{"id":574,"date":"2017-11-20T12:00:00","date_gmt":"2017-11-20T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/?p=574"},"modified":"2026-09-18T10:20:58","modified_gmt":"2026-09-18T10:20:58","slug":"una-storia-di-amicizia-tradimenti-e-malavita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/una-storia-di-amicizia-tradimenti-e-malavita\/","title":{"rendered":"UNA STORIA DI AMICIZIA, TRADIMENTI &#038; MALAVITA, un racconto di Gianluca Cosentino"},"content":{"rendered":"<p><em>Gianluca Cosentino ci propone una storia a enigma, un racconto da leggere tutto d\u2019un fiato e fino in fondo per provare a risolvere un rebus inatteso, che vi invitiamo a sciogliere commentando il racconto. Non prima di essere passati tra loschi localacci, movimenti cattolici, personaggi poco raccomandabili, sparatorie, legami di sangue, associazioni mafiose, inganni\u2026 Insomma: amicizia, tradimenti &amp;\u00a0malavita.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1236 wp-image-2823\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/cle_mafia-mgna3audii6qnqzf0hpsm89w8jxh4n7y4wjd4tobok-300x170-1.jpg\" alt=\"\" width=\"463\" height=\"263\"><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Correvano gli anni cinquanta, un periodo allegro ma anche pericoloso per vari motivi\u2026 e in un certo senso io ero uno di quei motivi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Quella sera mi trovavo al bar Reginaldo, un postaccio gestito dalla mafia. Pi\u00f9 precisamente era sotto il dominio dei 2A: Ambrogio Alfieri e Arnaldo Alfieri, gemelli siamesi famosi per essere importanti boss mafiosi. In quel momento ero seduto al bancone a sciacquarmi la gola, stavo aspettando un amico quando tutto d\u2019un tratto vidi correre Carl (uno dei mie tirapiedi) che gridava: \u00abB!, riunione urgente indetta dai capi!\u00bb. Quasi dimenticavo, in quel posto le persone pi\u00f9 importanti si facevano chiamare con la loro iniziale, era un sistema suggerito dai boss per avere una miglior sicurezza in caso di intercettazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dopo una ventina di minuti eravamo tutti nel seminterrato ad aspettare l\u2019arrivo dei 2A. Il seminterrato era il nostro luogo di ritrovo, caldo d\u2019inverno e fresco d\u2019estate e, cosa pi\u00f9 importante, lontano da occhi indiscreti. Dopo qualche minuto d\u2019attesa i capi fecero la loro comparsa; erano sempre vestiti alla stessa maniera: pantaloni neri abbinati a una giacca nera fatta su misura a causa della loro deformazione. Tornando a noi, entrarono con un sorriso sulle labbra affermando: \u00abSignori, domani sar\u00e0 un grande giorno, assalteremo la torre Delta\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Per chi non lo sapesse, la torre Delta era una delle quattro torri controllate dal movimento cattolico \u201cAvanti Cristo\u201d, un\u2019associazione di volontariato che nascondeva al suo interno una potente mafia; a causa di quella torre la suddetta mafia aveva un forte controllo sulla zona e questo infastidiva i boss. Per questo motivo avevano deciso di fare un attacco in grande stile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dopo la definizione del piano d\u2019attacco ci fu qualche domanda e successivamente i 2A sciolsero la riunione. Mentre salivo le scale per tornare a piano terra pensavo a cosa mangiare per cena quando a un certo punto udii una voce familiare che gridava: \u00abBob!\u00bb. Mi voltai e vidi Biagio, un mio caro amico d\u2019infanzia e cugino alla seconda. Come avevo fatto a dimenticarmi che quel giorno aspettavo visite! Quella fu una magnifica serata, eravamo io e lui proprio come ai vecchi tempi. Dopo qualche ora di chiacchiere andammo a casa mia poich\u00e9 lo avevo invitato a starci per una settimana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il giorno seguente era il grande giorno, l\u2019operazione iniziava alle dieci del mattino e, siccome non c\u2019era fretta, mi alzai verso le nove, mangiai con calma la colazione e dissi a Biagio di fare come se fosse a casa sua. Lui mi rispose dicendomi di non preoccuparmi poich\u00e9 doveva svolgere delle commissioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Arrivai sul posto con largo anticipo. Per fortuna non ero l\u2019unico. I capi con l\u2019aiuto di alcuni tirapiedi avevano portato gli armamenti: mitragliatrici Thompson nuove di zecca. A quanto pare i capi ci tenevano molto questa operazione. Il piano era semplice: entrare e uccidere tutti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">A due minuti dall\u2019inizio