia ormai mangiati dal fuoco, cadde in una depressione cos\u00ec atroce da rendersi conto che la vita, anche se presente, era la cosa meno importante, al punto che decise di strapparsela\u2026<\/p>\n<p>Il giorno seguente un essere piccolo e indifeso usc\u00ec da un rifugio non molto distante dall\u2019 albero ormai andato in cenere: era uno dei piccoli dell\u2019aquila che si era salvato dalla tragedia. In seguito questa nuova e piccola vita inizi\u00f2 una nuova avventura.<\/p>\n<p><em>Marco Flumian<\/em><\/p>\n<p><strong>LA SCINTILLA DELL\u2019AMICIZIA<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/p>\n<p>Sono in un bosco, di notte, illuminato solo dalla chiarezza della luna di colore grigio scuro. \u00c8 una notte tranquilla e silenziosa, si sentono solo le foglie secche d\u2019autunno calpestate dal tocco impercettibile del Lupo. Va deciso in una direzione, ma dove va? Lo voglio seguire, lo devo seguire senza farmi notare. Lo seguo, lo seguo fino a quando lo vedo entrare in una piccola grotta nascosta. Mi avvicino lentamente fino\u00a0 all\u2019ingresso. L\u00ecmi fermo, tiro un respiro profondo ed entro molto, molto lentamente. Da una piccola fessura del muro della grotta entra un raggio di Luna che illumina i lupetti . \u00c8 uno spettacolo!!! Mi avvicino sempre di pi\u00f9, sempre di pi\u00f9, fino a quando non si accorge della mia presenza . I nostri sguardi si incrociano per 2 secondi: \u20261\u20262\u2026 e poi scappo! Il pi\u00f9 velocemente possibile! Appena esco dalla grotta mi nascondo dietro gli alberi mentre mi cerca con lo sguardo di chi \u00e8 cattivo e vuole farti del male. Comincio a provare paura. Non ho avuto tempo di pensare che mi ritrovo davanti quell\u2019animale in grado di cambiare\u00a0 volto in meno di 3 secondi. Ma non so come mai, si avvicina lentamente verso di me, mostrando un affetto improvviso nei miei confronti. Ho ancora un po\u2019 di paura, ma per istinto allungo la mano per provare ad accarezzarlo. Ci avviciniamo contemporaneamente, lui con la testa e io con la mano. Con il contatto scatta una scintilla, la scintilla di una nuova amicizia tra uomo e animale!<\/p>\n<p><em>Giuseppe Grassano<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019AQUILA<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/p>\n<p>Sul punto pi\u00f9 alto di una montagna un\u2019aquila apre le ali e si prepara al volo.<\/p>\n<p>Entra in un bosco, incontra molti suoi amici animali e li saluta.<\/p>\n<p>Dopo aver volato per lungo tempo, si ferma su un ramo di un albero per riposarsi un po\u2019. Guardandosi in giro vede dei cacciatori, inizia a fissarli, ad un tratto, l\u2019 aquila scivola e cade davanti ad uno di loro.<\/p>\n<p>Quel cacciatore \u00e8 molto giovane, ma , nella caccia, \u00e8 molto pi\u00f9 bravo rispetto agli altri.<\/p>\n<p>L\u2019aquila resta ferma davanti al giovane e lo fissa.<\/p>\n<p>Il giovane non le spara come le altre volte quando incontra un animale, ma la prende e se la tiene fra le braccia.<\/p>\n<p>Quando gli altri cacciatori si girano e scoprono la presenza dell\u2019animale, vogliono sparargli addosso, ma vengono fermati dal giovane.<\/p>\n<p>Il giovane convince gli altri cacciatori a non farlo morire dicendo che l\u2019aquila \u00e8 molto brava nella caccia e possono sfruttarla per il loro lavoro.<\/p>\n<p>Il giovane la tiene in braccio perch\u00e8 si \u00e8 accorto che una delle ali dell\u2019aquila \u00e8 ferita e quindi non pu\u00f2 muoversi molto. Se la porta a casa e cura l\u2019ala ferita dell\u2019aquila e diventa il suo padrone.<\/p>\n<p>Dopo che l\u2019aquila si \u00e8 rimessa, inizia una serie di caccia insieme al padrone.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 molto obbediente al padrone perch\u00e8 da quando l\u2019ha salvata dai colpi degli altri cacciatori e aver curato la sua ala ferita, decise che rester\u00e0 affianco al padrone fino alla morte.