{"id":222,"date":"2024-04-25T05:30:12","date_gmt":"2024-04-25T05:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/2024\/04\/25\/voci-dalla-resistenza\/"},"modified":"2026-09-18T08:29:11","modified_gmt":"2026-09-18T08:29:11","slug":"voci-dalla-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/voci-dalla-resistenza\/","title":{"rendered":"VOCI DALLA RESISTENZA"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8470 aligncenter\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/voci-dalla-resistenza-PNG-300x300-1.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" data-wp-editing=\"1\" srcset=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/voci-dalla-resistenza-PNG-300x300-1.png 300w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/voci-dalla-resistenza-PNG-1024x1024.png 1024w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/voci-dalla-resistenza-PNG-150x150.png 150w, ..\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/voci-dalla-resistenza-PNG-768x768.png 768w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/voci-dalla-resistenza-PNG-1536x1536.png 1536w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/voci-dalla-resistenza-PNG-160x160.png 160w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/voci-dalla-resistenza-PNG-320x320.png 320w, https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/voci-dalla-resistenza-PNG-300x300-1.png 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Nel seguente testo sono raccolte le testimonianze pervenute a me dai miei prozii sui loro genitori, nonni e zii durante il ventennio fascista e il periodo dell\u2019occupazione nazifascista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Trascrivo e pubblico queste testimonianze per mostrare quanto, contrariamente al pensiero di molti, il periodo del secondo conflitto mondiale non sia cos\u00ec storicamente lontano e come, talvolta, abbia ancora ripercussioni sul presente e sulle nostre famiglie.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Relativamente ad alcuni miei congiunti, la cui storia \u00e8 stata riportata nel seguente articolo, purtroppo sono giunti a me pochi o, in alcuni casi, nessun documento relativo a deportazione, internamento e rimpatrio. In questi casi, mi sono basato sulle testimonianze indirette dei loro figli o nipoti.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000\">IL VENTENNIO FASCISTA\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Nel novembre del 1935, alla nascita di <strong>Francesco Simonetti<\/strong>, primogenito di<strong> Ernesta Severgnini<\/strong> e Angelo Simonetti, ossia due dei miei bisnonni paterni, come predisposto dal Partito Nazionale Fascista, il potest\u00e0 di Crema confer\u00ec alla madre 500 Lire per il primo figlio. Fu per\u00f2 la suocera di Ernesta, <strong>Antonia Vanucchi<\/strong>, a presentarsi di fronte al potest\u00e0 reclamando di voler riscuotere la somma di denaro perch\u00e9 pi\u00f9 bisognosa di quei soldi rispetto alla nuora. Dopo una breve discussione con il podest\u00e0 di C<\/span><span style=\"color: #000000\">rema, Antonia riscosse le tante agognate 500 Lire.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Sempre nell\u2019inverno 1935, il regime fascista organizz\u00f2 la manifestazione dell\u2019Oro alla Patria; i fascisti si presentarono cos\u00ec anche a casa Simonetti per riscuotere l\u2019oro. Ernesta, che non voleva cedere la sua fede nuziale si pose contro il fascista, che urlandole contro di vergognarsi di non voler devolvere il suo oro alla patria, per la quale il marito prestava servizio militare, le strapp\u00f2 la fede dal dito e la port\u00f2 via.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201cIl Duce negli anni in cui sono nato dava i vestiti per i bambini alle famiglie con tanti figli, noi eravamo gi\u00e0 in quattro. [\u2026] Quando \u00e8 andata a prendere i vestiti (Ernesta, la mamma di Francesco), quelli pi\u00f9 belli li hanno presi le signorine benestanti, a mia mamma hanno dato un mare di roba ma erano tutti stracci. Doveva cucire una cosa e l\u2019altra, non aveva neanche la macchina da cucire, non li ha voluti (i vestiti), li ha piantati l\u00ec ed \u00e8 venuta via.\u201d <\/span><span style=\"color: #000000\">Frammento di una testimonianza di Francesco Simonetti<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<div id=\"attachment_8288\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8288\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8288\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ernesta-severgnini-215x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ernesta-severgnini-215x300-1.jpg 215w, ..