{"id":1228,"date":"2024-06-02T12:00:00","date_gmt":"2024-06-02T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/i-soldati-italiani-negli-stati-uniti-damerica\/"},"modified":"2026-09-18T10:21:18","modified_gmt":"2026-09-18T10:21:18","slug":"i-soldati-italiani-negli-stati-uniti-damerica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/i-soldati-italiani-negli-stati-uniti-damerica\/","title":{"rendered":"I soldati italiani negli Stati Uniti d\u2019America"},"content":{"rendered":"<div class=\"mceTemp\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8737 aligncenter wp-image-1229\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Copertina-italiani-in-America-1-720x340-1.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\"><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Questo articolo si propone di ricostruire e raccontare la storia poco conosciuta degli oltre 50.000 soldati italiani che, tra il 1942 ed il 1945\/1946, furono detenuti in circa 140 campi di prigionia in territorio americano, attraverso anche i ricordi e le storie del mio bisnonno Giovanni Innocenti, Caporal Maggiore del Regio Esercito durante il secondo conflitto mondiale (1940-1945), catturato in Africa e deportato negli U.S.A.<\/span><\/p>\n<p><strong>PRIMA DELLA GUERRA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Giovanni nasce a Grignano (Brembate) in provincia di Bergamo il 4 febbraio 1921 da Giancarlo Innocenti e da Caterina Mapelli, entrambi contadini, nel cortile situato in via Innocenti 4, dove la famiglia convive con altri 4 o 5 nuclei familiari.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_8056\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8056\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8056 wp-image-5164\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image14-225x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8056\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni Innocenti<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Giovanni \u00e8 il primogenito di 8 figli, tra i quali una delle tre sorelle, Serafina, a cui \u00e8 molto affezionato, purtroppo muore a 18 anni in seguito al bombardamento alleato del 6 luglio del 1944 che colpisce l\u2019azienda dove lavora a Dalmine. In memoria della defunta sorella, nel 1951, Giovanni dar\u00e0 il nome della ragazza alla prima figlia, mia nonna, per l\u2019appunto Serafina Innocenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">A Grignano Giovanni conosce Pierina Teresa Bonetalli, classe 1926, figlia di un possidente antifascista, con la quale si sposer\u00e0 a guerra finita nel 1950.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il 27 gennaio 1940 Giovanni viene registrato al Distretto Militare di Bergamo e lasciato in congedo illimitato fino al 9 gennaio del \u201841, quando viene chiamato alle armi nel 24\u00ba Reggimento Fanteria Mobilitato. Nel 1935, data di inizio della campagna coloniale in Africa Orientale, Giovanni lascia la scuola, dopo aver completato 4 anni di scuola elementare presso Grignano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dal gennaio del 1939 e per i tre anni successivi Giovanni lavora presso la ditta edile Sala \u2013 Galimberti a Cusano Milanino come muratore. In uno dei documenti risulta specializzato nella costruzione di mura, tramezzi, altre strutture di mattoni e nell\u2019utilizzo di filo a piombo e livella. Giovanni \u00e8 impiegato anche nel settore tessile, nella produzione del rayon, una fibra trasparente ottenuta dalla lavorazione della cellulosa in bagno d\u2019acido.<\/span><\/p>\n<p><strong>LA GUERRA, LA CATTURA E IL TRASFERIMENTO<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il 5 aprile 1941 Giovanni cessa di essere mobilitato perch\u00e9 aggregato al deposito del 3\u00b0 Reggimento Fanteria Carristi per frequentare il corso di Motorista. Nel settembre dello stesso anno Giovanni viene nominato specializzato nella categoria \u201cPiloti\u201d e il 6 dello stesso mese si arruola come volontario specializzato nel 33\u00b0 Reggimento Carrista.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8055 aligncenter wp-image-5165\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image13-225x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\"><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8058 aligncenter wp-image-5166\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image2-300x212-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\"><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il 24 agosto 1942 Giovanni parte per via aerea per l\u2019Africa Settentrionale da Lecce e atterra a Tobruch, in Libia, qualche ora dopo. Qui, Giovanni Innocenti viene aggregato al 32\u00ba Reggimento Carrista \u201cVerona\u201d, al Centro Istituzione Carristi in Africa Settentrionale. Infine, il 29 dicembre 1942 Giovanni passa al 31\u00b0 Reggimento Carristi \u201cCentauro\u201d delle forze armate italiane in Libia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Da questo momento, fino al maggio 1943, Giovanni Innocenti combatte con il grado di Caporal Maggiore dell\u2019Arma fascista in Africa come camionista esperto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8047 aligncenter wp-image-5167\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image5-300x222-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"222\"><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il 