{"id":762,"date":"2019-01-09T12:00:00","date_gmt":"2019-01-09T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/il-gioco-delle-righe-scrittura-creativa-dalla-if\/"},"modified":"2026-09-18T10:21:05","modified_gmt":"2026-09-18T10:21:05","slug":"il-gioco-delle-righe-scrittura-creativa-dalla-if","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/il-gioco-delle-righe-scrittura-creativa-dalla-if\/","title":{"rendered":"IL GIOCO DELLE RIGHE, scrittura creativa dalla I^F"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2925 wp-image-3452\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/scritturacreativatitolo-300x64-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"64\"><\/p>\n<p><em>Quest\u2019anno si vogliono proporre ai lettori di Click! i testi prodotti nel laboratorio di\u00a0 scrittura creativa realizzato in 1F.<span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/em><\/p>\n<p><em>La prima attivit\u00e0 \u00e8 stata \u201cIl gioco delle righe\u201d che consiste nel tracciare liberamente 5 righe sul foglio, guardarle attentamente e cercare ci\u00f2 che emerge. Se si guarda bene oltre le righe, si possono vedere esperienze di vita, ricordi o anche delle immagini che parlano sicuramente di noi. Insomma, nelle righe ci siamo noi con il nostro vissuto e il nostro essere.<\/em><\/p>\n<p><em>Basta guardare con attenzione e intenzione e ci sar\u00e0 abbastanza per scrivere un testo, come quelli dei ragazzi della I^<\/em><em> F di quest\u2019anno.<\/em><\/p>\n<p><em>Buona lettura e appuntamento al \u201cBestiario\u201d!<\/em><\/p>\n<p><strong>Professoressa Anna Di Colandrea<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>TUTTO IN CINQUE RIGHE<span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Io in queste cinque righe vedo un pentagramma, i piani di un videogioco di Super Mario e Donkey Kong e le corsie di una pista d\u2019atletica.<\/p>\n<p>La prima cosa che mi \u00e8 venuta in mente guardando queste righe \u00e8 un pentagramma, perch\u00e9 sono abituato a vederle molto spesso, dal momento che suono uno strumento che io reputo bellissimo, cio\u00e8 le percussioni. Lo vedo molto spesso perch\u00e9, oltre alle lezioni singole insieme al mio insegnante, suono anche nella banda giovanile del C.C.M.V. (Civico Corpo Musicale di Vimercate ).<\/p>\n<p>Non so bene perch\u00e9 io ci abbia visto questo videogioco, forse perch\u00e9 Super Mario deve salire questi piani senza farsi prendere dai barili lanciati da Donkey Kong. Questo videogioco mi riporta alla mente molti ricordi legati alla mia infanzia; infatti da piccolo guardavo sempre mio fratello giocare a questo videogioco e lo ammiravo molto, come tuttora, perch\u00e9 riusciva ad arrivare a punti a cui io non riuscivo nemmeno ad avvicinarmi.<\/p>\n<p>L\u2019ultima cosa che queste righe riescono a ricordarmi \u00e8 una pista d\u2019atletica, perch\u00e9 nonostante non faccia atletica mi \u00e8 sempre piaciuta sia praticarla a scuola sia guardarla in televisione quando capita. Dell\u2019atletica mi piacciono tutte le discipline anche se dai miei record personali delle scuole medie ho capito di essere molto bravo nel Vortex e nel salto in alto, pur non essendo una cima.<\/p>\n<p><strong>Pietro Oberdan Bellini<\/strong><\/p>\n<p><strong>UNA GIORNATA ALL\u2019ACQUAPARK<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-2938 size-medium wp-image-3453\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blini_giocodellerighe-e1546543559656-300x225-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\"><\/p>\n<p>Vedo 5 righe, un po\u2019 storte, non troppo precise. Queste righe mi ricordano degli scivoli. Il tutto mi fa venire in mente una giornata d\u2019estate: 10 Luglio 2018. Ero in vacanza a Peschiera sul lago di Garda con mio fratello, mio padre e mia nonna. Avevamo deciso nei giorni precedenti di andare in questo parco acquatico, il Caneva. Qui ci siamo divertiti un sacco. Abbiamo lasciato le nostre cose sulla sdraio e subito\u00a0 siamo andati a fare degli scivoli. Ne abbiamo fatti tanti