{"id":1184,"date":"2023-04-21T12:00:00","date_gmt":"2023-04-21T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/storie-di-resistenza-nel-piacentino\/"},"modified":"2026-09-18T10:21:17","modified_gmt":"2026-09-18T10:21:17","slug":"storie-di-resistenza-nel-piacentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/storie-di-resistenza-nel-piacentino\/","title":{"rendered":"STORIE DI RESISTENZA NEL PIACENTINO"},"content":{"rendered":"<p><em>Augurando a tutti <strong>buon 25 aprile<\/strong>, vi proponiamo questo articolo con cui <strong>Lorenzo Roncaglia<\/strong> ci fa conoscere le storie di alcuni dei <strong>partigiani<\/strong> che, dalla <strong>provincia di Piacenza<\/strong>, zona di origine di <strong>suo nonno<\/strong>, lottarono per la nostra <strong>Liberazione<\/strong>! Buona lettura\u2026<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-7472 aligncenter wp-image-1185\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/STORIE-DI-RESISTENZA-NEL-PIACENTINO_page-0001-720x340-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\"><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Questo articolo \u00e8 frutto di testimonianze raccolte da <\/span><strong>mio nonno, Spartaco Roncaglia<\/strong><span style=\"font-weight: 400\"><strong>,<\/strong> classe 1942, e a me tramandate dalle sue parole. Sin da bambino Spartaco, cresciuto in piccolo paese dell\u2019Emilia Romagna sulle rive del fiume Po (San Nazzaro d\u2019Ongina), \u00e8 vissuto in un\u2019ambiente antifascista, caratterizzato dai racconti partigiani del <\/span><strong>cugino Antonio Rossi<\/strong><span style=\"font-weight: 400\">, dell\u2019<\/span><strong>amico Giorgio<\/strong> <strong>Cigala<\/strong><span style=\"font-weight: 400\">, ex internato nei campi di concentramento e sterminio di nazisti, e di altre figure della resistenza locale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Partendo dall\u20198 settembre 1943, data in cui il padre di Spartaco, <\/span><strong>Giacomo<\/strong><span style=\"font-weight: 400\">, riesce a sfuggire da un rastrellamento nazista, fino ai primi giorni di aprile 1945, nel corso del seguente testo verranno raccontate alcune testimonianze di vita partigiana nel Piacentino.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7453\" style=\"width: 174px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7453\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7453 size-medium wp-image-5038\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image6-164x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"164\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7453\" class=\"wp-caption-text\">Nella fotografia, Giacomo Roncaglia insieme alla moglie Bruna Semi ed il figlio Spartaco<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>L\u2019OCCUPAZIONE NAZIFASCISTA E I PRIMI RASTRELLAMENTI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giacomo Roncaglia<\/strong><span style=\"font-weight: 400\">, classe 1908, dopo essere stato sul fronte francese, tra il 1941 ed il 1942 viene trasferito a Torino dove opera nei servizi ausiliari. Pi\u00f9 tardi fa richiesta di trasferimento a Piacenza dove presta servizio in prefettura. Non sarebbe pi\u00f9 stato mandato oltre frontiera, in quanto gi\u00e0 quasi trentacinquenne.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Inizialmente si sposta dal posto di lavoro in prefettura al paese di residenza in divisa, fin quando non gli fanno osservazione; se non avesse immediatamente smesso sarebbe stato passibile di pesanti sanzioni economiche, e talvolta, anche se in casi pi\u00f9 importanti, di arresto o di punizioni fisiche.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Fortunatamente, poco distante dalla prefettura di Piacenza abitano due sue cugine chiamate Del Fitto. Nel cortile dove queste vivono, tutti i giorni Giacomo Roncaglia lascia la bicicletta e gli abiti da borghese, si mette in divisa e si dirige sul posto di lavoro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La mattina dell\u2019otto settembre 1943 davanti alla prefettura manca il piantone. Le connessioni telefoniche sono interrotte ed in un ufficio alzando la cornetta Giacomo riceve come risposta: \u201cViva l\u2019Italia! Viva la libert\u00e0\u201d.