{"id":541,"date":"2017-05-08T12:00:00","date_gmt":"2017-05-08T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/insegnare-significa-lasciare-un-segno-intervista-al-prof-melanio-cazzaniga\/"},"modified":"2026-09-18T10:20:56","modified_gmt":"2026-09-18T10:20:56","slug":"insegnare-significa-lasciare-un-segno-intervista-al-prof-melanio-cazzaniga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/insegnare-significa-lasciare-un-segno-intervista-al-prof-melanio-cazzaniga\/","title":{"rendered":"\u00abINSEGNARE SIGNIFICA LASCIARE UN SEGNO\u00bb Intervista al prof. Melanio Cazzaniga"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-weight: 400\">\u00ab<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Una delle cose pi\u00f9 qualitative del nostro lavoro \u00e8 la relazione. Se si sottrae alla relazione il piacere di stare insieme, c\u2019\u00e8 soltanto da incazzarsi<\/span><span style=\"font-weight: 400\">\u00bb<\/span><span style=\"font-weight: 400\">. Il prof. Cazzaniga, riconosciuto e apprezzato per la sua umanit\u00e0, oltre che professionalit\u00e0, racconta il suo percorso professionale e regala preziosi consigli per migliorare la nostra esperienza scolastica, che \u00e8 esperienza di scambio e di crescita. <\/span><span style=\"font-weight: 400\">\u00abC<\/span><span style=\"font-weight: 400\">hi \u00e8 il \u201cmiglior\u201d insegnante? Il \u201cmiglior\u201d insegnante \u00e8 l\u2019allievo migliore. L\u2019allievo e l\u2019insegnante stanno camminando tutti e due nella stessa direzione, non sono l\u2019uno contro l\u2019altro<\/span><span style=\"font-weight: 400\">\u00bb<\/span><span style=\"font-weight: 400\">.<\/span><\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-730 wp-image-2740\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/20170504_143340-300x202-1.jpg\" alt=\"\" width=\"343\" height=\"231\"><\/p>\n<p><strong>Professor Cazzaniga, perch\u00e9 ha deciso di fare l\u2019insegnante? <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Ho iniziato a insegnare matematica e disegno durante gli studi universitari in una scuola serale vicino a casa. Gi\u00e0 da quel momento ho iniziato a nutrire interesse e soddisfazione per questa attivit\u00e0. Sentivo che grazie alla possibilit\u00e0 che offriva di instaurare relazioni questo lavoro soddisfaceva il mio desiderio professionale.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00c8 felice di aver intrapreso un lavoro cos\u00ec legato ai giovani? <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019ho proprio desiderato. Infatti, l\u2019ultimo anno di universit\u00e0 insegnavo educazione tecnica alle medie inferiori a Lesmo, poi mi sono laureato e ho continuato il percorso di insegnamento. Non ho mai pensato di svolgere una libera professione. Mi piace questo nobile mestiere.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stato il percorso che l\u2019ha formata come docente? <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Per me \u00e8 stato importante aver avuto molte esperienze scolastiche. Questo perch\u00e9, avendo fatto diciannove anni di precariato, ogni anno cambiavo scuola e ci\u00f2 ha contribuito nella mia formazione. I tempi erano anche quelli giusti, perch\u00e9 in quegli anni la scuola godeva di una sperimentazione di autonomia molto ampia. Si era a seguito dei movimenti del sessantotto, quindi c\u2019era un fermento e una trasformazione sociale non indifferente. Anche la scuola \u00e8 stata interessata da questi movimenti. Era come se gli insegnanti, i collegi docenti e gli istituti potessero inventare una scuola propria. Ad esempio, noi facevamo i libri a scuola, non si acquistavano. C\u2019erano moltissimi laboratori e la manualit\u00e0 era molto forte. In alcune scuole c\u2019era la sperimentazione musicale e venivano insegnanti del conservatorio. Oggi questo margine di libert\u00e0 \u00e8 piuttosto ridotto.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-728 alignright wp-image-2741\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/20170504_143323-205x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"373\"><\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Secondo lei, in questi ultimi anni quali cambiamenti ha subito la scuola? <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La scuola si \u00e8 trasformata soprattutto sul piano quantitativo. Le prove, gli studi, gli esami e i vari test hanno condotto la scuola verso un apprendimento a breve termine, tanto \u00e8 vero che se uno studente si prepara a un\u2019interrogazione e per qualsiasi ragione questa viene rimandata di quindici giorni, lo studente non si ricorda pi\u00f9 quello che ha studiato. Oppure se vai a vedere cosa ti ricordi di ci\u00f2 che hai studiato l\u2019anno scorso ti rendi conto che le nozioni apprese sono un po\u2019 come foglie secche di un albero. \u00c8 tutto molto legato all\u2019immediatezza del sapere. Si parla molto di informazione, ma poco di formazione.