{"id":1119,"date":"2022-05-05T12:00:00","date_gmt":"2022-05-05T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/sono-una-ragazza-e-sono-stata-incinta\/"},"modified":"2026-09-18T10:21:15","modified_gmt":"2026-09-18T10:21:15","slug":"sono-una-ragazza-e-sono-stata-incinta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/sono-una-ragazza-e-sono-stata-incinta\/","title":{"rendered":"Sono una ragazza e sono stata incinta\u2026"},"content":{"rendered":"<p><em>Condividiamo la testimonianza di una nostra studentessa in merito a una gravidanza interrotta.<\/em><\/p>\n<p><em>Avvisiamo i lettori che il testo tratta un tema estremamente delicato: non \u00e8 certo una lettura da fare a cuor leggero, cos\u00ec come non \u00e8 con leggerezza che \u00e8 stato scritto e non \u00e8 con superficialit\u00e0 che abbiamo deciso di pubblicarlo.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6396 wp-image-4822\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/12473502_937663676324679_2159888646814203542_o-280x300-1.png\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"300\"><\/p>\n<p>Sono una ragazza e sono stata incinta.<\/p>\n<p>La mia \u00e8 una storia scomoda che deve essere raccontata. Non mi soffermer\u00f2 sui dettagli per non farmi riconoscere, tanto non \u00e8 questo l\u2019importante. Il mio scopo \u00e8 quello di diffondere la mia storia per far sentire meno soli le ragazze e i ragazzi che devono affrontare questa cosa.<\/p>\n<p>Sono rimasta incinta nonostante le precauzioni che ho preso. Nulla d\u00e0 una certezza al 100% e questo non ve lo dico per terrorizzarvi, ma per normalizzare la cosa. Succede e non sempre c\u2019\u00e8 una colpa. La mia famiglia mi ha colpevolizzata e per un po\u2019 l\u2019ho fatto anche io. Non fatelo. Prima smettete di farlo e prima affronterete i problemi che una gravidanza comporta.<\/p>\n<p>Vi ho detto che sono stata incinta perch\u00e9 ora non lo sono pi\u00f9.<\/p>\n<p>Sono andata incontro a una interruzione volontaria di gravidanza quando ero incinta di due mesi. \u00c8 un\u2019operazione chirurgica a basso rischio. Si fa in sedazione, quindi non si \u00e8 coscienti e dura poco.<\/p>\n<p>\u00c8 stata la cosa pi\u00f9 dura che abbia mai affrontato.<\/p>\n<p>Ho iniziato a piangere quando sono venuti a prendermi in camera e quando mi sono svegliata dall\u2019anestesia piangevo ancora. Non sono la persona pi\u00f9 adatta a descrivere le conseguenze mediche, ma io stavo bene fisicamente gi\u00e0 da 10 minuti dopo. Per quanto riguarda la parte psicologica, non sto ancora bene, ma ci arriveremo.<\/p>\n<p>La prima settimana in cui ho saputo di essere incinta \u00e8 stata la migliore della mia vita.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da tempo sentivo che cresceva qualcosa in me e, quando ho avuto la conferma, questa sensazione \u00e8 diventata pi\u00f9 forte. Lo sapevamo io, il mio fidanzato e la mia migliore amica, ed era perfetto. Ormai da un paio di anni sentivo l\u2019istinto di diventare madre e finalmente ne avevo la possibilit\u00e0. Il mio ragazzo e la mia amica mi appoggiavano. Conoscono questo lato di me e da un lato erano felici nonostante la preoccupazione.<\/p>\n<p>Dopo una settimana ho dovuto dirlo a mia madre. Non ci credeva e mi ha obbligata a fare un nuovo test.\u00a0 Anche quello positivo. Per lei l\u2019unica opzione era l\u2019interruzione. Qualche giorno dopo mi ha portata dal ginecologo che ha confermato la gravidanza. Cinque settimane. Mi ha spiegato le opzioni e il fatto che non avessi troppo tempo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6398 wp-image-4823\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/14.19.19-217x300-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\"><\/p>\n<p>Io nel frattempo mi ero convinta di tenerlo. Sapevo che sarebbe stato difficile e avevo iniziato a informarmi. Avevo scoperto che ci sono molti incentivi e assegni statali e avrei potuto fare richiesta della DAD per proseguire gli studi dopo il parto e prendere il diploma. La cosa pi\u00f9 assurda \u00e8 che, nonostante abbia cercato e ricercato, non ho trovato un regolamento riguardante le studentesse in stato di gravidanza o madri (o studenti padri) nelle scuole secondarie, anche se so per certo che non sono la sola che \u00e8 rimasta incinta. \u00c8 una cosa che vorrei cambiasse e per farlo spero che qualcuno di competenza legga.