\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ernesta-severgnini-732x1024.jpg 732w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ernesta-severgnini-768x1074.jpg 768w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ernesta-severgnini-1099x1536.jpg 1099w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ernesta-severgnini-1465x2048.jpg 1465w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ernesta-severgnini.jpg 1788w\" sizes=\"auto, (max-width: 215px) 100vw, 215px\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8288\" class=\"wp-caption-text\">Ernesta Severgnini<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"color: #000000\">Sempre negli anni \u201830 alle famiglie con molti bambini spettavano 5 chili di zucchero gratuiti, Ernesta Severgnini, in accordo con la signora che gestiva il negozio di alimentari, scambiava i chili di zucchero che le spettavano con altre vivande.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Durante gli anni del Ventennio, nel giorno di sabato, la popolazione, in particolare modo ragazzi e uomini, era costretta a prendere parte alle adunate del sabato fascista e alle marce militari. Un sabato, il giovane Domenico Severgnini, fratello di Ernesta, raggiungendo in bicicletta il luogo dell\u2019adunata, a Chieve da Moscazzano, sulla strada sterrata, per\u00f2, buc\u00f2 la ruota; ci\u00f2 lo costrinse a proseguire a piedi e a fare tardi. Giunto sul luogo dell\u2019adunata, un fascista, ricordato dai fratelli e nipoti presenti come un uomo di bassa statura con gli stivali di pelle marrone e il frustino in mano, pun\u00ec Domenico picchiandolo.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000\">IL SERVIZIO MILITARE OBBLIGATORIO E LA CAMPAGNA DI RUSSIA<\/span><\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_8287\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8287\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8287\" src=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/as-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/as-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/as-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/as-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/as-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/as-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/as-160x160.jpg 160w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/as-320x320.jpg 320w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/as.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8287\" class=\"wp-caption-text\">Angelo Simonetti<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-weight: 400\">Nel gennaio del 1942, <\/span><b>Angelo Simonetti<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, iscritto nel distretto Militare di Cremona dall\u2019ottobre del 1932, venne richiamato alle armi nel 20\u00ba Reggimento Artiglieria Autotrasportabile \u201cPiave\u201d, dove risulta prestare servizio come conducente. Fu immediatamente ricollocato in congedo illimitato poich\u00e9 padre di 4 figli. Nel maggio dello stesso anno Angelo rispose alla chiamata di controllo, recandosi forse a Trento (purtroppo la dicitura nel documento militare in mio possesso \u00e8 poco leggibile). <\/span>Lui ed i suoi commilitoni furono radunati nel piazzale di questa per constatare chi tra loro potesse partire per il fronte o meno. Chi aveva a carico una moglie con figli era infatti esentato dalla partenza, e quando il superiore chiese a chi poteva restare in Italia di alzare la mano, Angelo, nonostante avesse a casa 4 figli, tenne abbassata la mano. Fu un compagno d\u2019armi di Angelo che, accor<\/span><span style=\"color: #000000\">tosi per tempo della sua mano abbassata, gli prese il braccio e lo alz\u00f2, risparmiando al mio bisnonno, probabilmente, il trasferimento al fronte.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Pierino Severgnini<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> nato nella frazione di Cremosano del comune di <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Campagnola Cremasca<\/span><span style=\"font-weight: 400\"> l\u20198 marzo 1912, <\/span><span style=\"font-weight: 400\">dopo aver preso parte alla campagna di Albania tra il dicembre del 1940 e il marzo del 1941, al momento dell\u2019inizio della guerra contro l\u2019U.R.S.S. stava prestando servizio a Novara<\/span><span style=\"font-weight: 400\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8286 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ps-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ps-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ps-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ps-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ps-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ps-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ps-160x160.jpg 160w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ps-320x320.jpg 320w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ps.