sia con i gommoni sia senza. Uno degli scivoli senza gommoni che abbiamo fatto \u00e8 uno tra quelli molto ripidi dove scendi molto velocemente, che per\u00f2 dura poco,3-4 secondi. Un esempio di scivolo con il gommone \u00e8 il BLACK HOLE che consiste in uno scivolo abbastanza lungo e tutto scuro, dove non si riesce a vedere niente. Verso le 12:30 ci siamo fermati a mangiare e mi sono accorto che c\u2019erano molti pi\u00f9 stranieri che italiani, specialmente tedeschi. Nel pomeriggio siamo entrati nella piscina con le onde; c\u2019era talmente tanta gente che quando arrivava un\u2019onda andavo sempre pi\u00f9 indietro e per poco non sono finito addosso alla persona che stava dietro di me. In seguito abbiamo provato anche degli altri tipi di scivoli, ovvero quelli con un tappetino su cui devi stare sdraiato. Non andavano troppo veloci, per\u00f2 quando c\u2019erano delle curve quasi mi ribaltavo e infatti ho sbattuto il gomito pi\u00f9 di una volta. Verso le 17:30 abbiamo deciso di andarcene, quindi abbiamo recuperato le nostre cose e ce ne siamo andati. Dopo cena, verso le 22 sono andato a letto, perch\u00e9 ero molto stanco. \u00c8 stata una bella giornata!<\/p>\n<p><strong>Emanuele Blini<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA MIA PROSPETTIVA<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2939 alignright wp-image-3454\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Bortoletto_giocodellerighe-300x64-1.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"64\"><\/strong><\/p>\n<p>Vedo delle righe storte e ricalcate, alternate una sopra e una sotto.<\/p>\n<p>Sono calcate perch\u00e9 la prima volta che le ho disegnate erano storte e purtroppo sono ancora pi\u00f9 brutte.<\/p>\n<p>Non mi piacciono queste righe perch\u00e9 sono storte e non sono lineari; infatti il mio carattere \u00e8 abbastanza preciso e voglio che tutto ci\u00f2 che mi circonda segua una logica e un rigore.<\/p>\n<p>Non ci devono essere cose non in linea con la mia prospettiva. Deve essere tutto in ordine e se non ho spazio\u00a0 per appoggiare le mie cose prendo tutto e metto in ordine.<\/p>\n<p><strong>William Bortoletto<\/strong><\/p>\n<p><strong>LE RIGHE E L\u2019ORDINE<br \/>\n<span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Queste righe sono storte, ondulate e dritte. Vedo inchiostro sbiadito e molto scuro. Sono tutte orizzontali. C\u2019\u00e8 una riga a forma di onda. Queste righe sembrano gli spazi tra le piastrelle. Vedo le linee del soffitto della classe. Queste righe sono ordinate come il mio modo di fare; infatti, la mia mania \u00e8 quella dell\u2019ordine, tanto \u00e8 vero che, se una cosa non \u00e8 in ordine, quasi mi arrabbio e la rimetto al suo posto,nell\u2019 ordine, secondo me, corretto. Vedo le linee tratteggiate della strada. Sembrano i paralleli delle cartine. C\u2019\u00e8 una linea che assomiglia ad un serpente che striscia tranquillamente.<\/p>\n<p><strong>Riccardo Corallo<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA MIA ESTATE DA SOLO<span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Queste 5 righe mi ricordano molto le prime 2 settimane della mia estate.<br \/>\nQuesto \u00e8 stato il mio terzo viaggio da solo senza i miei genitori. Sono andato a San Valentino di Brentonico al tennis vacanze dove ci svegliavamo alle 7:00 di mattina con la sveglia del sig. Marcello, che \u00e8 bellissima ed indimenticabile, facevamo colazione, ci lavavamo i denti ed eravamo pronti per fare sport fino alle 12:30. Poi balli, \u00a0gioco, cedrata e pranzo a base di pasta,\u00a0carne e patate e frutta. Pausa relax fino alle 14;45; \u00a0facevamo sport fino alle 18:00\/18:30. Poi andavamo in camera, ci \u201cdocciavamo\u201d e ci vestivamo per cena con pantaloni lunghi e felpa e rigorosamente capelli asciutti altrimenti non potevamo scendere a cena. Come al solito per cena c\u2019era pasta,\u00a0carne, patate ma al posto della frutta c\u2019era il dolce\u00a0\u00a0(l\u2019unica cosa che cambiava ogni giorno). Dopo cena ci ritrovavamo in una sala dell\u2019 hotel dove alloggiavamo e i responsabili ci raccontavano come avevano organizzato la serata. Per esempio c\u2019era chi andava in discoteca\u00a0\u00a0chi in campeggio\u00a0\u00a0chi faceva i giochi e chi il pool party,\u00a0\u00a0dove ognuno aveva diritto a 2 \u201cdrink\u201d. Alle 23:00\u00a0\u00a0noi pi\u00f9 grandi facevamo il bagno in piscina e poi a letto\u00a0\u00a0dopo una giornata intensissima; in verit\u00e0 eravamo talmente euforici che non riuscivamo a dormire\u00a0\u00a0e iniziavamo a chattare fino alle 2\/3 di notte o fino a quando non avevamo sonno.