{"id":631,"date":"2018-02-14T12:00:00","date_gmt":"2018-02-14T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/con-leinstein-alla-scala\/"},"modified":"2026-09-18T10:20:59","modified_gmt":"2026-09-18T10:20:59","slug":"con-leinstein-alla-scala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/con-leinstein-alla-scala\/","title":{"rendered":"Con l\u2019Einstein alla Scala"},"content":{"rendered":"<p><em>Gli studenti dell\u2019Einstein aderenti al\u00a0Gruppo Interesse Scala hanno partecipato il 22 gennaio al loro primo concerto. Gaia Cant\u00f9 e Mattia Falzarano ci raccontano l\u2019esperienza e condividono l\u2019emozione provata, descrivendola ognuno\u00a0dal proprio punto di vista.<\/em><\/p>\n<p><span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/p>\n<p><strong>EINSTEIN ALLA SCALA, di Gaia Cant\u00f9<\/strong><\/p>\n<p>Il 22 gennaio 2018 si \u00e8 tenuto il primo spettacolo a cui gli studenti del Gruppo Interesse Scala del nostro Istituto, accompagnati dalla prof.ssa Tresoldi, hanno avuto la possibilit\u00e0 di partecipare. Si \u00e8 trattato della Prova riepilogativa della Filarmonica della Scala del secondo concerto della stagione 2018, diretto dal maestro di fama internazionale Riccardo Chailly.<\/p>\n<div id=\"attachment_1585\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1585\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1585 size-medium wp-image-2995\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/75169-filarmonica-6nov-ggori-97-resized-300x200-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1585\" class=\"wp-caption-text\">Il maestro Riccardo Chailly<\/p>\n<\/div>\n<p>L\u2019orchestra ha aperto la prima parte della prova con la Suite op.29a di Dmitrij Sostakovic, che ha alternato momenti di travolgente forza ritmica a momenti pi\u00f9 lirici e ad altri travolgenti; il maestro ha fatto quindi eseguire il Concerto per pianoforte e orchestra in la min. di Edvard Grieg,<\/p>\n<p>suonato con grande intensit\u00e0 dal giovane e talentuoso pianista britannico. Questo Concerto rimanda al grande pianismo di Chopin, Schumann e Liszt, e riesce a mostrare la personalit\u00e0 ideatrice di un autore che sa come esprimere il proprio mondo interiore.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1580 alignright wp-image-2996\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-da-Giuseppe-Imperatore1-300x169-2.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\"><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dopo un breve intervallo, che ci ha permesso di entrare nel clima sontuoso del foyer e discattare una foto-ricordo, l\u2019orchestra ha dato il via alla seconda parte delle prove con la Sinfonia n.4 di Cajkovskij, solenne e festosa.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1587\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1587\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1587 size-medium wp-image-2997\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/BHIGYZQTVNDY3MOJI5KB4URUC4-300x169-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1587\" class=\"wp-caption-text\">Il pianista Benjamin Grosvenor<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il concerto ci ha appassionato e coinvolto dall\u2019inizio fino alla fine: \u00e8 stato in grado di catturare la nostra attenzione senza annoiare nessuno, soprattutto durante la partecipazione del giovane pianista che si destreggiava con i tasti del suo pianoforte in modo gioviale e disinvolto; ci ha affascinato con la presenza degli svariati strumenti dell\u2019ampio organico orchestrale, dai violini all\u2019elegante arpa, e sicuramente ci ha divertito grazie all\u2019uso di percussioni come i piatti e il triangolo, buffi e fondamentali allo stesso tempo. Gli interventi del direttore, che fermava l\u2019orchestra per far ripetere alcune parti dando indicazioni ben precise sul ritmo e sui colori, ci hanno fatto capire che il risultato finale di un concerto \u00e8 il frutto di un lavoro che non \u00e8 solo tecnica ma anche interpretazione.