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/p>\n<p>Pierino Severgnini <span style=\"font-weight: 400\">Una sera del 1942, mentre Pierino si trovava a casa, <\/span><span style=\"font-weight: 400\">nel comune di Capergnanica,<\/span><span style=\"font-weight: 400\"> insieme alla moglie Maria e ai suoi due figli ed era allettato e febbricitante, i fascisti arrivarono per prelevarlo in quanto sarebbe dovuto partire per il fronte orientale come fante della 54\u00ba Reggimento Fanteria nella divisione Sforzesca. Mentre saliva su un camion dove si trovavano altri ragazzi, e fino al momento prima della partenza di questo, la madre lo implorava di scendere piangendo, ma Pierino, nonostante fosse malato, decise di partire ugualmente. <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Quella sarebbe stata l\u2019ultima volta che avrebbe visto le persone a lui pi\u00f9 care. <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Il 22 giugno 1942 Pierino part\u00ec per la Russia e il 29 agosto successivo risultava ricoverato nell\u2019ospedale da campo n.42 dal quale venne dismesso il 4 settembre successivo.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_8285\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8285\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8285\" src=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/trreni-russia-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/trreni-russia-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/trreni-russia.jpg 520w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8285\" class=\"wp-caption-text\">Una delle centinaia di tradotte che trasportarono i soldati dell\u20198\u00aa armata italiana nei punti di raccolta sul fronte orientale<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"color: #000000\">Pierino risulta disperso nell\u2019area del fiume Don il 25 gennaio 1943 e deceduto il 31 gennaio successivo. Sar\u00e0 durante le ultime fasi dell\u2019estenuante marcia di ritirata dell\u2019Armata Italiana in Russia, ormai entro le linee amiche, o forse a causa di un bombardamento, che Pierino morir\u00e0, per poi essere probabilmente sepolto in una fossa comune dalla popolazione locale.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_8284\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8284\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8284\" src=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ritirata-300x192.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ritirata-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ritirata.jpg 520w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8284\" class=\"wp-caption-text\">Ritirata delle truppe italiane durante la seconda battaglia difensiva del Don<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"color: #000000\">Maria Zemira deve sempre aver nutrito forti rimorsi per non essere riuscita a convincere il figlio a non partire per la Russia. Quando mio nonno Spartaco Roncaglia per lavoro si trasfer\u00ec in Russia, Maria Zemira gli chiese di cercare il figlio disperso.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201cLa madre di mia suocera mi ha chiesto di andare a cercarlo, io per\u00f2 ero a tremila chilometri dall\u2019area dell\u2019avanzata italiana e soprattutto non sapevo dove andare a cercarlo. Loro (i russi) quando c\u2019erano questi morti in giro, gli uomini del villaggio vicino mandavano le donne a seppellirli, questo in primavera, perch\u00e9 d\u2019inverno il terreno \u00e8 duro come cemento armato.\u201d<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong><span style=\"color: #000000\">\u00a01943 \u2013 1945: LA RESISTENZA E L\u2019AIUTO AI SOLDATI ALLEATI<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Annibale Simonetti<\/strong>, classe 1938, racconta che il ricordo pi\u00f9 terribile della guerra, oltre alla fame che lo port\u00f2 a raccogliere da terra un pezzo di pane circondato dalle formiche e, dopo averlo pulito, a mangiarlo con un suo amichetto, fu quello di una fucilazione avvenuta a Chieve Cremasco, dove un possidente ricercato dai fascisti venne trucidato mentre rientrava nella sua casa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Sempre Annibale ricorda che verso la fine della guerra mentre lui, il fratello Francesco e il padre erano nei campi a raccogliere l\u2019erba per le mucche del nonno, un aereo britannico che sorvolava quell\u2019area plan\u00f2 verso di loro per identificarli, constatando che non si trattasse di nazifascisti. Solo dopo i Simonetti scoprirono che l\u2019aereo faceva parte di uno stormo che stava agendo nell\u2019azione di distruzione di un ponte sul fiume Adda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Nel cremasco, da quanto mia zia <strong>Maria Simonetti<\/strong> ricorda dei racconti di sua mamma Ernesta, i nonni Emanuele, reduce del primo conflitto mondiale, e <strong>Maria Zemira<\/strong>, dovevano aver nascosto nelle campagne e nel sottotetto della loro cascina qualche soldato inglese e americano. Durante l\u2019inverno del 1944 uno di questi si ammal\u00f2. Ernesta, che si era trasferita temporaneamente a casa dei genitori con i figli, raccontava