<\/p>\n<p><strong>Luca Cortimiglia<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019ESTATE PERFETTA<span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Io in queste cinque righe vedo l\u2019autostrada e dei binari di un treno. Perch\u00e9? Perch\u00e9 mi ricordano la mia estate 2018 e, dato che ho un bel ricordo di questo momento, guardando queste poche righe penso alla mia vacanza. Con l\u2019autostrada penso al viaggio di andata. Il 7 Luglio, per la prima volta, sono partito senza i miei genitori, ma con i miei zii, destinazione San Mauro Cilento, un piccolo paese di montagna in provincia di Salerno, dove vivono i miei nonni paterni. In macchina abbiamo percorso tutta l\u2019autostrada per arrivare poi a San Mauro. Invece, penso ai binari del treno per il ritorno. Mio zio mi ha accompagnato alla stazione di Napoli Centrale, dove ho preso il treno per tornare a Milano. Ero abbastanza triste perch\u00e9 non volevo tornare.<\/p>\n<p><strong>Michele Di Gregorio<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL TRENO<span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019estate scorsa sono stata in Romania per due settimane insieme a mia madre. La prima settimana siamo rimaste a Bucarest ma successivamente siamo andate in una contea della regione storica di Transilvania e per arrivarci abbiamo perso il treno. Ho scelto di raccontare questa storia in quanto le righe che ho disegnato mi hanno ricordato i binari. Il viaggio \u00e8 durato sei ore, tuttavia non \u00e8 stato noioso. Per tre ore ho ascoltato la musica sul mio cellulare, dopo ho iniziato a prestare attenzione alle conversazioni degli altri passeggeri vicino a me per passare il tempo. All\u2019arrivo era mezzogiorno. Ad aspettarci alla stazione c\u2019era mio zio. Ero contenta di rivederlo perch\u00e9 non ci vedevamo da un paio di anni. Arrivati a casa abbiamo posato i bagagli e per pranzo ho chiesto a mio zio di cucinare i mici, un piatto tipico della cucina romena (sono dei salsicciotti di carne). Cos\u00ec \u00e8 uscito in giardino, ha acceso la griglia e ha cucinato per noi. Dopo aver mangiato, ho passeggiato per il resto del pomeriggio per il giardino ed infine, verso sera, ho guardato la televisione per potermi allenare col romeno.<\/p>\n<p><strong>Edith Dobrovschi<\/strong><\/p>\n<p><strong>IO E LA MIA IMMAGINAZIONE<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2944 alignright wp-image-3455\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Flumian_giocodellerighe-300x169-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\"><\/strong><\/p>\n<p>Vedo 5 righe tutte storte come la corsa di un compagno delle medie che non nominer\u00f2 in questo testo. Correva come un russo che ha bevuto 2 bottiglie di vodka\u2026 Oppure come i miei disegni, che per fare una singola riga devo cancellarla e ricancellarla minimo 20 volte. Controllo il vicino di banco che sta facendo una copia quasi perfetta di un personaggio di un Anime veramente dettagliata senza nemmeno una cancellatura e in quel momento mi verrebbe voglia di strappare il mio foglio\u2026<\/p>\n<p><strong>Marco Flumian<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA PISTA DI ATLETICA<span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p>In queste righe io vedo le corsie di una pista di atletica.