<\/p>\n<p>Un giorno, mentre stanno cacciando, incontrano altri cacciatori che vogliono cacciare lo stesso animale.<\/p>\n<p>Iniziano a litigare, ma nessuno vuole andarsene via.<\/p>\n<p>Allora, gli avversari sparano contro il padrone dell\u2019aquila. In quel momento, l\u2019aquila si mette davanti al padrone e viene colpito.<\/p>\n<p>Il giovane si arrabbia molto, ma ormai l\u2019aquila \u00e8 morta.<\/p>\n<p>Dopo questa vicenda, il giovane decide di lasciare la carriera e va a vivere in citt\u00e0.<\/p>\n<p><em>Natalina Hong Man Yin<\/em><\/p>\n<p><strong>MINU\u2019<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3471 alignleft wp-image-3683\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Luppi_viaggionellamusica-300x188-1.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\"><\/p>\n<p>In un paese lontano viveva una famiglia di grande prestigio.<\/p>\n<p>Insieme ai genitori e a una bambina di soli cinque anni viveva una gattina, Min\u00f9.<\/p>\n<p>Era trattata bene da tutti e la piccola Camilla la adorava! Ogni giorno, quando Camilla tornata\u00a0 a casa, Min\u00f9 le correva incontro contenta del suo arrivo\u2026<\/p>\n<p>I\u00a0 giorni passarono e le due erano sempre pi\u00f9 legate tra di loro. Una sera, mentre la pioggia cadeva forte, la famiglia era davanti al camino e sia la gattina che la bambina dormivano vicine\u2026 ad un certo punto iniziarono a sentirsi tuoni e a vedersi lampi ovunque\u2026 la pioggia aumentava\u2026<\/p>\n<p>Improvvisamente la casa croll\u00f2 e la famiglia riusc\u00ec ad uscire in tempo; la gattina scapp\u00f2, inizi\u00f2 a correre senza che nessuno se ne accorgesse!!! Si ritrov\u00f2 sola, in una via o un vicolo chiuso, non capiva\u2026<\/p>\n<p>Era tutto buio e Min\u00f9 era molto spaventata! Inizi\u00f2 a girare per il paese\u2026 vide altri gatti randagi ma aveva paura ad avvicinarsi\u2026 si era persa!<\/p>\n<p>Il giorno seguente la famiglia si rese conto che Min\u00f9 non c\u2019era pi\u00f9! Camilla era disperata, piangeva, e i genitori non sapevano come rassicurarla\u2026<\/p>\n<p>Provarono a convincere la piccola che sarebbe andato tutto bene, che Min\u00f9 sarebbe ritornata o l\u2019avrebbero trovata, che avrebbero riavuto la loro casa invece di stare in una casetta piccola e stretta come quella che era stata assegnata loro dal Comune!<\/p>\n<p>Nel mentre, Min\u00f9\u00a0 vagava in giro, pensando alla sua Camilla, alla sua cuccia calda e accogliente, alla famiglia\u2026<\/p>\n<p>I giorni, i mesi e poi gli anni iniziarono a passare.<\/p>\n<p>Camilla compr\u00f2 un altro gattino e riebbe la sua casa.<\/p>\n<p>E Min\u00f9, la povera gattina, mor\u00ec, investita da un furgoncino della posta.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la famiglia and\u00f2 avanti ma a Camilla rimase sempre in testa e soprattutto nel cuore Min\u00f9, quella gattina che avrebbe sempre amato!<\/p>\n<p><em>V.L.<\/em><\/p>\n<p><strong>UNA PIUMA DAL CIELO<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3472 alignleft wp-image-3684\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Mani_viaggionellamusica-300x251-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"251\"><\/p>\n<p>Era un giorno d\u2019inverno, faceva freddo. Ero triste e stavo osservando l\u2019uccellino che faceva cip cip e che si avvicin\u00f2 a me sempre di pi\u00f9: era piccolino ed era in cerca di una persona che lo proteggesse perch\u00e9 c\u2019era un altro uccello che cercava di fargli del male. Questo era molto pi\u00f9 grande di lui e in passato aveva fatto del male a\u00a0 suo fratello, mentre invece la sorella era scappata in tempo prima che lui la prendesse.