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1579 alignright wp-image-2998\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-da-Giuseppe-Imperatore-169x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019orchestra \u00e8 stata in grado di coinvolgerci a 360 gradi per tutta la durata delle prove, anche per questo motivo saremo entusiasti di partecipare al prossimo appuntamento al Teatro alla Scala: questa volta si tratter\u00e0 di un affascinante balletto classico, \u201cLe Corsaire\u201d, una storia di amore e di passione, che vede protagonista il pirata Conrad e le numerose avventure per salvare la sua adorata Medora.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>CHE COS\u2019\u00c8\u00a0UN CONCERTO? di Mattia Falzarano<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Che cos\u2019\u00e8 un concerto? Un concerto \u00e8 un\u2019occasione per\u2026 ascoltare musica nel modo pi\u00f9 primordiale, cio\u00e8 direttamente dagli strumenti e dalle persone che la suonano. Quello che, un tempo, era l\u2019unico modo per ascoltare musica, oggi \u00e8 una sorta di evento speciale. Nel frattempo infatti sono stati inventati molti metodi per registrare la musica, possederla e poterla sentire quando e quante volte si voglia. I supporti sui quali registrare la musica sono diventati sempre pi\u00f9 piccoli e pratici, fino a sparire completamente. La musica \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 a portata di mano, ascoltabile da tutti dove e quando si voglia.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1577 alignleft wp-image-2999\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Foto-da-Giuseppe-Imperatore2-300x169-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Detto questo, secondo una semplice logica, si potrebbe trarre la conclusione che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno dei concerti, no? Ormai possiamo ascoltare la musica anche dai nostri cellulari, sempre con noi\u2026<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">E invece no. Il concerto non \u00e8 mai invecchiato, non \u00e8 mai diventato obsoleto. \u00c8 rimasto sempre quell\u2019evento speciale che era una volta, evolvendosi, con la nascita di nuovi generi musicali, in varie forme. Una delle pi\u00f9 originarie fra quelle ancora oggi praticate \u00e8 quella del concerto di musica classica orchestrale. Forse la prima fra tutte per eccellenza e perfezione, forse anche la pi\u00f9 \u201cpura\u201d possibile, se pensiamo che, ancora oggi, nei concerti\u00a0sinfonici non vengono usate apparecchiature elettroniche per amplificare il suono. Grazie al Gruppo Interesse scala del nostro istituto, lo scorso 22 gennaio io e altri alunni abbiamo avuto l\u2019occasione di assistere alla prova di un concerto dell\u2019Orchestra Filarmonica della Scala al famosissimo Teatro alla Scala di Milano. Un\u2019occasione da non perdere, indipendentemente da quale genere di musica si ascolti tutti i giorni.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1635 alignleft wp-image-3000\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/filarmonica-della-scala-foto-silvia-lelli-300x200-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">All\u2019ingresso del teatro ci si ritrova fin da subito in un ambiente definibile quasi \u201cReale\u201d: lampadari di cristallo, pilastri di marmo bianco con decorazioni dorate, massima cura in ogni dettaglio\u2026 sembra di essere in una reggia. E che dire invece della sala vera e propria? Mastodontica, guarnita di decorazioni dorate e con un lampadario gigante che si erge al centro del suo soffitto. Una vista che toglie il fiato a chiunque vi entri la prima volta.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1636 alignright wp-image-3001\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Scala-Milano-12-300x200-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\"><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Appena entrati, l\u2019orchestra \u00e8 gi\u00e0 sul palco. Essa accoglie gli spettatori con il lieve ronzio dei suoi strumenti che vengono accordati e provati, prima dell\u2019inizio dello spettacolo. Non resta, quindi, che accomodarsi e aspettare che l\u2019esibizione inizi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">In questo caso, le opere suonate sono state 3; in ordine: Suite Op.29a da \u201dUna Lady Macbeth del distretto di Mcensk\u201d, di Dmitrij Sostakovic; \u201cConcerto per pianoforte e orchestra in La minore, op. 16\u201d, di Edvard Grieg; Infine, \u201cSinfonia n.4 in fa minore op. 36\u201d, di Petr Il\u2019ic Cajkovskij. Il tutto diretto dal Maestro Riccardo Chailly. Alcune delle informazioni e delle analisi riportate in seguito sono attinte dai commenti del musicologo Giorgio Pestelli.