10 maggio del 1943, durante un combattimento in Tunisia, spaventato e sconfortato in mezzo agli spari, Giovanni trova una bottiglia di alcool, forse Whisky o Cognac. Cos\u00ec, probabilmente per darsi coraggio, la beve. Ubriaco, si addormenta. Quando viene svegliato, ancora sotto l\u2019effetto dell\u2019alcool, in un primo momento non si rende conto di essere stato catturato dall\u2019esercito americano insieme ad alcuni dei suoi compagni. Per Giovanni ha quindi inizio un lungo periodo di prigionia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dalle segnalazioni sulla documentazione di prigionia di Giovanni, sappiamo che il 17 maggio del 1943 ricevette gratuitamente degli articoli per l\u2019igiene personale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Vista la difficolt\u00e0 nel mantenere i prigionieri di guerra nei campi di prigionia in nord Africa, le autorit\u00e0 Alleate decidono di trasferire la maggior parte dei prigionieri dell\u2019Asse negli Stati Uniti d\u2019America, eccetto alcuni (tra questi solo italiani), utili per essere sfruttati come manodopera sul luogo. Il trasferimento avveniva attraverso le navi da trasporto \u201cLiberty\u201d sopra alle quali i prigionieri venivano stipati per svariati giorni. Tra questi c\u2019\u00e8 Giovanni Innocenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Al momento dell\u2019arrivo in America, Giovanni pesava quasi 70 chili.<\/span><\/p>\n<p><strong>I SOLDATI ITALIANI NEGLI STATI UNITI D\u2019AMERICA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La stima dei soldati italiani trasportati in USA dal 1942 fino alla fine del conflitto\u00a0 raggiunge i 51.000 uomini. I campi di lavoro, ai quali i prigionieri di guerra italiani sono destinati, sono amministrati dall\u2019ufficio del maresciallo generale del preposto dell\u2019esercito degli Stati Uniti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">In seguito all\u2019armistizio dell\u20198 settembre 1943 tra l\u2019Italia e le forze Alleate, ai prigionieri viene data la possibilit\u00e0 di firmare un giuramento di fedelt\u00e0 al nuovo governo italiano, cosa che far\u00e0 anche Giovanni. Gli aderenti vengono quindi assegnati alle Italian Service Units (Unit\u00e0 italiane di servizio \u2013 ISU), unit\u00e0 di prigionieri di guerra italiani cooperanti con l\u2019esercito statunitense, che lavorano nei siti dove \u00e8 richiesta maggiormente la manodopera, tra questi ospedali, magazzini e centri di addestramento militare, lavorando cos\u00ec non solo a contatto con i civili ma anche con i soldati. Inoltre, le ISU godevano di un ottimo trattamento e di libert\u00e0 limitate. La quasi totalit\u00e0 dei prigionieri italiani (intorno al 90%) aderisce alle ISU, chi invece decide di non cooperare con l\u2019ente statunitense, dal 1944, \u00e8 internato in campi di lavoro dove le condizioni di vita sono pi\u00f9 rigide e dove talvolta sono costretti a patire la fame per mesi, come nel campo di Hereford, in Texas.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8053 aligncenter wp-image-5168\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image11-159x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"159\" height=\"300\"><\/p>\n<div id=\"attachment_8051\" style=\"width: 181px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8051\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8051 wp-image-5169\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image9-171x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"171\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8051\" class=\"wp-caption-text\">Carta d\u2019identit\u00e0 del prigioniero di guerra Innocenti Giovanni, numero di matricola 4370<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Per i cooperanti, invece, la fame \u00e8 l\u2019ultimo dei problemi. Ai detenuti vengono distribuiti alimenti e beni di ogni genere: schiuma da barba, tabacco o sigarette, dentifricio, abiti e scarpe, fino anche alla coca-cola. Questo, talvolta, permette ai prigionieri di aiutare la famiglia in Italia, preparando e spedendo pacchi di alimenti e beni di prima necessit\u00e0 a casa.<\/span><\/p>\n<p><strong>LA PRIGIONIA DI GIOVANNI IN AMERICA E IL RIMPATRIO<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dopo il lungo viaggio di trasferimento, il bastimento che trasporta Giovanni e altri prigionieri probabilmente approda nel porto di Boston (Massachusetts), punto di arrivo della maggior parte delle navi che trasportano i prigionieri di guerra. Da qui i soldati vengono trasferiti con tradotte ferroviarie civili verso i vari campi di destinazione.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Dopo essere stato in transito tra il 15 e il 25 giugno 1943, il primo campo per prigionieri di guerra dove Giovanni viene recluso \u00e8 in Indiana. Il 26 giugno 1943 viene infatti registrato nel campo di prigionia di Atterbury. Qui i prigionieri italiani iniziano ad arrivare dopo l\u2019armistizio dell\u2019Italia nel settembre 1943.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Entro il 4 maggio 1944 i detenuti italiani vengono trasferiti in altri campi di lavoro, ma rapidamente sostituiti con prigionieri tedeschi, che rimangono fino a quasi un anno dopo la fine della guerra.