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7452\" style=\"width: 272px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7452\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7452 size-medium wp-image-5039\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image5-262x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"262\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7452\" class=\"wp-caption-text\">Giacomo Roncaglia<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Poco dopo, scrutando negli uffici non trova nessuno, se non un capitano che si sta cambiando in borghese. Giacomo allora chiede cosa stia succedendo, ma gli viene risposto di non preoccuparsi. Stranito prende la bicicletta e si dirige dalle cugine. Poco prima di entrare nel loro cortile si accorge che nel cancello della prefettura stanno entrando due motocarrozzette ed un autoblindo tedesco. Prima di tornare a casa, Giacomo rimane dalle cugine un paio di giorni per paura di possibili rastrellamenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cA Piacenza ai tedeschi gliene sono scappati molti [di soldati italiani rastrellati nelle caserme n.d.r.], se uscivi dalla fila ti sparavano ma sai, la strada gira, uno trova un portone e ci si infila. C\u2019era anche uno del mio paese che si era salvato, gli altri li hanno portati in Germania\u201d: frammento di un racconto sull\u2019occupazione di Piacenza di Spartaco Roncaglia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019otto settembre del 1943 si trova invece a Milano <\/span><strong>Antonio Rossi<\/strong><span style=\"font-weight: 400\">, nato a Castelvetro Piacentino il 12 giugno 1923, arruolato come bersagliere motociclista. Appresa la notizia dell\u2019armistizio tra Italia e forze alleate, torna a casa a piedi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Antonio Rossi diventer\u00e0 cugino di mio nonno sposando nel 1950 Bianca Ragazzi, figlia di Rachele, sorella maggiore del padre di mio nonno. Una mia prozia, insomma.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7442\" style=\"width: 238px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7442\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7442 size-medium wp-image-5040\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image12-228x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7442\" class=\"wp-caption-text\">Antonio Rossi \u201cPALLA\u201d<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>I FRATELLI ROSSI E LE PRIME AZIONI PARTIGIANE<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Nel gennaio del 1944 i partigiani emiliani, visti gli incessanti rastrellamenti, sono costretti a salire in montagna. Fino a quel momento, infatti, riuscivano a nascondersi in casa spostandosi nella notte; dormendo addirittura sotto la riva del fiume Po.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Durante l\u2019inverno 1943-1944 Antonio si nasconde insieme al <\/span><strong>fratello maggiore Giovanni Rossi<\/strong><span style=\"font-weight: 400\">, che \u00e8 malato, nella cascina di cui era affittuaria la sua famiglia.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7450\" style=\"width: 221px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7450\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7450 size-medium wp-image-5041\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image3-211x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7450\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni Rossi \u201d CARLETTO\u201d<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La notte per sottrarsi ai rastrellamenti nazifascisti i due fratelli si rifugiano in un anfratto ricavato in campagna, che il padre aveva scavato sotto la tettoia dov\u2019erano accatastate le balle di fieno; la mattina, spostate due o tre di queste ed aperta la botola, i ragazzi tornavano in casa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Antonio e Giovanni vengono per\u00f2 catturati dai tedeschi e da militi della Repubblica Sociale Italiana, sicuramente per una soffiata, durante un rastrellamento. I fratelli Rossi vengono caricati su dei camion insieme ad altri 30 renitenti alla leva e ad alcune donne.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">A dieci chilometri da casa, a causa della fitta nebbia notturna, il camion esce di strada e le ruote entrano in fosso. I prigionieri vengono fatti scendere e costretti a spingere il camioncino, allora Antonio prende per mano il fratello e fuggono nei campi di stoppie di granoturco: i tedeschi gli sparano contro ma non li colpiscono. A venti o trenta metri di distanza i fratelli si gettano a terra. I due vagheranno per i campi per due o tre giorni. Delle 30 persone che erano con loro sul camion con loro, alla fine della guerra solo in tre fanno ritorno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Antonio ha sempre avuto un\u2019idea su chi potesse essere stato il delatore; un suo secondo cugino arrivato da poco nel cortile che aveva visto il padre dei fratelli Rossi scavare la buca nel fienile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Tornati a casa, Antonio (il cui nome di battaglia \u00e8 \u201cPALLA\u201d) imbraccia le armi, una pistola della guerra del 15\u2032-18\u2032 e un vecchio fucile da caccia del padre e sale in montagna: combatte sull\u2019appennino piacentino arruolato nella 62^ Brigata Luigi Evangelista \u2013 Distaccamento TAVANI.