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1638\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1638\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1638 wp-image-3002\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/dmitry-shostakovich-bw-300x185-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"185\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1638\" class=\"wp-caption-text\">Dmitrij Sostakovic<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La prima Suite, costituita da tre interludi tratti dall\u2019opera lirica \u201cLady Macbeth del distretto di Mcensk\u201d, rappresenta una sintesi sorprendente di quel che \u00e8 l\u2019opera in s\u00e9, avvalendosi soltanto dell\u2019espressivit\u00e0 musicale di cui l\u2019orchestra \u00e8 capace. La Lady Macbeth fu composta fra il 1931-32 e rappresentata per la prima volta il 22 gennaio 1934 a Leningrado (attuale San Pietroburgo). Dopo 3 anni di grande successo nei teatri di Mosca e Leningrado, arriv\u00f2 nel 1936 l\u2019interdizione di Stalin, che fece scomparire l\u2019opera dalle scene in patria fino al 1963. Il primo interludio, che si colloca fra la scena seconda e la scena terza, \u00e8 una musica travolgente in cui si manifesta tutta la forza esplosiva dell\u2019orchestra. Con l\u2019inizio del secondo interludio, che collega le scene settima e ottava, tutto questo si rompe: vediamo una fase molto pi\u00f9 calma ma che, allo stesso tempo, costruisce una crescente tensione, rilasciata poi in pochi brevissimi momenti. Entriamo quindi una fase pi\u00f9 lieve, in cui i violini hanno un momento di purezza elegiaca; il tutto viene poi interrotto da una veloce conclusione, molto simile al travolgente primo interludio.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1634\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1634\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1634 wp-image-3003\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/edvard-grieg-2-300x250-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"250\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1634\" class=\"wp-caption-text\">Edvard Grieg<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019entrata del pianista Benjamin Grosvenor sul palco sancisce l\u2019inizio del \u201cConcerto per pianoforte e orchestra\u201d, di Edvard Grieg. L\u2019Opera \u00e8 molto pi\u00f9 datata della precedente: risale infatti al 1868, quando il compositore scandinavo aveva appena venticinque anni. La musica appartiene quindi ai suoi anni giovanili, desiderosi di affermarsi sulla scena musicale. \u201cQuesta musica ha la freschezza \u00a0ghiacciata dei suoi laghi, l\u2019ardore incalzante delle sue primavere precoci e brusche\u201d, cos\u00ec il compositore Claude Debussy descrisse alcuni pezzi del norvegese Grieg; una descrizione che si pu\u00f2 tranquillamente applicare anche al \u201cConcerto per pianoforte e orchestra\u201d. Si capisce benissimo fin dall\u2019<\/span><em><span style=\"font-weight: 400\">Allegro molto Moderato<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400\">, che alterna parti di squillante vivacit\u00e0 ad altre pi\u00f9 lente e quasi malinconiche; il tutto viene espresso al meglio grazie a un uso intelligente di piano e archi che a volte si alternano, a volte si aiutano l\u2019uno con l\u2019altro. L\u2019apertura dell\u2019<\/span><em><span style=\"font-weight: 400\">Adagio<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400\"> viene affidata alla delicatezza degli archi, per poi introdurre il pianoforte e dargli man mano sempre pi\u00f9 spazio nel complesso sonoro. L\u2019<\/span><em><span style=\"font-weight: 400\">Adagio<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400\">, rispetto al primo movimento, \u00e8 molto pi\u00f9 pacato e lineare; \u00e8 gi\u00e0 tutto deciso fin dalle prime battute. Ci si avvia quindi verso la conclusione con il terzo movimento, <\/span><em><span style=\"font-weight: 400\">Allegro moderato e molto marcato<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400\">, che si rivela attingere dalle caratteristiche di entrambi i precedenti movimenti. Notiamo inoltre l\u2019uso da parte del pianoforte di accordi dissonanti e arpeggi allegri, che caratterizzeranno il movimento fino alla conclusione determinata da tutta l\u2019orchestra all\u2019unisono, specialmente dai tamburi.