dell\u2019operazione i miei colleghi iniziarono a entrare a coppie di due nella torre per non dare troppo nell\u2019occhio, dopo tutto il piano terra era adibito alla raccolta di donazioni. Io entrai per ultimo e, appena varcata la soglia di ingresso, vidi qualcuno che non mi sarei mai aspettato di trovare l\u00ec: Biagio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">A quanto pare intendeva questo quando parlava di commissioni; era in fila con una busta fra le mani, suppongo che fossero soldi dategli da sua zia Antonella, lei fa sempre beneficenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">A parte Biagio c\u2019era un altro problema: a una manciata di secondi dall\u2019inizio dell\u2019operazione un uomo che si occupava di prendere le offerte entr\u00f2 in una porta dietro il bancone. Un attimo dopo, da quella stessa porta, uscirono degli uomini in nero armati fino ai denti. In quel momento i capi aprirono il fuoco e noi li assecondammo; stava avvenendo un pluriomicidio. Quegli omoni erano avvantaggiati dal punto di vista strategico, poich\u00e9 avevano una copertura, ma d\u2019altra parte noi eravamo in superiorit\u00e0 numerica e meglio equipaggiati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La battaglia dur\u00f2 una trentina di secondi, ma quando sei sul campo di battaglia i secondi diventano ore. Ce la cavammo con cinque feriti e nessun morto. Tutto il contrario del nostro avversario: contando anche il cassiere che uccidemmo in seguito, ci furono quattro morti e un prigioniero, mio cugino di secondo grado. Biagio\u2026<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1237 alignright wp-image-575\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/mobnyc-mgna1agsw9fntrwjr4fis8jehvu7ny8m6yaz6inmzo-720x340-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"170\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">I 2A stavano per ammazzarlo quando io mi misi di mezzo implorando piet\u00e0 per lui, ma Arnaldo, uno dei 2A, mi disse: \u00abConosci le regole, lui \u00e8 a tutti gli effetti un testimone e noi non possiamo rischiare\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Allora io li pregai di darmi un po\u2019 di tempo; loro si consultarono per un minuto, dopodich\u00e9 Ambrogio disse: \u00abSiamo d\u2019accordo, ma a una condizione: sarai tu ad ammazzarlo e non solo, ti dovrai occupare dell\u2019occultamento di tutti i cadaveri\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Io non avevo altra scelta e dissi: \u00abSono d\u2019accordo, ma io non ho la minima idea di come nascondere un cadaveri\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Arnaldo mi rispose: \u00ab\u00c8 facile, dovrai scavare 5 fosse vicino al grande albero del fiume Div, noi andremo a dare un\u2019occhiata verso mezzanotte, quindi resta in zona. Quasi dimenticavo, Non pensare di scappare, Jack e Bobby ti seguiranno\u00bb. Finita la conversazione andai da Biagio affranto. D\u2019altronde lui non era da meno, sembrava che avesse visto un fantasma. A quel punto mi chiese balbettando: \u00abMmMMma\u2026 Ccosa succede?\u00bb, lo presi per un braccio dicendogli che dovevamo andare; tutti iniziarono a guardarmi male e qualcuno pensava di spararmi, ma i capi dissero che andava tutto bene e fecero un cenno a Jack e Bobby, quei due gorilla sotto steroidi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Raggiunta casa, Biagio pretese delle spiegazioni e io senza esitare gli dissi tutto: gli parlai della mafia, dei 2A; gli spiegai persino qual era la vera identit\u00e0 del gruppo cattolico Avanti Cristo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Quello che era avvenuto non era ordinaria amministrazione per nessuno. Anche la polizia riusc\u00ec a scoprire le dinamiche dell\u2019accaduto soltanto 3 giorni dopo, e a quel punto la notizia si diffuse per tutti il mondo prendendo il nome di \u201ccaso Delta\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Continuavo a pensare a un modo per salvare mio cugino di secondo grado. Pensavo e pensavo, ma niente, quando a un certo punto apr\u00ec bocca Biagio: \u201cBob, credo di aver trovato un modo per salvarmi\u201d afferm\u00f2.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Io con curiosit\u00e0 risposi: \u201cDi che cosa si tratta?\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cDiciamo che mi baster\u00e0 fingermi morto sotto terra\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cMa \u00e8 impossibile! soffocheresti, avresti bisogno di una bara per resistere al peso della terra e di un qualche modo per respirare l\u00e0 sotto, e anche se trovasti tutti il necessario i 2A si accorgerebbero che non sei morto!