<\/p>\n<p>Uno spazio di pochi centimetri dove si corre. \u00c8 come tutte le passioni, ma incompresa! Purtroppo non tutti capiscono perch\u00e9 si gira attorno ad una pista. Non capiranno mai cosa vuol dire arrivare dopo una gara e sentire la soddisfazione di esserti sudato quel risultato! \u00c8 incredibile come cos\u00ec poco possa farti provare tutto questo, anche se si ha a che fare con un nemico molto \u201cfastidioso\u201d:la fatica! \u00c8 una sensazione straziante, fastidiosa, odiosa, brutta\u2026 Ma \u00e8 proprio quella sensazione\u00a0 a rendere speciale la corsa! \u00c8 molto strano capirla e, di fatto, la maggior parte delle persone non la capisce e mai la capir\u00e0! \u00c8 una cosa che mette tutte le persone sullo stesso piano, perch\u00e9 richiede pochissimi soldi. L\u2019unica cosa che costa sono le scarpe, ma pantaloncini e maglietta costano pochissimo. In passato si diceva che, per esempio, il tennis era lo sport dei nobili\u2026ecco, la corsa \u00e8 lo sport dei \u201cpoveri\u201d, perch\u00e9 serve poco o niente per praticarla. Di fatto nella corsa molti campioni sono africani! Spero che un giorno tutti possano capire questo sport!<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Grassano\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1><span style=\"font-size: 14pt\"><strong><span style=\"color: #000000\">LA CITT\u00c0<\/span><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2945 alignright wp-image-3456\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Hong_gioco-delle-righe-169x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\"><\/strong><\/span><\/h1>\n<p>Queste righe mi fanno pensare alle strade delle citt\u00e0 dove passano le macchine e le persone negli spazi vuoti tra una linea e l\u2019altra.<\/p>\n<p>Sulle strade ci sono macchine che corrono, quelli che aspettano davanti al semaforo, bambini che piangono, persone che chiacchierano e ridono e autisti che gridano e si arrabbiano per il traffico.<\/p>\n<p>Attraverso queste righe sento anche il chiasso della citt\u00e0 e vedo la vita di ogni persona.<\/p>\n<p>Tra le persone sento anche l\u2019amore che provano l\u2019 uno per l\u2019altro : ci sono amici, o amiche, che escono insieme , coppie che si vogliono bene e famiglie che cenano insieme scherzando e ridendo tra loro.<\/p>\n<p>Tramite queste righe, quindi, vedo la vita nelle citt\u00e0 piene di macchine e persone che lavorano duramente per avere una vita migliore e ragazzi che ridono e piangono nei diversi momenti della vita.<\/p>\n<p>La vita \u00e8 piena di cose da scoprire e persone da conoscere , ma ci sono anche diversi momenti felici e tristi.<\/p>\n<p><strong>Natalina Hong Man Yin<\/strong><\/p>\n<p><strong>UN CARO AMICO<\/strong><span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/p>\n<p>Righe rette e con nessun movimento, sono grigie come un inizio e una fine\u2026<\/p>\n<p>Ricordo una lontana giornata di sole, una normalissima giornata tranquilla. Ero a casa mia, insieme al mio pap\u00e0. Nel tardo pomeriggio squill\u00f2 il telefono di casa; era mia zia che informava mio padre di una cosa successa poco tempo prima. Appena mise gi\u00f9 il telefono mi chiam\u00f2 in sala con una voce molto seria e bassa\u2026 mi fece sedere sul divano, mi prese le mani e disse lentamente il mio nome.<\/p>\n<p>Capii che si trattava di una importante dalla sua espressione: aveva gli occhi lucidi, sembrava che stesse per piangere\u2026 a voce bassa mi disse che mia zia lo aveva chiamato per dirgli che un nostro carissimo amico (che non stava bene) era morto, ci aveva lasciato, era andato in un posto migliore.<\/p>\n<p>Io non commentai, rimasi zitta\u2026<\/p>\n<p>Il mio pap\u00e0 prese la giacca e con le lacrime che gli scorrevano sul viso and\u00f2 all\u2019ospedale.