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7438\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7438\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7438 size-medium wp-image-5042\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image8-300x221-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"221\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7438\" class=\"wp-caption-text\">Tesserino di riconoscimento del corpo volontari libert\u00e0 della 62\u00b0 Brigata d\u2019Assalto Luigi Evangelista<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cLui, quel mio cugino l\u00ec [Antonio Rossi] con le armi era in gamba, eh, a parte che aveva fatto il bersagliere [\u2026] poi aveva un coraggio della Madonna\u201d: Spartaco Roncaglia sulla figura di Antonio Rossi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Giovanni \u201cCARLETTO\u201d entrer\u00e0 a far parte della resistenza armata il 18 marzo 1945 nella stessa brigata e nello stesso distaccamento del fratello: fino ad allora, anche se non si hanno notizie, precise probabilmente Giovanni Rossi era vissuto in latitanza. Dopo l\u2019arruolamento di Antonio, i fascisti prendono i suoi genitori e li trasportano a Parma per avere informazioni su dove si trova il figlio. Dopo essere stati rilasciati, tornano a casa a piedi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Nell\u2019inverno, il gruppo di Antonio cerca di assaltare i nazifascisti sulla Via Emilia un paio di volte, ma \u00e8 quasi impossibile. Con i compagni di Brigata ogni tanto scende sulla Via Emilia, dove passa un autoblindo con un paio di camion di tedeschi, i partigiani sparano svariati colpi, ma poi sono costretti a ritirarsi.\u00a0<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7449\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7449\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7449 size-medium wp-image-5043\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image2-300x218-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"218\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7449\" class=\"wp-caption-text\">Monticelli D\u2019Ongina, gruppo di partigiani, Antonio Rossi dovrebbe essere il ragazzo seduto sulla cannone del carro armato<\/p>\n<\/div>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-7446 aligncenter wp-image-5044\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image16-300x178-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"178\"><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Un gruppo di tre o quattro ragazzi del paese vicino a San Nazzaro tornando in montagna da casa poco prima dell\u2019alba con un Guzzi 50 viene fermato e trucidato dai nazisti. Infatti, il ragazzo piazzato di sentinella con il fucile mitragliatore sul cassone si era addormentato, non accorgendosi di conseguenza del nemico. Un errore che costa al gruppo la vita: i ragazzi vengono fermati dai tedeschi e fucilati sul posto. Molti ragazzi erano inesperti ed era difficile convincerli a fare da sentinelle, addirittura a quelli dei primi sei mesi del 1926 non verranno affidate delle armi in quanto non avevano ricevuto un addestramento militare .<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cC\u2019era un mio cugino, che \u00e8 morto da un po\u2019, che era del 25\u2032 o del 26\u2032 questo, era stato richiamato dalla Repubblica di Sal\u00f2, lui non \u00e8 andato, \u00e8 andato in montagna, ma le armi non gliele hanno mica date a quei ragazzi l\u00ec, perch\u00e9 non sapevano neanche usarle, li hanno tenuti l\u00ec un mese\u201d.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7448\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7448\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7448 size-medium wp-image-5045\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image1-215x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7448\" class=\"wp-caption-text\">Manifesto di propaganda delle Brigate Nere, 1944<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>ALTRI PROTAGONISTI DELLA LOTTA DI LIBERAZIONE E L\u2019ULTIMA BATTAGLIA PRIMA DELLA VITTORIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dario Roncaglia<\/strong><span style=\"font-weight: 400\"> (il cui nome di battaglia \u00e8 \u201cAURORA\u201d) \u00e8 nato a San Nazzaro il 2 aprile 1919 da Vincenza Roncaglia. Arruolato nella 62^ Brigata Luigi Evangelista dal 12 ottobre 1944, durante la lotta partigiana, in un periodo non identificabile, viene nascosto perch\u00e9 malato o ferito per 6 o 7 giorni in casa dei coniugi Giacomo Roncaglia e Bruna Semi, suoi cugini. Inoltre la coppia, anche in questo caso in un periodo di tempo non identificabile, deve ospitare in casa loro per una notte un soldato ucraino arruolato nelle file dell\u2019esercito tedesco.