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1637\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1637\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1637 wp-image-3004\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/tchaikovsky-1339754299-view-1-300x223-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"223\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1637\" class=\"wp-caption-text\">Petr Il\u2019ic Cajkovskij<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">In una breve pausa, il pianoforte, protagonista del precedente concerto, viene spostato al lato del palco: non servir\u00e0 pi\u00f9 per l\u2019opera successiva, \u201cSinfonia n. 4 in fa minore op. 36\u201d, di Petr Il\u2019ic Cajkovskij. Composta fra il 1877 e il 1878, l\u2019opera \u00e8 una sorta di sfogo dei sentimenti dell\u2019autore, turbato da crisi depressive e desideroso di coprire la sua omosessualit\u00e0. Essa \u00e8 divisa in 4 movimenti: <\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400\">1 \u2013 Andante sostenuto \u2013 Moderato con anima<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400\">2 \u2013 Andantino in modo di canzona<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400\">3 \u2013 Scherzo. Pizzicato ostinato \u2013 Allegro<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400\">4 \u2013 Finale. Allegro con fuoco<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019autore, in una delle sue lettere, riassume cos\u00ec l\u2019opera:<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400\">\u201c<\/span><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019introduzione \u00e8 il seme dell\u2019intero lavoro, senza dubbio l\u2019idea centrale. \u00c8 il fato: quella forza oscura che impedisce all\u2019impulso alla felicit\u00e0 di raggiungere il suo obiettivo; quella forza che gelosamente assicura che felicit\u00e0 e pace non siano complete e serene \u2013 e che avvelena costantemente il cuore. Una forza invincibile.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400\">Il secondo movimento esprime una diversa fase della tristezza. \u00c8 la melanconia che ci prende la sera quando ci sediamo soli, con un libro in mano, che ci sfugge e cade in terra.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400\">Il terzo movimento non esprime alcun sentimento specifico. \u00c8 composto di arabeschi capricciosi, d\u2019immagini elusive che ci scorrono rapidamente innanzi agli occhi.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400\">Il quarto movimento: se non riesci a trovare gioia in te stesso, vai in mezzo agli altri, impara la felicit\u00e0 dalla gente semplice intorno a te. Ma gli altri non si accorgono di te, della tua tristezza. Rimprovera te stesso e smettila di dire che tutto a questo mondo \u00e8 triste e misero. Gioire \u00e8 semplice. Gioisci della gioia degli altri. Vivere \u00e8 ancora possibile.\u201d<\/span><\/em><i><span style=\"font-weight: 400\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1583 alignright wp-image-3005\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/milanomusica_filarmonica-della-scala3-300x155-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"155\"><\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">E cos\u00ec, dopo l\u2019esplosiva chiusura dell\u2019opera di Cajkovskij, il concerto \u00e8 finito. Le emozioni e la meraviglia scaturite dall\u2019aver guardato l\u2019orchestra destreggiarsi ammirevolmente fra un\u2019opera e l\u2019altra hanno confermato che \u00e8 stata davvero un\u2019occasione imperdibile. S\u00ec, il concerto non \u00e8 mai invecchiato.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli studenti dell\u2019Einstein aderenti al\u00a0Gruppo Interesse Scala hanno partecipato il 22 gennaio al loro primo concerto. 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