<\/p>\n<p>Ero sola, in casa da sola\u2026 iniziai a piangere, cercavo di calmarmi ma non ci riuscivo. Ad un certo punto chiamai mia nonna e le spiegai cos\u2019era successo! Venne subito a prendermi e mi port\u00f2 a casa sua\u2026 la sera i miei genitori ci raggiunsero\u00a0 e parlammo di altro. Ancora adesso, solo a scrivere mi viene da piangere! Mi manca\u2026<\/p>\n<p><strong>Chiara Luppi<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA MIA VITA<em><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2927 alignright wp-image-3457\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Mani_giocodellerighe-300x180-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\"><\/em><\/strong><\/p>\n<p>Queste cinque righe mi ricordano l\u2019autostrada che percorrevo per andare in vacanza d\u2019estate in Albania con mia mamma, i miei zii e cugini tutti insieme. Mi piaceva molto e ancora adesso adoro viaggiare. Ogni volta che viaggiavo per ben 15 ore mi rilassavo leggendo un bel libro e poi mentre lo leggevo dormivo. I paesaggi mi incuriosivano molto e chiedevo ogni volta:\u201dIn quale Stato siamo?\u201d. Poi, morivo dal ridere perch\u00e9 alle dogane straniere non capivamo niente e per ogni indicazione dovevi dare soldi . Se davi 500 euro ti fornivano una indicazione precisa, invece se davi al di sotto di quella cifra loro facevano anche apposta a fornirti una indicazione errata. Infatti\u00a0 alla fine abbiamo percorso il viaggio senza chiedere informazioni, per\u00f2 poi abbiamo sbagliato strada per andare in Montenegro e siamo andati quasi in Serbia. Abbiamo visto il cartello gigante con scritto\u00a0 \u201cSerbija\u201d e abbiamo chiesto informazioni. Fortunatamente c\u2019era un signore che sapeva parlare albanese e ci ha fornito le informazioni esatte per arrivare\u00a0 a destinazione, e non ha chiesto soldi. Comunque, gli abbiamo dato 50 euro. Io ero molto contento che ci fossimo persi cos\u00ec almeno mi sono goduto quattro ore di viaggio. Dopo siamo arrivati perfetti senza perderci un\u2019altra volta.<\/p>\n<p><strong>Emiliano Mani<\/strong><\/p>\n<p><strong>I DUE AMICI<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2928 alignright wp-image-3458\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Olza_giocodellerighe-300x225-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\"><\/strong><\/p>\n<p>Dieci\u00a0 anni fa in una citt\u00e0\u00a0 c\u2018era un carcere dove erano \u00a0rinchiusi \u00a02 dei criminali pi\u00f9 pericolosi di tutto il mondo. \u00a0Avevano entrambi un hobby ovvero suonare con il pianoforte delle melodie che incantavano tutte le persone che le ascoltavano.<\/p>\n<p>I due si chiamavano Jos\u00e8 di Flauto mentre l\u2019altro Roberto d\u2019Atena.<\/p>\n<p>I due si erano conosciuti un anno prima durante la festa in cui si potevano incontrare i propri familiari. Quando si conobbero, subito fecero amicizia e si chiesero dove vivevano, se avevano figli e per quale motivo erano\u00a0 finiti in prigione. Andarono avanti a parlare per ore e ore finch\u00e9 non dovettero andare in cella. Il giorno seguente i due si misero a parlare di quando\u00a0 sarebbero usciti dal carcere. Poi uno usc\u00ec, mentre l\u2019altro sarebbe uscito due mesi dopo.<\/p>\n<p>Tre mesi dopo i due cercarono di incontrarsi ma non ci riuscirono. Nel mentre uno dei due riusc\u00ec a trovare lavoro in una pizzeria che era molto frequentata dal suo amico di prigione, cos\u00ec dopo 4 anni\u00a0 si incontrarono. Furono molto felici di rivedersi cosi, dopo essersi abbracciati, ordinarono una pizza si misero a parlare.<\/p>\n<p>20 anni dopo i due avevano 72 e 74 anni per\u00f2 uno dei due il giorno in cui compiva 75 anni venne investito da un camion che stava andando ad alta velocit\u00e0. L\u2019altro dopo aver saputo la brutta notizia decise che ogni giorno sarebbe andato a trovarlo.<\/p>\n<p>L\u2019anno successivo mor\u00ec anche l\u2019altro che venne sepolto affianco al suo migliore amico.<\/p>\n<p><strong>Kevin Olza\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL VILLAGGIO DELLA COMETA<span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Due tende di un villaggio indiano vengono attraversate dalla scia di una cometa nella notte.<br \/>\nTutto il villaggio, vedendola, rimane sorpresa; alcuni invocano le divinit\u00e0 e gli spiriti, lodandoli; altri preparano ed accendono il fal\u00f2, per prepararsi alla festa che si terr\u00e0, per lodare e festeggiare il dono della cometa.