<\/p>\n<p>Nel viaggio di ritorno dal ginecologo ho provato a dire a mia madre che avrei voluto tenerlo. Le ho detto delle mie ricerche e dei calcoli dei costi che avevo fatto. La sua risposta non uscir\u00e0 mai dalla mia testa: \u201cTi sto lasciando la possibilit\u00e0 di scegliere, ma se farai la scelta sbagliata sceglier\u00f2 io per te\u201d. Questa frase mi ha distrutta e sono diventata talmente debole che non sono riuscita a rimanere ferma sulle mie decisioni.<\/p>\n<p>Ho avuto paura di rimanere sola. Per me prendere decisioni non \u00e8 mai stato difficile. Era sempre stato tutto s\u00ec o no, non esistevano forse. Questa \u00e8 stata l\u2019unica scelta che mi ha messa in crisi. Io volevo una cosa e sono stata troppo debole e spaventata per averla. Mi sono pentita all\u2019istante.<\/p>\n<p>Lo so che \u00e8 difficile, ma non lasciarti influenzare: \u00e8 una scelta che porterai con te per sempre ed \u00e8 giusto che sia solo tu a prenderla. Ogni volta che parlavo con qualcuno, il risultato della conversazione era: lo tengo. Poi, per\u00f2, quando dovevo confrontarmi con i miei genitori finivo sempre seppellita. Ho passato un periodo terribile in cui piangevo in continuazione ed ero circondata da persone che volevano costringermi a interrompere la gravidanza.<\/p>\n<p>Alla fine ho detto: \u201cAndiamo a vedere al consultorio, che sar\u00e0 mai, al limite mi tiro indietro\u201d. Quando contattammo il consultorio scoprimmo che, essendo minorenne, serviva la firma di mio padre. E cos\u00ec due giorni prima dell\u2019appuntamento lo scopr\u00ec anche lui. La tensione aument\u00f2 e le pressioni peggiorarono.<\/p>\n<p>Era un gioved\u00ec mattina quando andammo l\u00e0. Tutti gli infermieri e i medici che mi giudicavano pi\u00f9 o meno velatamente. E compilammo un sacco di moduli.<\/p>\n<p>Dopo la visita ginecologica incontrai un\u2019assistente sociale. \u00c8 stata l\u2019unica gentile. Abbiamo parlato e mi ha proposto l\u2019adozione. Se solo l\u2019avessi presa in considerazione, magari ora potrei ancora scegliere di avere mio figlio\u2026<\/p>\n<p>Mi diedero l\u2019appuntamento per il mercoled\u00ec successivo. Neanche una settimana dopo. Se solo avessi avuto pi\u00f9 tempo.<\/p>\n<p>Il luned\u00ec ho fatto il prericovero, ma sono risultata positiva al covid. Mi hanno spostato l\u2019intervento al venerd\u00ec. Ho passato tutta quella settimana da sola. L\u2019assistente sociale mi aveva chiesto di incontrarla intuendo i miei dubbi, ma non potevo. Se l\u2019avessi vista.<\/p>\n<p>Continuo a mettere tutti questi se\u2026<\/p>\n<p>Non so cosa mi abbia portata qui. A volte incolpo la mia debolezza, altre i miei genitori, altre ancora il fato. La verit\u00e0 \u00e8 che non lo so e non lo sapr\u00f2 mai. Non so quale granello abbia sbilanciato la bilancia. E se anche tu dovessi prendere una decisione simile e dovessi chiederti alla fine cosa ti ha portato l\u00ec, non chiedertelo, perch\u00e9 tanto non avrai una risposta e cos\u00ec ti risparmierai dolore e ore di sonno. Qualunque decisione prenderai, probabilmente non saprai neanche tu come ci sei arrivata, se te lo chiederai. Ma \u00e8 meglio non chiederselo.