che una notte sentirono bussare alla porta. Lei, spaventata, intimava di andare via chiunque si trovasse dietro la porta dicendo che era da sola, quando sent\u00ec chiedere: \u201cVolere th\u00e8, volere th\u00e8\u201d. Ernesta, cap\u00ec che si trattava di un soldato inglese, ma fu ancora pi\u00f9 impaurita pensando che il soldato dicesse \u201cvolere te\u201d e non \u201cil th\u00e8\u201d e volesse quindi molestarla. Cerc\u00f2 quindi di scacciarlo rimproverandolo, in quanto non solo gli veniva data ospitalit\u00e0, ma ora si permetteva anche di importunarla. Uno dei presenti nella stanza, forse Zemira, intuendo che si trattava invece di una richiesta di aiuto, disse di aprire: si ritrovarono cos\u00ec di fronte solo un povero soldato febbricitante.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201cEh, tutti questi soldati, poverini, via da casa, lontani dalla famiglia. C\u2019era chi piangeva, chi cercava di distrarsi, chi veniva in casa nostra e la nonna (riferendosi a Maria Zemira) diceva: \u2013 Mangiamo tutti insieme.\u201d<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Andrea Severgnini<\/strong>, classe 1925, fratello di Ernesta, a Chieve Cremasco entra a fare parte della ronda, un gruppo di quattro o cinque giovani ragazzi che, per non andare in guerra, quando la sera i fascisti giravano nelle case per cercare i giovani disertori, scappavano in campagna. I ragazzi che invece venivano trovati dai repubblichini erano portati in caserma per poi essere mandati al fronte o nei campi di concentramento in Germania.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Francesco e Annibale Simonetti ricordano che a Chieve Cremasco, alla fine della guerra, il gerarca fascista insieme alla moglie, alla figlia e a quattro maestre del paese furono portati nella piazza del paese e fatti sedere, quindi rasati e poi la loro testa cosparsa di catrame.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000\">UNO SGUARDO AL SUD ITALIA<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Giuseppe Mastropierro<\/strong> nasce nel gennaio del 1937 a Molfetta, in Puglia. Qualche anno pi\u00f9 tardi il padre, Mauro Mastropierro, \u00e8 chiamato sul fronte albanese dove rimase per qualche tempo, fino a quando, dopo essersi strappato i denti, insieme a un compagno riceve il congedo. Giuseppe ricorda le sorvolazioni su Bari a opera della Luftwaffe.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_8283\" style=\"width: 193px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8283\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8283\" src=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/m-183x300.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/m-183x300.jpg 183w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/m-625x1024.jpg 625w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/m-768x1259.jpg 768w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/m-937x1536.jpg 937w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/m-1249x2048.jpg 1249w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/m.jpg 1525w\" sizes=\"auto, (max-width: 183px) 100vw, 183px\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8283\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Mastropierro con sua mamma, Molfetta, 1940 circa<\/p>\n<\/div>\n<blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201cDi bombardamenti io non ne ho sentiti, io ricordo i fari della contraerea che illuminavano il cielo e il passaggio degli aerei. [\u2026] Quando suonava l\u2019allarme antiaereo scappavamo sempre nelle campagne dopo la chiesa della Madonna dei Martiri. Mi sembra di ricordare, ma non posso dirtelo con certezza, che nei fossati ai lati delle campagne ci fossero alcuni militari.\u201d<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\">Giuseppe ricorda simpaticamente che durante una delle fughe dagli attacchi aerei in campagna, un pomeriggio d\u2019estate lui e la madre videro una signora tastare dei fichi per vedere se questi fossero maturi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Durante l\u2019occupazione Alleata di Molfetta spesso le strade venivano attraversate dai veicoli americani. Un pomeriggio, mentre Giuseppe e quattro dei suoi amici giocavano a pallone per strada, malauguratamente la palla fin\u00ec in strada mentre un Jeep americana stava per passare. Un amico di Giuseppe corse per cercare di riprenderla. I bambini cercarono di fermarlo dicendogli di non andare, e addirittura uno dei bambini lo prense dalle bretelle di tela che per\u00f2 si spaccarono. Il ragazzino fin\u00ec in strada, morendo schiacciato dalla Jeep americana.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201cVedi, la differenza che c\u2019\u00e8 dal nord al sud, \u00e8 che io non posso dire di avere visto i fascisti [\u2026] L\u2019occupazione \u00e8 stata nel centro e nel nord, ma da noi era tutto diverso\u201d.