{"id":489,"date":"2017-02-11T12:00:00","date_gmt":"2017-02-11T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/quel-che-resta-dellonda\/"},"modified":"2026-09-18T10:20:55","modified_gmt":"2026-09-18T10:20:55","slug":"quel-che-resta-dellonda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/quel-che-resta-dellonda\/","title":{"rendered":"Quel che resta dell\u2019ONDA"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-329 wp-image-490\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Pontiggia-1-LOnda-720x340-1.jpg\" alt=\"\" width=\"451\" height=\"371\"><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400\">\u00abVoi dite che in Germania una dittatura non sarebbe pi\u00f9 possibile?\u00bb \u00c8 questa la domanda che provoca \u201cl\u2019esperimento sociale\u201d da cui scaturisce <\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019Onda<\/span><em><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0protagonista del film di Dennis Gansel (Ger. 2008) ispirato al romanzo di Todd Strasser (1981). \u00abPotrebbe accadere di nuovo? Con quali conseguenze?\u00bb.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Quella che segue non \u00e8 una semplice recensione: il nostro Mattia Falzarano propone una risposta in forma di racconto alla domanda da cui tutto \u00e8 nato e\u00a0una prefigurazione di quel che potrebbe avvenire nella mente di chi ha visto l<\/span><span style=\"font-weight: 400\">\u2019Onda<\/span><span style=\"font-weight: 400\"> abbattersi come uno tsunami sulla sua vita.<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abL\u2019Onda era tutto per me!\u00bb, urlava quel pazzo di Tim. Poi lo sparo, ancora parole urlate con disperazione nella voce, e infine\u2026 il secondo sparo, quello che ancora echeggia nelle menti di tutti noi dell\u2019Onda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Un flashback ricorrente, da settimane. Oltre a disturbarmi di giorno mi segue anche di notte, come uno stalker, nei miei incubi, in una versione alternativa ancor pi\u00f9 macabra. Spesso sogno di ritrovarmi ancora tra quella folla di camicie bianche e di guardare il signor Wenger, sul palco, muto come un pesce. Terrorizzato e immobile, minacciato da Tim che, armato di pistola, lo tiene sotto tiro con mano tremante. A un certo punto gli spari rompono il silenzio generale e il signor Wenger cade a terra come un peso morto. La folla, il panico, una mandria di bufali impazziti che scappa verso l\u2019uscita. Tim, in preda alla follia omicida, spara anche verso la folla. La pistola uno sputaproiettili impazzito con munizioni inesauribili. Persone che cadono a terra una dopo l\u2019altra. Sangue in tutta la sala. Un colpo mi raggiunge. Cado a terra ansimante. I pochi secondi che mi restano prima di chiudere gli occhi e risvegliarmi sudato nel mio letto mi lasciano guardare la folla di persone, completamente inerme e sdraiata a pancia in gi\u00f9 sul suo stesso sangue. Mentre le mie pupille si chiudono sento un unico e lungo urlo di Tim, che va via via \u201csfumandosi\u201d, fino a quando non riesco pi\u00f9 a sentirlo. A quel punto mi sveglio, sempre terrorizzato, come la prima volta.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-327 alignright wp-image-2580\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Londa-Die-Welle-2-300x196-1.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"268\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abEhi\u2026 Ehi, mi senti?\u00bb. \u00a0Stavo proprio ripensando al sogno quando mio padre mi chiam\u00f2, scuotendomi la spalla.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abUn altro di quei flashback? Avevi uno sguardo completamente assente\u00bb<\/span><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">\u00abPi\u00f9 o meno\u00bb, gli risposi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Stavo tirando fuori il cellulare di tasca per guardare l\u2019ora quando una signorina mi chiam\u00f2. Questa era alta circa 1.60, bionda, occhi azzurri, con indosso una divisa blu con la scritta \u201cPolizei\u201d in bianco sul retro della giacca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abAdesso potete entrare, mi segua prego\u00bb, disse con un sorriso gentile. Mio padre mi aveva accompagnato alla centrale di polizia quel giorno. Gli avevano detto che serviva una testimonianza sul cosiddetto \u201cFenomeno Onda\u201d da un diretto interessato. Non avevo idea di cosa volesse dire, ma una cosa era certa: dovevo essere l\u00ec.