<\/p>\n<p>Cos\u00ec era rimasto lui da solo. Lui era in cattivi rapporti con i suoi genitori, perch\u00e9 rinfacciava a suo padre che se quell\u2019 uccello lo stava cercando era solo colpa sua, perch\u00e9 dovevano chiarirsi e invece si erano insultati pesantemente; perci\u00f2 l\u2019altro uccello disse a suo padre che un giorno si sarebbe vendicato. Questo uccello era a casa mia, gli diedi cibo e lo misi nella gabbia, ma \u00a0era felice perch\u00e9 sapeva di avere qualcuno che lo proteggeva.<\/p>\n<p>Per\u00f2 un giorno ci fu una scossa di terremoto e lo dimenticai dentro casa mentre stava crollando. Ero molto triste, non mi davo pace per averlo dimenticato l\u00ec dentro e andai sotto le macerie per trovarlo. Trovai la gabbia ma lui non era dentro per\u00f2 lo vidi da gi\u00f9 mentre svolazzava e mi disse che non si sarebbe mai dimenticato di me, che mi avrebbe portato sempre nel suo cuoricino; mi ringrazi\u00f2 di tutto, di averlo ospitato ma adesso era grande e doveva cavarsela da solo. Voleva trovare la sua anima gemella e voleva combattere quell\u2019 uccello che voleva fare del male a lui e alla sua famiglia e per colpa del quale suo fratello non c\u2019era pi\u00f9. Mi disse:\u201cSe morir\u00f2, \u00a0una piuma scender\u00e0 davanti a casa tua. Non \u00e8 un addio, ma un arrivederci. Dopo un po\u2019 di tempo mi affacciai alla finestra sempre in un giorno d\u2019inverno. All\u2019improvviso dal cielo cadde una piuma e io capii che l\u2019uccellino era morto e i miei occhi si riempirono di lacrime.<\/p>\n<p>Da quel momento in poi nella sua gabbia misi la sua piuma per ricordarlo per tutta la vita.<\/p>\n<p><em>Emiliano Mani<\/em><\/p>\n<p><strong>COFF\u00c8<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/p>\n<p>Era il 24 dicembre e a Londra una famiglia con un cane di nome Coff\u00e8 stava preparando da mangiare.Era la vigilia di Natale e i due bambini erano felici, mentre si divertivano a giocare con Coff\u00e8. Il padre li chiam\u00f2\u00a0 perch\u00e9 era pronta la cena, i due bambini si sedettero a tavola e insieme ai genitori si misero a pregare Dio per aver regalato loro quella cena, di cui anche il cane godeva.<\/p>\n<p>Finito di mangiare i due bambini aiutarono i genitori a sparecchiare la tavola.<\/p>\n<p>Poi, \u00a0si accomodarono sul divano seguiti dai genitori, accesero la televisione e misero un film natalizio, mentre il cane guardava fuori dalla finestra. Quando vide una luce che lo incurios\u00ec, Coff\u00e8 corse in giardino e usc\u00ec dal cancelletto che non era stato chiuso per dimenticanza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec quando il padre chiam\u00f2 Coff\u00e8, avendo vistoche non arrivava, \u00a0si alz\u00f2 e lo and\u00f2 a cercare finch\u00e9 non vide che il cancelletto era aperto. Preoccupato, decise di andare a cercarlo e,\u00a0 poich\u00e8 stava nevicando, si mise un giubbotto addosso esegu\u00ec le impronte lasciate sulla neve.<\/p>\n<p>Dopo pochi minuti il padre vide che c\u2019era Coff\u00e8 sdraiato con una chiazza di sangue, cos\u00ec lo \u00a0raccolse e corse dal vicino che fortunatamente era un veterinario; suon\u00f2 al campanello e i bambini con la madre uscirono per vedere chi era e videro il padre con in mano Coff\u00e8 che perdeva sangue. Il vicino usc\u00ec e chiese cosa fosse successo ma il padre non seppe rispondere, cos\u00ec\u00a0 portarono il cane a casa del vicino che cerc\u00f2 di capire cosa fosse successo.<\/p>\n<p>Era quasi mezzanotte quando suon\u00f2 il campanello. Il padre scese, apr\u00ec la porta e vide Coff\u00e8 seduto con un bigliettino nel collare con su scritto che era stato colpito da una pallottola e che si sarebbe ripreso nell\u2019arco di una settimana. Felice il padre prese Coff\u00e8 e lo port\u00f2 in casa e lo mise afianco all\u2019albero insieme a tutti i regali.