<\/span><\/p>\n<p><strong>Antonio Carini \u201cORSI\u201d<\/strong><span style=\"font-weight: 400\"> nel 1936 combatte nella Guerra civile spagnola, successivamente \u00e8 mandato al confino. Tornato in Italia, in seguito all\u2019armistizio del settembre 1943 \u00e8 uno degli organizzatori della resistenza nel suo territorio. Il 6 marzo 1944 viene fermato dai fascisti che lo trovano con una borsa di documenti. Antonio viene trasportato alla Rocca delle Caminate (Meldola) dove \u00e8 sottoposto a torture: lui non parla, anzi, incita gli altri partigiani prigionieri a resistere. Pi\u00f9 tardi viene legato a un\u2019auto e condotto al Ponte dei Veneziani dove prima viene pugnalato a morte dai fascisti e poi lasciato sulla sponda del fiume sottostante.\u00a0<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7443\" style=\"width: 252px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7443\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7443 size-medium wp-image-5046\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image13-242x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7443\" class=\"wp-caption-text\">Antonio Carini \u201cORSI\u201d<\/p>\n<\/div>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-7439 aligncenter wp-image-5047\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image9.jpg\" alt=\"\" width=\"176\" height=\"246\"><\/p>\n<p><strong>Giacomo Roncaglia<\/strong><span style=\"font-weight: 400\">, il mio bisnonno, aveva combattuto sul fronte francese nella compagnia mortai da 81 insieme ad Antonio Carini e al fratello <\/span><strong>Romolo<\/strong><span style=\"font-weight: 400\">. Un giorno scoppia una lite tra Romolo e un tenente. Antonio, preoccupato, chiama Giacomo. Arrivati alla postazione, i due, trovano Romolo che continua a rifiutarsi di caricare una cassa di armamenti su un mulo ritenendosi non capace di farlo. Infastidito dalle continue pretese del tenente, a un certo punto Romolo prende la cassa e la butta contro un muro. Inutile dire che gli armamenti al suo interno, particolarmente esplosivi, tra i quali piccole bombe, iniziarono a deflagrare.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7440\" style=\"width: 232px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7440\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7440 size-medium wp-image-5048\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image10-222x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7440\" class=\"wp-caption-text\">Romolo Carini \u201cBAFFO\u201d<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u201cDel mio paese, per esempio, che erano stati nei campi di concentramento c\u2019\u00e8 n\u2019erano sette o otto, o anche di pi\u00f9. C\u2019\u00e8 n\u2019era uno, un certo Cigala (Giorgio) che suo padre aveva un negozio che vendeva salumi, questo qua era stato proprio a Mauthausen; che era un campo di sterminio\u201d: Spartaco Roncaglia sull\u2019amico <\/span><strong>Giorgio Cigala<\/strong><span style=\"font-weight: 400\">, reduce dai campi di Mauthausen e Gusen II.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7437\" style=\"width: 228px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7437\" class=\"wp-caption-text\">Giorgio Cigala<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_7441\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7441\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7441 size-medium wp-image-5049\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image11-300x218-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"218\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7441\" class=\"wp-caption-text\">Documento di riconoscimento per gli internati civili a Mauthausen appartenuto a Giorgio Cigala<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>\u201cCelso\u201d Carini<\/strong><span style=\"font-weight: 400\"> (mio nonno purtroppo non ricorda se questo fosse il vero nome o solo un soprannome), fratello di Antonio e Romolo Carini, viene catturato sul fronte Greco. Era un uomo alto un metro e novanta e al momento della cattura il suo peso \u00e8 pi\u00f9 di 100 chili. Quando torna dalla prigionia, dopo tre mesi di ospedale, ne pesa 65.