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Mi alzai e la signorina mi condusse lungo un corridoio costellato di porte ai lati. L\u2019unica porta non chiusa era quella in fondo. Ed \u00e8 l\u00ec che fui portato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La stanza si presentava piuttosto spaziosa. Aveva pareti bianche e in mezzo un tavolino di ferro con due sedie l\u2019una di fronte all\u2019altra. Non c\u2019erano dubbi: era la tipica stanza da interrogatori, immediatamente riconoscibile se hai guardato almeno un film o una serie tv poliziesca. Appoggiato al muro sulla mia sinistra c\u2019era un uomo alto circa 1.80, particolarmente robusto, con un pizzetto nero. Non era in divisa e indossava un borsalino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abPrego, si sieda\u00bb, mi disse. Mi sedetti e lui si avvicin\u00f2 tendendomi la mano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abDetective Batista, piacere\u00bb, mi disse con una stretta di mano e un leggero accento sudamericano. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Rimase in piedi, adesso non pi\u00f9 alla mia sinistra ma davanti a me.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abSo che la stanza che ci hanno assegnato non \u00e8 il massimo, ma ci tengo a precisare che questo non \u00e8 un interrogatorio, ho solo bisogno che tu risponda a qualche domanda, ok?\u00bb, mi disse con un sorriso rassicurante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abVa bene, agent\u2026detective\u00bb, risposi.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-326 alignright wp-image-2581\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/l_onda_splash-300x200-1.jpg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"263\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abAllora\u2026\u00bb disse con tono distratto, mentre tirava fuori un quadernino per gli appunti e una penna dal suo borsello, \u00abRaccontami come si \u00e8 formato ed evoluto questo gruppo che ha preso il nome dell\u2019Onda\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Per raccontare il tutto riportai la mente al primo giorno in cui sentii parlare dell\u2019Onda\u2026<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Ero nel corridoio della scuola e mi stavo preparando per l\u2019inizio della lezione di autocrazia del signor Wenger. Entrato in classe mi sedetti sulla destra, nella quarta fila di banchi. Dopo circa 5 minuti, tempo necessario per far riempire la classe di studenti, entr\u00f2 il signor Wenger. Quella prima lezione cominci\u00f2 con una sola domanda, importante anche per capire i fatti che si sarebbero susseguiti: \u00abVoi dite<br \/>\nche in Germania una dittatura non sarebbe pi\u00f9 possibile?\u00bb. All\u2019inizio la classe era certa che la risposta alla domanda fosse: \u00abAssolutamente no, ne conosciamo le conseguenze\u00bb, ma il signor Wenger era deciso a smentire le nostre certezze.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Mentre parlavo della prima lezione col signor Wenger, il detective Batista mi interruppe.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abPosso interromperti un secondo?\u00bb, mi disse mentre scriveva sul suo blocco note.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abMi dica\u00bb, gli risposi con un tono fin troppo formale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abPotresti lasciar perdere la parte delle lezioni col signor Wenger? L\u2019intento dell\u2019indagine che mi \u00e8 stata assegnata \u00e8 di capire meglio le dinamiche che si sono create fra voi studenti con l\u2019avvento dell\u2019Onda; apprezzerei se mi raccontassi le tue impressioni a riguardo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abOh, come vuole lei\u00bb, risposi e ricominciai a parlare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La prima cosa che mi venne in mente era la \u201cdivisa dell\u2019Onda\u201d, camicia bianca e jeans. Il primo fattore di \u201ccoesione\u201d fra noi studenti dell\u2019Onda. Qualcosa che ci accomunava tutti, che eliminava le differenze, che ci rendeva\u2026 uniti, insomma. Ed \u00e8 proprio l\u2019unit\u00e0 e la coesione che mi convinse inizialmente che quello che stava accadendo era qualcosa di buono. Vedevo degli studenti che erano entrati nella classe di Wenger annoiati e disinteressati uscire dall\u2019aula entusiasti, amichevoli, coesi. In pochi giorni l\u2019Onda si diffuse a macchia d\u2019olio anche al di fuori della classe di autocrazia del signor