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il messaggio che vorrebbe comunicare agli studenti con le sue lezioni? <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Innanzitutto la parola insegnare significa \u201clasciare un segno\u201d, quindi gi\u00e0 nel nome \u00e8 indicato un po\u2019 quello che \u00e8 il fine dell\u2019insegnamento: l\u2019insegnamento non \u00e8 solo una trasmissione di conoscenze o di sapere, ma ancor prima la creazione di una relazione. \u00c8 facile osservare che c\u2019\u00e8 una stretta proporzione tra la qualit\u00e0 della relazione e la trasmissione didattica. Ancora prima di una trasmissione didattica, l\u2019insegnante accompagna gli allievi in un percorso di convivenza: un aspetto molto importante infatti \u00e8 generare un clima di rispetto reciproco, lavorare sulla qualit\u00e0 del tempo vissuto. E tutto questo per un insegnante significa imparare qualche piccolo trucchetto, qualche strategia. Uno degli metodi principali \u00e8 fingere di non fare scuola. Tutto quello che l\u2019insegnante impone come obbligo crea nello studente un rifiuto, un rigetto: ci vuole da parte dell\u2019insegnante l\u2019abilit\u00e0 di evitare questa situazione e trasformare la scuola e la didattica in un gioco. Nella dimensione del gioco c\u2019\u00e8 un trasferimento di conoscenza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>La scuola pu\u00f2 essere strumento per il raggiungimento della felicit\u00e0? <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">S\u00ec, e non solo una felicit\u00e0 futura. Un buon clima di classe \u00e8 una cosa molto importante ed \u00e8 possibile ottenerlo solo attenuando i ruoli di forza e di autorit\u00e0. Ad esempio, io insegno in prima e seconda. Questo \u00e8 un momento abbastanza difficile per un adolescente. Sono in uscita dall\u2019ambito familiare e l\u2019insegnante ha un ruolo di adulto significativo. Le persone adulte spesso raccontano di quell\u2019insegnante che \u00e8 riuscito a stimolarle. Guadagnarsi una fiducia reciproca \u00e8 importante, ma purtroppo quello che manca nella scuola \u00e8 un dialogo sulla vita: servirebbero dei gruppi di ascolto con l\u2019obiettivo di cogliere il vissuto scolastico dello studente e anche degli insegnanti. L\u2019alunno \u00e8 al centro, ma ogni elemento deve concorrere alla positivit\u00e0 della situazione. Se gli insegnanti, a causa della propria situazione, vivono un disagio scolastico, alla fine ne risente l\u2019alunno.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-729 alignright wp-image-2742\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/20170504_143329-300x199-1.jpg\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"236\"><\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ha mai avuto un\u2019esperienza diretta in cui un professore non fosse interessato a creare un rapporto positivo con gli studenti, ma con il passare degli anni, invece, \u00e8 riuscito a cambiare il proprio atteggiamento?<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">S\u00ec, mi \u00e8 capitato di frequente perch\u00e9, avendo delle ore di lavoro in compresenza, ho potuto condividere con altri insegnanti la stessa attivit\u00e0 nelle stesse ore. Si lavorava quindi in due sulla stessa classe. Ho osservato le trasformazioni che questi insegnanti avevano nei confronti degli alunni. La convivenza e l\u2019aver appreso da me altre modalit\u00e0 di relazione sono andati a cambiare il loro tipo di rapporto con i ragazzi sviluppando una maggiore gratificazione. Gli insegnanti possono cambiare se trovano e vengono a conoscenza di metodi alternativi. Per facilitare questo processo si devono fare delle esperienze diverse, delle esperienze nuove. Ad esempio, i corsi di aggiornamento dovrebbero servire a questo. Sempre che questi non si riducano a teorie universitarie poco pratiche espresse da un pedagogista che, magari, non ha mai avuto contatto con gli studenti. <\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quale consiglio si sente di dare agli studenti per migliorare la loro esperienza scolastica?<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Io consiglio agli studenti di parlare di pi\u00f9 tra di loro. Mi \u00e8 capitato, a seguito di qualche problema sorto in classe, di creare dei gruppi di ascolto. In questi casi, pi\u00f9 della met\u00e0 della classe non ha detto nulla. I ragazzi non sanno parlare tra di loro, non per colpa loro. Sono vittime di un\u2019assenza di dialogo a livello sociale. Non c\u2019\u00e8 il racconto del proprio vissuto: ci\u00f2 \u00e8 un peccato. Ogni volta che vengono eseguiti questi tipi di <\/span><em><span style=\"font-weight: 400\">circle time<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400\">, i ragazzi sono contenti. Cambia il clima della relazione tra di loro e con gli insegnanti. Qualifica il vissuto scolastico e fa prendere coscienza.