<\/p>\n<p>La mattina i due bambini si svegliarono e corsero dai genitori per svegliarli; una volta svegliati scesero e corsero sotto l\u2019albero di Natale dove vennero accolti da Coff\u00e8 che salt\u00f2 addosso ai due bambini felice di essere tornato a casa.<\/p>\n<p><em>Kevin Olza<\/em><\/p>\n<p><strong>LE ALI BAGNATE<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3474 alignleft wp-image-3685\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ricciardi_viaggionellamusica-300x167-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\"><\/p>\n<p>Una farfalla volteggia intorno a dei fiori viola che fanno da tappeto ad un imponente castagno, dalle rigogliose e bellissime foglie verdi.<\/p>\n<p>La farfalla ogni tanto si ferma su uno di questi fiori, nutrendosi timidamente del polline, sente una leggera brezza e si copre con un petalo per ripararsi dal freddo; altri due sbuffi di vento pi\u00f9 forti e il gambo del fiore si piega un poco; arrivano altre tre folate che obbligano la farfalla ad aggrapparsi al fiore, ma altre tre veloci folate la spingono in aria e la staccano dal fiore.<\/p>\n<p>La farfalla, dopo la caduta, atterra su una ninfea: il vento non colpisce la zona dello stagno su cui \u00e8 appoggiata la ninfea, ma la farfalla non pu\u00f2 ancora volare poich\u00e9 ha le ali bagnate.<\/p>\n<p>Grandi gocce di pioggia cadono facendo vibrare lo stagno, altre due gocce cadono vicino alla ninfea e la farfalla sussulta, un\u2019altra goccia cade sulla ninfea facendola ribaltare e la farfalla cade cos\u00ec nell\u2019acqua.<\/p>\n<p>Riapre gli occhi e si sorprende di essere ancora viva. Poi, per\u00f2,\u00a0 si accorge per\u00f2 di non essere al sicuro: \u00e8 dentro una teca, in uno studio;\u00a0 non \u00e8 l\u2019unica ad essere l\u00ec, ci sono molte altre teche con dentro molti insetti. Sulla stessa parete delle teche c\u2019\u00e8 una finestra chiusa; sulla parete opposta c\u2019\u00e8 un poster che illustra una mosca con molte frecce collegate sulle varie parti del corpo, proprio sotto il poster si erge un\u2019imponente scrivania.<\/p>\n<p>La stanza in cui si trova \u00e8 buia e lei \u00e8 sola; la solitudine alimenta pian piano la malinconia che a sua volta favorisce\u00a0 il sonno, cos\u00ec la farfalla chiude gli occhi e si prepara a passare la notte in quella angusta teca.<\/p>\n<p>Riaprendo gli occhi, nota con suo dispiacere che \u00e8 gi\u00e0 mattina. Alla scrivania, diversamente dal giorno precedente, c\u2019\u00e8 un uomo anziano, che sta schizzando qualcosa su un foglio. All\u2019improvviso, probabilmente per la mancanza di luce, l\u2019uomo sospirando si alza e si dirige verso la finestra e la spalanca. La visione della luce cancella l\u2019intorpidimento della farfalla che cerca subito di uscire dai buchi sopra la teca. Dopo un paio di spinte, \u00e8\u00a0 fuori, si fionda verso la finestra e riesce ad uscire.<\/p>\n<p>Appena fuori, da lontano vede il suo castagno, e subito vola libera verso il suo prato.<\/p>\n<p><em>Manuel Ricciardi<\/em><\/p>\n<p><strong>IL COLPO DI FUCILE<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3475 alignleft wp-image-3686\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Sassano_viaggionellamusica-300x225-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\"><\/p>\n<p>Mentre camminavo in una boscaglia ai piedi di una montagna incontrai un pettirosso. Sembrava\u00a0 felice e sembrava quasi che\u00a0 voleva che lo seguissi.\u00a0 Allora andai con lui, che mi stava portando nel bel mezzo del bosco, che era pieno di animali come scoiattoli, persino un cervo, tanti uccellini e infine un predatore che sembrava in cerca di cibo.<\/p>\n<p>Il pettirosso inizi\u00f2 a rallentare per non farsi vedere; stetti al suo passo e albero dopo albero continuammo ad avanzare fin quando riuscimmo a evitarlo.<\/p>\n<p>Riprendemmo a camminare a passo svelto.