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong><span style=\"color: #000000\">L\u2019ESPERIENZA DEI LAGER NAZISTI<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Giuseppe Severgnini \u201cBeppo\u201d<\/strong> venne deportato ad Auschwitz II \u2013 Birkenau, con tutta probabilit\u00e0 tra l\u2019autunno e l\u2019inverno del 1943, come Internato Militare Italiano, insieme anche ad altri soldati italiani.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_8282\" style=\"width: 233px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8282\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8282\" src=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/gs-223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/gs-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/gs-760x1024.jpg 760w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/gs-768x1035.jpg 768w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/gs-1140x1536.jpg 1140w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/gs.jpg 1288w\" sizes=\"auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8282\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Severgnini nel 1967<\/p>\n<\/div>\n<blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201cLo zio nominava sempre il campo di concentramento che fanno vedere spesso in televisione, Birkenau.\u201d, afferma la nipote Maria Simonetti.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\">Nel lager Giuseppe venne sottoposto ai maltrattamenti delle SS e ricordava di essere stato pi\u00f9 volte costretto a spostare pesi da un punto all\u2019altro del campo in continuazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Nei mesi di internamento a Giuseppe fu raramente concesso di inviare a casa lettere, le quali vennero per\u00f2 censurate; sempre durante il periodo della prigionia riusc\u00ec a intrattenere una corrispondenza con il fratello Mario, anche lui internato nei lager nazisti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Liberato dall\u2019Armata Rossa nel gennaio 1945, <\/span><span style=\"color: #000000\">\u201cBeppo\u201d, qualche mese pi\u00f9 tardi venne rimpatriato in Italia. <\/span><span style=\"color: #000000\">Mentre si trovava su un camioncino che aveva lo scopo di riportare gli ex deportati alle varie citt\u00e0 di provenienza, Giuseppe, riconoscendo il territorio cremonese, del quale era originario, convinto che la propria casa fosse a poca distanza da quel punto, chiese al camionista di fermarsi e farlo scendere per proseguire a piedi. I pochi passi che avrebbero dovuto separarlo da casa erano in realt\u00e0 15 chilometri di strada. Arrivato nella cascina dove abitava prima della guerra, la madre, Uberti Foppa Maria Elisabetta Zemira, scambiandolo per un delinquente ed impaurita nel vederlo avvicinarsi a lei, cerc\u00f2 di allontanarlo dicendogli di essere da sola e di non avere nulla. Allora \u201cBeppo\u201d la tranquillizz\u00f2 dicendole di essere suo figlio e chiedendole se non lo riconoscesse. Quando si avvicinarono l\u2019uno all\u2019altra, entrambi caddero a terra svenuti per l\u2019emozione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Maria Zemira ricordava la visione del figlio dopo l\u2019internamento come quella di uno scheletro con delle gambe sottilissime.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c[relativamente a Giuseppe Severgnini] Lo zio Beppo \u00e8 rimasto segnato [\u2026], tante volte era sovrappensiero, gli chiedevamo: \u201cZio a cosa stai pensando?\u201d, e lui rispondeva: \u201cEh, se sapessi\u2026\u201d, allora noi dicevamo: \u201cMass\u00ec, zio, va bene, sono passati cent\u2019anni\u201d. Noi lo tiravamo su, per\u00f2 il suo cervello tornava indietro, a quei giorni\u201d: questi i ricordi di Maria Simonetti su suo zio Giuseppe.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000\">Anche <strong>Mario Severgnin<\/strong>i, negli anni tra il 1943 \u2013 1945 sub\u00ec l\u2019esperienza della deportazione e dell\u2019internamento nei campi di concentramento nazisti. Prima di essere condotto in Germania, Mario era stato arruolato nelle file partigiane nell\u2019area di Montecassino dove combatt\u00e8 al fianco dei soldati Alleati. Da quello che rimane dei suoi racconti sappiamo per\u00f2 che venne catturato dai tedeschi durante un\u2019ammucchiata e trasferito nei lager. Fino a qualche anno fa, Maria Simonetti aveva ancora le lettere che i suoi zii Mario e Giuseppe si scambiavano, ma anche le ultime missive ricevute da Ernesta dal fratello Pierino prima della dispersione. Purtroppo, dopo diversi passaggi di mano in mano sono tutte andate perse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"color: #000000\">Agostino Simonetti<\/span>, fratello minore di Angelo Simonetti, nasce il 14 settembre del 1914 nel comune di San Bernardino, Crema.