<\/span><\/p>\n<p><strong>Antonino Zaggi<\/strong> <span style=\"font-weight: 400\">nasce il 17 gennaio 1920, \u00e8 affetto da paralisi infantile e zoppo da una gamba. Nonostante questo \u00e8 un fulmine di agilit\u00e0. Di giorno, nel periodo della lotta di liberazione, Antonino spostandosi in bicicletta porta in montagna sacchi con le armi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Un giorno, durante la fuga da un gruppo di fascisti che lo cerca, Antonino si addentra in un bosco di Pioppi, dove nonostante lui continui a girare sempre intorno alla stessa pianta, i repubblichini non riescono a trovarlo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Antonino viene catturato durante il rastrellamento del 15 gennaio 1945: \u00e8 prima detenuto a Lugagnano e successivamente a Parma. Pi\u00f9 tardi viene instradato verso il lager di Bolzano. Mentre \u00e8 sulla tradotta di deportazione, Antonino riesce per\u00f2 a spostare delle assi dal pavimento del vagone in movimento e a fuggire.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7444\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7444\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7444 size-full wp-image-5050\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image14.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7444\" class=\"wp-caption-text\">Zaggi Antonino<\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il 5 aprile 1945 i fascisti sono acquartierati nelle scuole di Lugagnano d\u2019Arda quando hanno uno scontro armato con i partigiani locali. Ad un certo punto i fascisti smettono di sparare. Il partigiano <\/span><strong>Armando Chiappa<\/strong><span style=\"font-weight: 400\"> a quel punto incita il suo gruppo a procedere con l\u2019attacco corpo a corpo in quanto, secondo lui, i fascisti hanno finito le munizioni. In quel momento Antonio Rossi che sta caricando il suo fucile mitragliatore Brent, chiede a Chiappa di attendere cos\u00ec che, se un nemico fosse uscito allo scoperto, avrebbe potuto mitragliarlo. Ma Armando non vuole saperne e si allontana dal gruppo. Poco dopo un fascista armato di moschetto esce dall\u2019edificio: quando Chiappa se ne accorge, per\u00f2, \u00e8 troppo tardi: il colpo era gi\u00e0 stato sparato. Armando fa per voltarsi ma il proiettile lo colpisce alla schiena. Antonio Rossi ricorda come il proiettile trapass\u00f2 il corpo del compagno.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7447\" style=\"width: 215px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7447\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7447 size-medium wp-image-5051\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image17-205x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"300\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7447\" class=\"wp-caption-text\">Armando Chiappa<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_7451\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7451\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7451 size-medium wp-image-5052\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image4-300x222-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"222\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7451\" class=\"wp-caption-text\">Tesserino di riconoscimento appartenuto ad Armando Chiappa<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_7445\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7445\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7445 size-medium wp-image-5053\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image15-300x204-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\"><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-7445\" class=\"wp-caption-text\">Dopoguerra, il secondo uomo a sinistra \u00e8 Romolo Carini \u201cBAFFO\u201d (Fratello del partigiano Antonio Carni \u201cORSI\u201d), di fianco a lui la donna vestita di bianco \u00e8 Bianca Ragazzi mentre a destra, in mezzo ai due ragazzi inginocchiati c\u2019\u00e8 Antonio Rossi.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Lorenzo Roncaglia\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Augurando a tutti buon 25 aprile, vi proponiamo questo articolo con cui Lorenzo Roncaglia ci fa conoscere le storie di alcuni dei partigiani che, dalla provincia di Piacenza, zona di origine di suo nonno,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1185,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-1184","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-riflessioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1184"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1184\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6080,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1184\/revisions\/6080"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}