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quindi secondo lei gli studenti tendono a non comunicare in modo autentico tra loro e con gli insegnanti? <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">S\u00ec, e questo perch\u00e9 non l\u2019hanno mai fatto. Non sono stati abituati a essere ascoltati dagli adulti. A volte il loro parlare \u00e8 soltanto frutto di un interrogatorio familiare, non in un clima di parit\u00e0. Se si tiene conto che uno degli aspetti fondamentali dell\u2019adolescenza \u00e8 il nascondimento e la bugia come autodifesa, si pu\u00f2 ben capire che le parole di verit\u00e0 passano in secondo piano. Invece questa facolt\u00e0 va liberata. Una buona cosa sarebbe introdurre nella settimana qualche ora di dialogo tra professori e studenti per fare il punto della situazione. I professori andrebbero visti come mediatori e non come elemento di oppressione. Una delle cose pi\u00f9 qualitative del nostro lavoro \u00e8 la relazione. Se si sottrae alla relazione il piacere di stare insieme, c\u2019\u00e8 soltanto da incazzarsi. La mentalit\u00e0 giusta dovrebbe essere quella secondo la quale \u00e8 l\u2019alunno a rincorrere l\u2019insegnante: l\u2019alunno deve essere abituato a vedere la scuola come un insieme di persone a cui poter fare delle domande e grazie a questo dialogo imparare a seguire un po\u2019 la propria indole. Sono s\u00ec importanti i suggerimenti degli adulti, ma poi man mano che lo studente cresce nell\u2019et\u00e0 e riconosce delle proprie attitudini dovrebbe seguire quelle. <\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come pu\u00f2 un adulto aiutare uno studente a conoscere se stesso e scoprire le proprie attitudini?<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-727 alignleft wp-image-2743\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/20170504_143345-169x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"387\"><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00c8 come se l\u2019alunno fosse una bellissima pianta di rose e gli adulti (genitori e insegnanti) dovessero favorire la sua crescita in modo naturale. Non possono obbligare il bocciolo a fiorire. Devono soltanto evitare la crescita di erbacce, controllare la presenza di acqua\u2026 Possono favorirne la crescita insomma, ma non sono loro il motore. E se si pongono come tale, si sovrappongono a delle strutture, generando confusione. Ad esempio, nelle scuole della Montessori (grande pedagogista dei primi del novecento), la materia preferita era la matematica. Nelle altre scuole invece era la materia meno gradita. Come mai? Perch\u00e9 lei la faceva manualmente, con dei giochi. Gli studenti non vedevano l\u2019ora che arrivasse l\u2019ora di matematica. Questo perch\u00e9 diventava un\u2019attivit\u00e0 ludica. Il bambino ha gi\u00e0 una sua logica che bisogna coltivare. Non si deve sovrapporre un\u2019altra logica che poi crea confusione.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 stato influenzato dalla filosofia orientale nella sua vita? <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Molto, e in generale qualsiasi lettura, studio e approfondimento mi hanno influenzato. Il Pensiero \u00e8 cibo dell\u2019Anima. Per mia formazione personale sono stato molto attratto dalle pratiche orientali. Ho iniziato a fare yoga a ventidue anni. Questo \u00e8 dipeso soprattutto da una sorta di rigetto verso un cattolicesimo un po\u2019 bigotto da cui mi sentivo circondato. Sentivo un\u2019esigenza di religiosit\u00e0 dentro di me e non volevo rinunciare del tutto a uno sviluppo di questa parte interiore. Quindi mi sono rivolto alle letture orientali che mi sono state molto utili. Ad esempio, nella cultura orientale il rapporto allievo-maestro \u00e8 estremamente importante: ho potuto vedere nelle sue espressioni pi\u00f9 luminose i grandi frutti che pu\u00f2 dare questa relazione. \u00c8 importante riconoscere come il maestro in questa cultura si metta sempre al di sotto dell\u2019allievo e non sopra. Quindi chi \u00e8 il \u201cmiglior\u201d insegnante? Il \u201cmiglior\u201d insegnante \u00e8 l\u2019allievo migliore. L\u2019allievo e l\u2019insegnante stanno camminando tutti e due nella stessa direzione, non sono l\u2019uno contro l\u2019altro.<\/span><\/p>\n<p><strong>Intervista a cura di Francesco Bramati, Niccol\u00f2 Mandelli e Yuri Scalcinati<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abUna delle cose pi\u00f9 qualitative del nostro lavoro \u00e8 la relazione. Se si sottrae alla relazione il piacere di stare insieme, c\u2019\u00e8 soltanto da incazzarsi\u00bb. Il prof. 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