<\/p>\n<p>Quel dannato venerd\u00ec mi sono svegliata all\u2019alba. Arrivata in ospedale, mi hanno messa in una stanza in ginecologia. Mi hanno visitata e ho visto mio figlio per l\u2019ultima volta. Poi mi hanno dato gli antibiotici e mi hanno inserito delle capsule per dilatare e ammorbidire il collo dell\u2019utero. Mi hanno ricoverata in pediatria per aspettare. Sono passate delle ore. Quando sono venuti a chiamarmi sono scoppiata in lacrime. Tutte le emozioni che avevo trattenuto dietro una maschera di ironia erano uscite. Arrivata fuori dalla sala operatoria ormai, tra un singhiozzo e l\u2019altro, facevo fatica a respirare. C\u2019era un\u2019infermiera gentile che mi ha tenuto la mano. Mi hanno dato un sedativo per calmarmi. Poi mi hanno portata dentro.<\/p>\n<p>Mi girava la testa e penso di aver parlato un po\u2019 a vanvera. Credo anche di aver ringraziato il chirurgo, non so. Poi mi hanno iniettato l\u2019anestesia. Ho sentito freddo e pizzicore alla faccia poi nulla\u2026<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6397 wp-image-4824\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/pe1bdeb2e8083_936_1134-248x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"300\"><\/p>\n<p>Il primo ricordo dopo \u00e8 quando ero in ascensore. Piangevo e ho cercato di raggomitolarmi, subito sgridata dalle infermiere. In camera mia madre ha cercato di avvicinarsi. Le ho urlato contro. Appena ho smesso di piangere, \u00e8 tornata l\u2019ironia. Ero impaziente e affamata. Mi hanno iniettato un altro farmaco per evitare di formare anticorpi contro le gravidanze. Il sanguinamento, infatti, potrebbe segnalare al corpo che la gravidanza era un problema e quindi i miei anticorpi aggredirebbero mio figlio in una possibile futura gravidanza. Comunque, in quattro ore sono stata dimessa e sono tornata nel mio isolamento. Questa volta completamente sola.<\/p>\n<p>Il luned\u00ec sono risultata negativa e mia madre positiva. Oltre a tenere a bada i miei sentimenti, ho dovuto tenere la casa, cucinare, pulire, lavare, ecc. Intanto sono tornata a scuola. Ho preso le mie prime insufficienze in pi\u00f9 di sei anni. Scoppiavo a piangere durante le lezioni e non mi concentravo pi\u00f9. Continuavo a urlare addosso alle persone per tutta la rabbia che avevo dentro.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 arrivata la tristezza. Ho iniziato a vedere una psicologa che un po\u2019 mi ha aiutata. Ma a distanza di due mesi la situazione non \u00e8 molto migliorata. Da poco mi hanno diagnosticato il disturbo da stress post-traumatico e credo che dovr\u00f2 entrare in terapia per desensibilizzare il ricordo.<\/p>\n<p>La situazione non \u00e8 semplice, ma sto cercando di combattere. I miei voti sono un\u2019altalena e il mio umore cambia pi\u00f9 velocemente che mai. Spesso mi sento sola e triste, anche se il mio fidanzato fa di tutto per farmi star meglio. Mi ha regalato quantit\u00e0 industriali di cioccolato solo perch\u00e9 aumenta le endorfine e mi fa spesso il solletico per vedermi sorridere.<\/p>\n<p>Tra poco sar\u00e0 la festa della mamma. Sar\u00e0 particolarmente difficile. Una donna quando rimane incinta diventa subito una madre, che la gravidanza finisca bene o meno. Il corpo di una mamma che ha ospitato suo figlio, anche se per poco, ha usato le sue energie per crearlo e lo ha amato. Una madre ama il figlio e lo sente dal primo istante, anche se ancora non sa se \u00e8 l\u00ec. Ora io sono una madre senza un figlio e credo sia uno dei dolori pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Ora conosci la mia storia. Ora sai cosa si prova nella mia posizione, in base alla strada che ho scelto. Tu non sei me, ma scegli bene e consapevolmente perch\u00e9 riguarda te e al massimo il padre. Nessun altro.<\/p>\n<p><strong>Una studentessa<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Condividiamo la testimonianza di una nostra studentessa in merito a una gravidanza interrotta. 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