\u00a0 Non riuscivo a capire dove mi stesse portando, se era successo qualcosa di grave\u2026non sapevo niente.<\/p>\n<p>Mi fermai un attimo perch\u00e9 avevo percepito uno strano rumore, ma lui non se ne accorse e continu\u00f2 per la sua strada, quando\u2026Pumm! Un colpo di fucile colp\u00ec\u00a0 il pettirosso. Accorsi a controllare la situazione e lo vidi a terra, immobile; quel maledetto cacciatore l\u2019 aveva fatto fuori.<\/p>\n<p>La mia curiosit\u00e0 mi spinse a continuare sulla strada che stavamo percorrendo io e il pettirosso; dopo qualche minuto arrivai ad uno splendido paesaggio con la famiglia del pettirosso morto; cercai di farmi seguire\u00a0 in qualche modo, ci riuscii e li portai in quel maledetto posto:\u00a0 lo presero col becco per le ali e lo portarono nel loro nido nella speranza che potesse tornare con loro.<\/p>\n<p><em>A.S.<\/em><\/p>\n<p><strong>IL GATTO ARANCIONE<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3476 alignleft wp-image-3687\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Senes_viaggionellamusica-300x243-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"243\"><\/p>\n<p>Ero in un mondo parallelo, tutto distrutto, dove non c\u2019era anima viva; l\u2019unica cosa viva ero io. Camminai a lungo per tutto quel paese completamente distrutto, pieno di macerie di case, carcasse di macchine. Non c\u2019erano neanche le ossa delle persone, solo cenere. Sembrava che le persone fossero state carbonizzate. A un certo punto vidi un gatto,\u00a0 sull\u2019arancione: mi sembrava quello del cartone animato \u201cGarfield\u201d. Sentii tristezza nei suoi confronti, era come se volesse dirmi qualcosa,\u00a0 che cosa era successo. Non so il motivo ma era come se mi spingesse ad andare con lui. Inizi\u00f2 a camminare ed io come se fossi attratto da qualcosa lo seguii. A un certo punto mi guard\u00f2 fisso negli occhi e\u2026 Beh, non sono in grado di descrivere cosa fosse successo, ma vidi tutto quello che lui aveva passato, come l\u2019abbandono del suo vecchio \u201cpadrone\u201d, del suo vecchio amico, e anche come la citt\u00e0 era stata distrutta, a causa di una guerra, dove la gente veniva carbonizzata, e lui, per non essere ucciso, si era nascosto nel ripostiglio di una casa. Vidi poi anche quello che era successo a me ,tutto quello che era capitato nella mia vita di 14 anni, cose belle e cose brutte. Per\u00f2 mi accorsi di una cosa: non esistono quelle che noi chiamiamo cose belle e cose brutte; esiste solo il modo in cui noi scegliamo di vederle. Per esempio, la separazione dei miei genitori poteva essere vista come una cosa positiva o negativa. Mostriamo sempre una maschera e le uniche persone che mostrano la verit\u00e0 sono sempre quelle che noi chiamiamo \u201csfigati\u201d o \u201canormali\u201d.<\/p>\n<p>Adesso il gatto stava scomparendo piano, piano, ma vedevo delle persone dietro, erano quelle che avevano carbonizzato gli abitanti di quella citt\u00e0 e che avevano distrutto quel paese; e il gatto si stava sciogliendo mentre io stavo andando in alto,\u00a0 molto velocemente, e\u2026 BUM !<\/p>\n<p><em>Niccol\u00f2 Senes<\/em><\/p>\n<p><strong>BLITZ<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3477 alignleft wp-image-3688\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Stetcoviaggionellamusica-300x169-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\"><\/p>\n<p>\u00c8 un cavallo selvatico che vive nelle campagne.<\/p>\n<p>Ogni mattina si sveglia e va a correre con il suo branco, ma un giorno mentre sta correndo con il suo branco incontra dei cacciatori. Quei cacciatori hanno iniziato a sparare ai cavalli. Sfortunatamente per Blitz, hanno ucciso met\u00e0 branco. Dopo qualche ora dall\u2019attacco il resto dei cavalli sta piangendo la morte dei compagni. Blitz da quel giorno promette di vendicare la morte dei cavalli.