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">All\u2019arrivo nel campo a Giovanni, registrato con il numero di serie 5WI \u2013 4370, viene assegnato un documento d\u2019identit\u00e0 che riporta le sue generalit\u00e0 e le impronte digitali. Il detenuto deve avere sempre con s\u00e9 questa carta. Nei campi di prigionia, secondo la Convenzione di Ginevra, i prigionieri di guerra possono mantenere le proprie divise. Il 16 agosto del 1943, compila il documento con le sue generalit\u00e0 e viene rilasciato un documento con due fotografie identificative.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_8057\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8057\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8057 wp-image-5170\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image1-300x296-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"296\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8057\" class=\"wp-caption-text\">Documento di identificazione di Giovanni Innocenti<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">I prigionieri italiani ad Atterbury sono cattolici e chiedono un luogo dove pregare, cosa che il comandante del campo, tenente colonnello John Gammel, permette con un avvertimento: la piccola cappella deve essere realizzata con scarti di costruzione e vernice esistenti. La \u201cCappella nel prato\u201d viene costruita e consacrata durante l\u2019estate del 1943.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">A camp Atterbury, inoltre, Giovanni ha aderito alle Unit\u00e0 Italiane di Servizio, facendo richiesta d\u2019impiego.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_8052\" style=\"width: 236px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8052\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8052 wp-image-5171\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image10-226x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8052\" class=\"wp-caption-text\">Richiesta di impiego nelle Unit\u00e0 di Servizio Italiane<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Giovanni viene trasferito da Atterbury il 2 maggio 1944 e dal 5 maggio fino al 24 agosto dello stesso anno \u00e8 prigioniero come appartenente alle ISU nella <\/span><span style=\"font-weight: 400\">46\u00aa Compagnia italiana di servizio quartiermastri nel 310\u00aa battaglione quartiermastri, a Pine Camp, New York.<\/span><span style=\"font-weight: 400\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il campo di prigionia comprende 20 baracche, quattro strutture per la ristorazione, una mensa, un edificio ricreativo e altri uffici amministrativi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Secondo l\u2019opinione della maggioranza, i prigionieri di guerra italiani vengono trattati bene a Pine Camp. La loro dieta \u00e8 meno restrittiva di quella abituale e il complesso italiano comprendeva un panificio in cui vengono sfornati pane e dolci. Una tipica colazione include crema di grano, pancetta, pane, latte e caff\u00e8. Per cena, invece, vengono serviti tagliatelle in salsa di manzo, pur\u00e8 di patate, insalata, pane e burro, fagioli al forno e frutta.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">In un articolo del New York Sun del 1944, un interprete americano sostiene: \u201cQui non c\u2019\u00e8 razionamento. Ottengono in abbondanza tutto ci\u00f2 che non hanno mai avuto prima.\u201d L\u2019articolo afferma che gli italiani all\u2019inizio sono cos\u00ec stupiti di avere del burro che lo mangiavano come dessert.<\/span><\/p>\n<p><strong>AL COMANDO DELLA 46th COMPAGNIA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il 5 luglio del 1944, a Pine Camp, dopo aver mantenuto un comportamento scorretto durante l\u2019adunata mattutina, Giovanni viene punito con 7 giorni di consegna. Questa la motivazione della punizione da infliggere al Caporal Maggiore INNOCENTI GIOVANNI:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cMentre la compagnia era schierata per il rapporto mattutino ed il capo plotone aveva dato il comando AT EASE (a riposo), egli faceva eccezioni al capo plotone sul modo di chiedere rapporto ai capo squadra. Tre volte gli veniva intimato il silenzio e tre volte egli continuava a parlare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Successivamente, rotte le righe, egli si presenta al capo plotone e in modo sprezzante gli dice: \u201cMA CHI CREDETE DI ESSERE, NON AVETE ANCORA CAPITO CHE \u00c8 FINITA ?\u201d Richiamato a tenere un contegno pi\u00f9 corretto, continuava nel suo contegno irriverente, dando spettacolo della peggiore indisciplina alla compagnia, fino a quando un sottufficiale americano non lo portava via.\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00c8 recidivo nel persistere a parlare, tanto sulla posizione di AT EASE (a riposo), quanto nella posizione di ATTENTION (sull\u2019attenti).