Wenger. Le camicie bianche che camminavano per i corridoi dell\u2019istituto aumentavano di giorno in giorno, tanto che agli occhi dei genitori degli studenti la \u201cdivisa\u201d era diventata una delle\u00a0nuove mode giovanili. Ma questa moda, diffondendosi, non tard\u00f2 a rivelare l\u2019altro lato della sua doppia faccia\u2026<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-332 alignright wp-image-2582\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/mediacritica_l_onda-650x250-300x115-1.jpg\" alt=\"\" width=\"383\" height=\"147\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Contro questo lato nascosto della doppia faccia dell\u2019Onda, generalmente, andava a scontrarsi chi non accettava la divisa, chi non voleva conformarsi. Le feste dell\u2019Onda erano sempre pi\u00f9 frequenti e chi non aveva la divisa non entrava. Gente che prima dell\u2019Onda vedevo spesso nei corridoi accompagnata dal proprio gruppetto di amici lentamente spariva, come se non volesse farsi vedere come \u201cpecora nera\u201d in mezzo a tutte quelle \u201cpecore in camicia bianca\u201d. Addirittura ci fu anche qualche caso di bullismo contro dei \u201cnon adepti\u201d ma io, tutto questo, non potevo vederlo. Come non potevano vederlo tutti gli altri studenti che si erano fatti trascinare dall\u2019Onda. Come, soprattutto, non poteva vederlo il signor Wenger. Ma questo fino a un certo punto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Due episodi in particolare incominciarono a farmi dubitare dell\u2019Onda, a farmi rendere conto che stava diventando un fenomeno pericoloso. Il primo \u00e8 stato il vandalismo notturno degli adepti, che hanno sparso il simbolo dell\u2019Onda ovunque in citt\u00e0 durante la notte. E fu cos\u00ec che l\u2019Onda si guadagn\u00f2 per la prima volta un posto in prima pagina nei giornali locali. Il secondo episodio \u00e8 stata la rissa durante la partita di pallanuoto. Io ero l\u00ec, sugli spalti, quando scoppi\u00f2 la violenza. Ero a pochi centimetri di distanza dai coinvolti e per poco non mi presi un cazzotto pure io.<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-328 alignright wp-image-2583\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Pontiggia-2-LOnda-300x162-1.jpg\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"219\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Quest\u2019ultimo episodio in particolare, riguardandomi pi\u00f9 da vicino, incominci\u00f2 a farmi sentire a <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">uncomfortable<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, come direbbero gli inglesi, in mezzo all\u2019Onda. Scomodo, a disagio, insomma.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Poi venne quel giorno. Il giorno decisivo per l\u2019Onda. Il signor Wenger aveva convocato una riunione straordinaria e, come tutti, ci andai. Entrato nell\u2019auditorium, presi posto in mezzo alla sala. Le porte erano tutte quante sorvegliate e, quando il signor Wenger sal\u00ec sul palco, vennero chiuse. Il professore esord\u00ec sul palco in modo molto autoritario e domin\u00f2 le folle con una destrezza degna del pi\u00f9 affascinante e carismatico dittatore. Non mi pareva vero che stesse facendo tutto sul serio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abNon posso crederci\u2026 ma \u00e8 impazzito?\u00bb, pensai fra me e me. E proprio quando mi feci la domanda \u00abMa cosa vuole fare, ricreare il Terzo Reich?\u00bb, il signor Wenger ferm\u00f2 la messinscena. Invit\u00f2 tutti a riflettere su cosa l\u2019Onda era diventata e ricord\u00f2 a tutti che domanda aveva fatto all\u2019inizio del suo corso di autocrazia: \u00abVoi dite che in Germania una dittatura non sarebbe pi\u00f9 possibile?\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dimostr\u00f2 cos\u00ec di aver smentito il nostro scetticismo a riguardo, era davvero riuscito a ricreare uno pseudo-gruppo nazista. La folla, da euforica e rumorosa, si era trasformata in muta e imbarazzata. Quasi tutti si sentivano in colpa per quello che era accaduto, ognuno di noi sentiva sopra di s\u00e9 una fetta di responsabilit\u00e0. Con questo il signor Wenger dichiar\u00f2 sciolta l\u2019Onda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Era la fine di tutto, purtroppo per qualcuno o finalmente per qualcun altro. Tuttavia, uno di noi non avrebbe accettato la cosa. Per lui era un: \u00abAssolutamente no, l\u2019Onda non muore oggi e non morir\u00e0 mai, io non lo accetto\u00bb. Quel qualcuno era Tim, il pazzo armato di pistola che ha sparato quei colpi che mi tormenteranno per sempre, e con me tutti quelli dell\u2019Onda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abMmh s\u00ec, ormai questa storia \u00e8 stampata nella mia testa, con tutti quei giornalisti che ne hanno parlato per giorni\u00bb, borbott\u00f2 il detective mentre scriveva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dopo qualche secondo mi guard\u00f2, leggermente imbarazzato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abCon tutto il rispetto, eh!