\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Ma mi sbagliavo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Non stavo considerando il fatto che Biagio faceva il truccatore a Hollywood. Mi spieg\u00f2 che con un po\u2019 di trucco si possono fare miracoli, come ad esempio far passare un vivo per morto. Per quanto riguarda la bara e l\u2019areazione non c\u2019erano problemi, quel furfante di mio cugino alla seconda aveva un asso nella manica\u2026 Lo scopo principale per cui era venuto nella mia citt\u00e0, era l\u2019acquisto di uno strano aggeggio per il suo capo, un prestigiatore. L\u2019aggeggio non era altro che una bara con un sistema di areazione che serviva per un trucco di magia o qualcosa del genere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Erano circa le dieci quando io e Biagio uscimmo dal mio appartamento. Avevamo sempre quei due gorilla, Jack e Bobby, che ci seguivano, ma non era un problema.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La prima tappa era la bar-fabbrica Coffee&amp;Coffins, un posto strano; l\u00ec dovevamo prendere la bara per il piano, ma servivano due persone per trasportarla. Riuscimmo facilmente a ingannare Jack e Bobby, che addirittura ci diedero una mano. La seconda destinazione era il bar Reginaldo, l\u00e0 dovevamo prendere i cadaveri che Tom aveva chiuso in dei sacchi; poi, con i due gorilla, ci recammo come da programma al fiume.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Giunto al fiume Div iniziai a mettermi all\u2019opera. Dissi a Biagio di mettersi nella bara e io sparai un colpo mancandolo di proposito, in questa maniera i due babbuini la smisero di mettermi il fiato sul collo. Jack e Bobby mi aiutarono pure a scavare le buche, e questo rendeva tutto pi\u00fa facile. In aggiunta le buche erano vicino alle radici di un grande albero e questo mi dava ombra. Biagio e io avevamo deciso che era pi\u00f9 sicuro scavare buche poco profonde, cosicch\u00e9, qualora io non fossi stato in grado di tornare a liberarlo, mio cugino di secondo grado sarebbe riuscito a uscire dalla bara senza aiuti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Cinque minuti dopo il completamento dell\u2019opera arrivarono i 2A, con ben quindici minuti di anticipo, piazzandosi dall\u2019altra parte del fiume. Ma c\u2019era qualcosa di strano in loro. Erano freddi e distaccati. Ambrogio, dopo avermi scrutato da capo a fondo, disse: \u00abHai fatto un ottimo lavoro\u00bb, e proprio nel momento in cui pensavo di essere salvo udii un suono familiare: BANG! Arnaldo mi aveva sparato dritto in fronte. \u00ab\u2026Ma non hai saputo mantenere la promessa\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Credo che loro sapessero che li avrei traditi, ma non potevano prevedere il nostro asso nella manica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">E questa \u00e8 la fine di un triste racconto: io, B, sottratto alla vita con vicino a me, pi\u00f9 o meno sotto le radici del grande albero, le vittime del caso Delta, cio\u00e8: Biagio, mio cugino di secondo grado ancora vivo, e 4 del movimento cattolico A.C. anch\u2019essi sottratti alla vita; e infine il fiume Div che divideva tutto ci\u00f2 dai 2A.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">P.S. Voglio dare un indizio a tutti coloro che non hanno compreso il testo a pieno: provate a disegnare l\u2019ultimo paragrafo con lettere, numeri e simboli. Chi avesse compreso il significato intrinseco di questo racconto, lo scriva nella sezione dei commenti\u2026 gi\u00e0 che ce l\u2019abbiamo usiamola.<\/span><\/p>\n<p><strong>Gianluca Cosentino<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianluca Cosentino ci propone una storia a enigma, un racconto da leggere tutto d\u2019un fiato e fino in fondo per provare a risolvere un rebus inatteso, che vi invitiamo a sciogliere commentando il racconto.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":575,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-574","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scritture"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/574","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=574"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/574\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5764,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/574\/revisions\/5764"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/media\/575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}