<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_8045\" style=\"width: 254px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8045\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8045 wp-image-5172\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image3-244x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8045\" class=\"wp-caption-text\">Documenti per richiesta di punizione da infliggersi al caporal maggiore Giovanni Innocenti<\/p>\n<\/div>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8048 aligncenter wp-image-5173\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image6-224x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\"><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">(Trascrizione del documento di punizione)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019ultimo trasferimento per Giovanni arriva in data 26 agosto 1944, quando da New York viene trasferito alla Base Aerea Militare di Pueblo in Colorado, dove rimane fino al 17 settembre del 1945, data del suo rilascio ufficiale. A Pueblo, Giovanni viene pi\u00f9 volte sottoposto a cure mediche nel laboratorio odontotecnico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Giovanni ricorda l\u2019esperienza della prigionia piacevolmente, rammentando come i prigionieri siano stati trattati bene e, talvolta, aiutati dal personale del campo. Settimanalmente Giovanni viene impiegato nelle campagne e nelle fattorie mentre la domenica, essendo giornata libera, ha la possibilit\u00e0 di uscire tranquillamente dal campo, facendo anche conoscenza con diverse ragazze del luogo.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8054 aligncenter wp-image-5174\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image12-225x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\"><\/p>\n<div id=\"attachment_8050\" style=\"width: 222px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8050\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8050 wp-image-5175\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image8-212x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8050\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni, ultimo uomo a destra, insieme ad altri prigionieri di guerra, forse gli stessi soldati italiani con i quali, mentre erano ubriachi, Giovanni venne catturato dagli inglesi<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_8049\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8049\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8049 wp-image-5176\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image7-300x290-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"290\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8049\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni, primo a sinistra, insieme ad alcuni compagni di prigionia e donne a Pueblo, in Colorado<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>IL RIMPATRIO DEI POW DAGLI STATI UNITI\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">A guerra conclusa, il 6 ottobre 1945, Giovanni viene rimpatriato in Italia, presumibilmente presso Napoli, dove insieme ad altri reduci viene derubato dei dollari guadagnati durante il periodo di detenzione e di vari oggettini in oro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Giovanni ritorna a casa all\u2019et\u00e0 di 23 anni, dopo oltre 2 anni di prigionia, pi\u00f9 pesante di quando part\u00ec per la guerra in Africa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il rimpatrio per i soldati nelle mani degli Alleati ha inizio abbastanza tardi, verso la fine del 1945 e si prolunga fino al settembre del 1946. Al loro rientro in Italia i reduci dalla prigionia vengono accolti con diffidenza dall\u2019istituzione italiana, che non si oppone alla lentezza dei rimpatri in Italia, poich\u00e9 temono che il loro orientamento politico sia ancora permeato dall\u2019ideologia fascista; in secondo luogo, il problema risiede anche nella difficolt\u00e0 di gestione del gran numero di ex detenuti di cui non si sapeva come accogliere e soprattutto cosa offrire a questo grandissimo numero di disoccupati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Proprio per la difficolt\u00e0 di trovare lavoro negli anni successivi alla guerra Giovanni emigrer\u00e0 in Belgio per qualche tempo.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_8046\" style=\"width: 273px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8046\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8046 wp-image-5177\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image4-263x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"263\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-8046\" class=\"wp-caption-text\">Dopo guerra, Giovanni in Belgio<\/p>\n<\/div>\n<p><strong><span style=\"color: #000000\">Lorenzo Roncaglia\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo si propone di ricostruire e raccontare la storia poco conosciuta degli oltre 50.000 soldati italiani che, tra il 1942 ed il 1945\/1946, furono detenuti in circa 140 campi di prigionia in territorio&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1229,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-1228","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-memoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1228","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1228"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1228\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6100,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1228\/revisions\/6100"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1229"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1228"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1228"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1228"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}