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abNon c\u2019\u00e8 problema, si figuri!\u00bb, gli risposi sorridendo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abBene bene, sei stato pi\u00f9 che esaustivo per quanto mi riguarda. La tua testimonianza ci sar\u00e0 utile, ti ringrazio\u00bb, mi disse il detective.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abOttimo, quindi \u00e8 finita qui?\u00bb<\/span><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">\u00abEsatto ragazzo, puoi andare adesso\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Mi stavo per alzare quando il detective mi chiese:<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-325 alignright wp-image-2584\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/47221-210x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"395\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abAh, un\u2019ultima domanda. Dopo quanto accaduto, pensi che una rifondazione del Terzo Reich sia possibile qui in Germania?\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abSemplicemente credo che le persone siano facilmente plasmabili al volere di un leader forte e carismatico, tutto qui. Per me \u00e8 questo il fattore centrale che ha portato alla creazione di ogni dittatura e anche all\u2019Onda\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abOttima riflessione, la terr\u00f2 a mente. Ora puoi andare, per davvero\u00bb Mi rispose.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Mi alzai dalla sedia e mi avviai verso l\u2019uscita dalla stazione, dove incontrai mio padre che mi stava aspettando. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00abSpero non dovrai tornarci per motivi legali in questo posto, figlio mio\u00bb, mi disse mio padre mentre entravamo in macchina.<\/span><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">\u00abNon ti fidi abbastanza di me?\u00bb, gli risposi a tono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Lui mi sorrise scherzosamente, mentre metteva in moto la macchina.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Guardai il telefono e mi sorpresi di quanto tempo fosse passato da quando ero entrato. Poi mi torn\u00f2 per l\u2019ennesima volta in mente tutto quello che era successo intorno all\u2019Onda. Chiss\u00e0 come se la passa il signor Wenger in cella, pensai fra me e me.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Ma in quel momento preferivo non pensare. Presi gli auricolari dalla mia tasca destra, infilai il jack nel telefono e feci partire <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">In Bloom<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> dei Nirvana, lasciandomi alle spalle la stazione di polizia.<\/span><\/p>\n<p><strong>Mattia Falzarano<\/strong><\/p>\n<div class=\"video-container\"><iframe loading=\"lazy\" width=\"720\" height=\"405\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/O2t0mR8xeGE?feature=oembed&amp;wmode=opaque\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abVoi dite che in Germania una dittatura non sarebbe pi\u00f9 possibile?\u00bb \u00c8 questa la domanda che provoca \u201cl\u2019esperimento sociale\u201d da cui scaturisce L\u2019Onda\u00a0protagonista del film di Dennis Gansel (Ger. 2008) ispirato al romanzo di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":490,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,4],"tags":[],"class_list":["post-489","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scritture","category-visioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/489","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=489"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/489\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5719,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/489\/revisions\/5719"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/media\/490"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}