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2929 alignright wp-image-3459\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ricciardi_ilgiocodellerighe.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"216\"><br \/>\nInizia la festa, tutti ballano attorno al fuoco, mentre si consuma il cibo e si lodano gli spiriti.<br \/>\nDopo il grande pasto e l\u2019ultima preghiera, il villaggio si rintana nelle tende e la scia, quasi in contemporanea, sfuma fino a sparire e lascia il cielo nero e spoglio.<\/p>\n<p>Il villaggio si addormenta.<br \/>\nLa notte \u00e8 ormai accompagnata solo dal lento respiro dei bufali addormentati\u2026 domani sar\u00e0 un altro giorno e si presenteranno altri panorami ed avventure.<\/p>\n<p><strong>Manuel Ricciardi<\/strong><\/p>\n<p><strong>UN TRAGICO EVENTO<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/p>\n<p>In queste 5 righe io vedo dei mobili, che si trovano nel salotto di casa mia. Sopra ci sono delle decorazioni come fiori, statuine\u2026 Il salotto si trova a fianco alla cucina e alla camera dei miei genitori.<\/p>\n<p>Poi, all\u2019improvviso questo salotto non si trova in una vera e propria casa ma in un castello.<\/p>\n<p>Il castello attualmente appartiene alla mia famiglia, ma circa 100 anni fa apparteneva ad una famiglia reale.<\/p>\n<p>Un giorno questa famiglia visse un evento tragico: and\u00f2 in guerra con il suo esercito.Sembrava andare tutto bene quando \u00a0un attacco nemico distrusse tutta la famiglia, tranne il padre. Stando in quel castello gli veniva sempre pi\u00f9 nostalgia giorno dopo giorno, perch\u00e9 gli faceva ricordare quel brutto momento trascorso in guerra, perci\u00f2 decise di cedere il posto al mio bisnonno.<\/p>\n<p><strong>Andrea Sassano<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA NOSTRA\u00a0SOCIET\u00c0<\/strong><\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2932 alignright wp-image-3460\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Senes_giocodellerighe-300x225-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\"><\/strong><\/p>\n<p>Io vedo cinque righe e, in mezzo a questi segni ricalcati con la penna , vedo degli spazi bianchi. Vedendole cosi non mi viene in mente niente, ma osservandole pi\u00f9 attentamente, pi\u00f9 a fondo, mi viene in mente la nostra societ\u00e0, dove ognuno \u00e8 pi\u00f9 piccolo o pi\u00f9 grande dell\u2019altro, a parte l\u2019ultima riga , l\u2019ultimo livello della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>Mi viene in mente anche un\u2019immagine di un social network pi\u00f9 precisamente \u201cInstagram\u201d, oppure mi sembra di vedere un piede pi\u00f9 grande che schiaccia un piede pi\u00f9 piccolo e cos\u00ec torno al pensiero della societ\u00e0. Penso che la nostra societ\u00e0 sia uno scarabocchio , che andrebbe cancellato, cio\u00e8 andrebbe riscritta dall\u2019inizio. Oramai tutto ha un costo, persino l\u2019acqua , ma ora noi viviamo in un mondo superficiale. La cosa che mi d\u00e0 pi\u00f9 fastidio \u00e8 che non ci rendiamo neanche conto che siamo schiavi del \u201cDio denaro\u201d. Mi spiace ma non dev\u2019essere cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Nicol\u00f2 Senes<\/strong><\/p>\n<p><strong>I PALI GRIGI<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2933 size-medium alignright wp-image-3461\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Stetco_giocodellerighe-e1546546969501-300x177-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\"><\/p>\n<p>Io vedo dei pali grigi che mi ricordano il posto in cui nella mia vecchia scuola facevamo la giornata sportiva. Mi ricordo che in seconda media nella giornata sportiva dovevo fare il vortex, lancio del peso e salto in lungo. I primi 3 sarebbero passati \u00a0alle Provinciali, ma \u00a0io sfortunatamente in tutti e 3 sono arrivato quarto.<\/p>\n<p><strong>Gabriel Stetco<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL LIBRO<span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Mi ricordo di un libro che ho letto, che parlava di una storia strana, che mi ha molto emozionato.