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il 9 settembre 1943 mentre prestava servizio nel 17\u00ba Reggimento Fanteria a Cremona, venne catturato da una pattuglia tedesca e, in quanto non aderente alla Repubblica Sociale Italiana, deportato in Germania. Giunse in territorio tedesco il 20 settembre successivo, dove venne registrato nell\u2019Arbeit Kommando 16005 dello Stammlager XIII D di Norimberga.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il 25 agosto 1944, in seguito a trasferimento, \u00e8 certificato il suo arrivo al campo di concentramento di Ansbach, sottocampo del lager di Flossenb\u00fcrg, dove Agostino fu convertito da Internato Militare Italiano a Lavoratore Civile.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8281 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa-725x1024.jpg 725w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa-768x1085.jpg 768w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa-1088x1536.jpg 1088w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa.jpg 1133w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\"><\/p>\n<div id=\"attachment_8280\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8280\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8280\" src=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa2-300x181.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa2-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa2-1024x618.jpg 1024w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa2-768x463.jpg 768w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa2-1536x926.jpg 1536w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/aa2.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8280\" class=\"wp-caption-text\">Registrazione degli stranieri e dei perseguitati tedeschi da parte delle istituzioni pubbliche, delle assicurazioni sociali e delle imprese, Arolsen Archives. Tra i registrati appare anche il mio prozio, Agostino Simonetti.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_8279\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8279\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8279\" src=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ansbach-300x170.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ansbach-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ansbach-1024x580.jpg 1024w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ansbach-768x435.jpg 768w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ansbach-1536x871.jpg 1536w, https:\/\/www.einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/04\/ansbach.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8279\" class=\"wp-caption-text\">Detenuti del campo di concentramento di Ansbach, subordinato al lager di Flossenb\u00fcrg<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Durante la detenzione, Agostino si ritrover\u00e0 per casualit\u00e0 insieme al fratello <strong>Gregorio<\/strong>, anche lui Internato Militare Italiano. Dopo la liberazione da parte degli Americani avvenuta a Norimberga\u00a0 il 15 aprile del 1945, i due fratelli Simonetti compiono il loro viaggio di ritorno in Italia a piedi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Agostino viene rimpatriato in Italia il 25 luglio 1945.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Francesco Simonetti ricorda ancora con grande stupore il giorno del ritorno a casa dei suoi zii dalla prigionia, avvenuto <\/span><span style=\"font-weight: 400\">il 3 agosto 1945,<\/span><span style=\"font-weight: 400\"> raccontando che questi tornarono a casa con una sacca piena di lenzuola bianchissime (a detta sua le pi\u00f9 bianche che avesse mai visto fino a quel momento); ricorda per\u00f2 anche la visione di due uomini magrissimi e malridotti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">I fratelli Simonetti non sono gli unici a tornare dalla prigionia con dei \u201csouvenir\u201d, infatti anche Domenico Severgnini, internato in Germania, torn\u00f2 in Italia con due cavalli rubati in qualche stalla sulla strada di ritorno verso casa. <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Invece, il fratello Mario porta a casa due bombe a mano alle quali, preso da un attimo di follia, <\/span><span style=\"font-weight: 400\">decide di togliere la sicura per poi poggiare i <\/span><span style=\"font-weight: 400\">due deflagranti sulla mensola sopra al focolare. Fortunatamente qualcuno in casa se ne accorse e rimedi\u00f2 reinserendo la sicura nei deflagranti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Questa \u00e8 la vicenda delle famiglie Simonetti e Severgnini, ma \u00e8 anche la Storia che hanno vissuto numerose famiglie italiane negli anni a cavallo del secondo conflitto mondiale.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000\">Lorenzo Roncaglia<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel seguente testo sono raccolte le testimonianze pervenute a me dai miei prozii sui loro genitori, nonni e zii durante il ventennio fascista e il periodo dell\u2019occupazione nazifascista. 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