<\/p>\n<p>Oramai sono passati dei mesi, ma dei cacciatori che avevano ucciso i cavalli nessuna traccia. Dopo altre due settimane i cacciatori tornano all\u2019attacco e Blitz a quel punto corre verso i cacciatori e viene ucciso.<\/p>\n<p><em>R.S.<\/em><\/p>\n<p><strong>UNA LEPRE SALTELLA<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3478 alignleft wp-image-3689\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Stucchi_viaggionellamusica-300x210-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"210\"><\/p>\n<p>Una lepre saltella nell\u2019erba alta di una pianura.<\/p>\n<p>Ha una pelliccia marrone chiaro con una piccola coda, due grande orecchie, degli occhi piccoli e neri come la pece, due grandi incisivi e quattro zampe molto robuste.<\/p>\n<p>Si mette a correre e cos\u00ec decido di seguirla. Si sta addentrando in un bosco l\u00ec vicino,si muove molto agilmente e velocemente.<\/p>\n<p>Arrivati in una radura,mi nascondo dietro un cespuglio, mentre lei va vicino ad una casa con un orto,prende cinque carote e ne mangia una.<\/p>\n<p>Poi riprende il cammino,continuo ad inseguirla finch\u00e8 non arriviamo ad una buca dalla quale escono 3 leprotti ed una lepre grande.<\/p>\n<p>La lepre che sto inseguendo tira fuori le carote e le da ai piccoli e all\u2019altra lepre.<\/p>\n<p>Si mette a piovere, io mi metto sotto ad un albero e le lepri nel loro buco, ma dopo neanche un minuto la pioggia diventa pi\u00f9 violenta e il buco si allaga.<\/p>\n<p>Escono i 3 leprotti e una lepre ed io mi siedo per vedere cosa fanno; neanche passano 10 secondi che tutte le lepri mi si avvicinano. I leprotti salgono sulle mie gambe invece la lepre grande mi fissa e mi sembra di sentire che mi dice: \u201dVado a salvare mia moglie, se non tornassi vivo con mia moglie, prenditi cura di loro\u201d.<\/p>\n<p>La lepre entra: passano 5 minuti e non torna,ne passano poi 10 e non torna e da quel momento capisco che \u00e8 morta cercando di salvar sua moglie. Dopo mezzora finisce il temporale,prendo il mio zaino, faccio entrare i cuccioli e torno a casa.<\/p>\n<p>Intanto, mentre torno a casa mia, tutti e tre si addormentano.<\/p>\n<p>Arrivo a casa e incomincio a costruire una gabbietta con porta d\u2019uscita da mettere in giardino;\u00a0 so che dovr\u00f2 \u00a0incominciare a curarle, a sfamarle e a giocare con loro.<\/p>\n<p><em>Giorgio Stucchi\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>SQUALI LITIGIOSI<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3479 alignleft wp-image-3690\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Varisco_viaggionellamusica-300x188-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\"><\/p>\n<p>Ultimamente nel mare c\u2019erano\u00a0 due squali che non andavano molto d\u2019accordo ed ogni giorno erano sempre a litigare. Pi\u00f9 il tempo passava, pi\u00f9 le cose peggioravano e disturbavano gli altri pesci fino a quando non scoppi\u00f2 una sorta di guerra tra di loro e radunarono una specie d\u2019esercito. La guerra and\u00f2 avanti per mesi fino a quando, vedendo il mare distruggersi, il Re intervenne e radun\u00f2 un esercito di cavallucci marini che interruppero il conflitto. Ci furono morti e feriti e i due squali vennero uno esiliato e mor\u00ec per via degli umani, l\u2019altro imprigionato nelle celle del Re dei mari. Dopo svariati anni il regno venne riparato e il Re mor\u00ec di vecchiaia.<\/p>\n<p><em>Leonardo Varisco<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 sicuramente una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 belle e speciali del mio laboratorio di scrittura creativa, perch\u00e9 fa nascere la scrittura dalla musica attraverso l\u2019evocazione di sensazioni, immagini e sentimenti. 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