<\/p>\n<p>Un bambino mentre correva, in un pomeriggio di estate, vide un animale un po\u2019 strano. Si ferm\u00f2 per guardarlo meglio: \u201cSembra un cane\u201d, si disse.<\/p>\n<p>Quell\u2019animale era rosso come il fuoco e sembrava che lo fissasse anche lui. Appena abbai\u00f2, il bambino fugg\u00ec.<\/p>\n<p>Il cane rimase fermo l\u00ec! Il bambino appena tornato a casa,lo disse ai suoi genitori che non gli credettero.<\/p>\n<p>Il giorno seguente torn\u00f2 nel punto in cui aveva visto \u00a0il cane ma era scomparso.<\/p>\n<p>Si avvicin\u00f2 al punto dove era il cane il giorno prima,trov\u00f2 dell\u2019erba bruciacchiata ed un medaglione, che prese.<\/p>\n<p>La sera, arrivato a casa, inizi\u00f2 a ispezionarlo. Non c\u2019era nessun dettaglio all\u2019esterno ma dentro c\u2019era una foto di quel cane insieme ad un uomo, \u201dprobabilmente il padrone\u201d.<\/p>\n<p>Lo mostr\u00f2 ai suoi genitori e \u00a0il padre esclam\u00f2: \u201cQuello \u00e8 il medaglione del tuo bisnonno con la sua cagnetta!\u201d.<\/p>\n<p>Il bambino chiese dove fosse il bisnonno e il padre gli rispose: \u201dPurtroppo \u00e8 morto,per\u00f2 se vuoi lo portiamo dalla bisnonna\u201d.<\/p>\n<p>Il bambino insieme alla famiglia and\u00f2 dalla bisnonna per darle il medaglione e la stessa notte sogn\u00f2 la cagnetta e il suo bisnonno che gli disse: \u201dGrazie per il medaglione. Allora, noi fantasmi riusciamo a farci vedere!\u201d.<\/p>\n<p>A quel punto il bambino si svegli\u00f2 spaventato e confuso.<\/p>\n<p><strong>Riccardo Stucchi<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL PROFESSORE DI MUSICA<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/p>\n<p>Queste cinque righe mi ricordano le corde di una chitarra. Mi ricordo l\u2019anno scorso, in terza media, le lezioni di musica. C\u2019era questo mio amico che aveva la passione per la chitarra ed ogni giorno in cui c\u2019era musica la portava. Allora al nostro professore venne l\u2019idea di insegnare a tutti a suonare uno strumento. I primi giorni eravamo tutti tranquilli e provavamo ad imparare ma poi nei giorni successivi le cose cambiarono, perch\u00e9 iniziammo a non ascoltare pi\u00f9 i suoi insegnamenti perch\u00e9 tanto lui non ci riprendeva. Cos\u00ec la maggior parte della classe era in giro e pochi come me, che avevano chiesto se si poteva mettere della musica e cantare, cosa che a me piace molto, stavano in classe. Grazie a questa idea il professore inizi\u00f2 a valutarci in canto, teoria e strumento. Alla fine dell\u2019anno in pagella presero tutti dei voti alti, dall\u2019otto al dieci, visto che dava solo quei voti.<\/p>\n<p><strong>Leonardo Varisco<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA FORMULA 1<span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Vedo un rettilineo di una pista di Formula 1. Di recente si \u00e8 disputato il Gran Premio di Monza e la gara \u00e8 stata vinta da Hamilton. Io sono stato l\u00ec a vederla e dalla mia posizione\u00a0 sono riuscito a vedere 3 o 4 sorpassi\u2026 La gara \u00e8 stata bellissima.Peccato che le due Ferrari non abbiano fatto una gara perfetta. \u00c8 stato un pomeriggio fantastico e\u00a0 la sera, come ciliegina sulla torta, siamo andati in un ristorante a Lesmo chiamato \u201c Mordi &amp; fuggi\u201d, dove\u00a0 veniamo una volta a settimana. Dopo aver cenato, verso le 22 siamo tornati a casa e dopo un po\u2019 di televisione siamo andati a letto. \u00c8\u00a0 stata proprio una bella giornata passata in famiglia.<\/p>\n<p><strong>Marco Vigan\u00f2<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2946 wp-image-763\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/scrittura-creativa-720x340-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest\u2019anno si vogliono proporre ai lettori di Click! i testi prodotti nel laboratorio di\u00a0 scrittura creativa realizzato in 1F. 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