{"id":1070,"date":"2021-06-02T12:00:00","date_gmt":"2021-06-02T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/anche-noi-siamo-presenti\/"},"modified":"2026-09-18T10:21:13","modified_gmt":"2026-09-18T10:21:13","slug":"anche-noi-siamo-presenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/anche-noi-siamo-presenti\/","title":{"rendered":"ANCHE NOI SIAMO PRESENTI"},"content":{"rendered":"<p><em>In occasione della Giornata Mondiale dei Disturbi Alimentari (World Eating Disorders Action Day) pubblichiamo un racconto che descrive con coraggio la lotta che combatte chi deve affrontare ogni giorno problematiche alimentari. Per farsi forza. Per poter dire: \u201cAnche noi siamo presenti!<\/em>\u201c<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"626\" height=\"417\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/gradient-world-eating-disorders-action-day-banners-set_23-2148934591.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5945 wp-image-4605\"><\/figure>\n<p>\u201cIo mi piaccio\u201d. Detto altrimenti: possiedo una certa stima nei miei confronti, mi trovo particolarmente attraente. Con \u201cIo mi piaccio\u201d si intende questo.\u00a0<\/p>\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 la bellezza? \u00c8 una strana parola se ci si pensa. Non per nulla \u00e8 una caratteristica soggettiva. Ci si pu\u00f2 sentire delle persone esteticamente intriganti, ma possiamo davvero essere sicuri di esserlo per gli altri?<\/p>\n<p>Eccola qui: l\u2019insicurezza. E no, questo non \u00e8 soggettivo. Arriver\u00e0 quel giorno in cui ci si osserver\u00e0 con attenzione allo specchio e si troveranno tutti i \u201cdifetti\u201d che le altre persone possono aver individuato ben prima di noi. Probabilmente si pu\u00f2 anche non possedere caratteristiche estetiche negative, eppure si riesce sempre a trovare qualcosa in s\u00e9 che non funziona come si vorrebbe.\u00a0<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/images-1-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5941 wp-image-4606\"><\/figure>\n<p>Ci si continua a guardare giorno dopo giorno:\u00a0 un foruncolo. Inammissibile, bisogna nasconderlo agli altri! Le occhiaie infossate sotto agli occhi\u2026 Che penseranno gli altri? Mica si pu\u00f2 passare per quelli che non dormono e passano le ore della notte a messaggiare sui Social o giocare alla Play! I capelli fuori posto. Che schifo! Vanno tagliati.\u00a0<\/p>\n<p>Poi i difetti si trasformano in problemi inesistenti: si ingrassa. \u00c8 il momento di mettersi a dieta. Mica ci si pu\u00f2 presentare come delle balene spiaggiate. Poi ci si lamenta se le altre persone non ci considerano belli.\u00a0<\/p>\n<p>E parte tutto da qui. Si comincia il primo giorno a trovare diete speciali che possano funzionare. Si conteggiano calorie ogni giorno su fogli di carta e, l\u00ed per l\u00ed, la cosa non sembra causare problemi. Si continuano a trascorrere le giornate, le settimane, i mesi, scrivendo dei numeri che magari agli altri potranno sembrare insignificanti, ma per noi stanno diventando significativi. Per\u00f2 quanto significativi?\u00a0<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/images-2-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5942 wp-image-4607\"><\/figure>\n<p>Troviamo quei tipi di persone che riescono a non farsi coinvolgere in maniera estrema da quei calcoli. Raggiungono l\u2019obiettivo da loro scelto e riescono a moderare la loro quantit\u00e0 di cibo senza doverla segnare da nessuna parte, senza il bisogno di appuntarla su un blocco note\u2026\u00a0<\/p>\n<p>Ma bisogna rendersi conto che ci siamo anche noi. Noi che, procedendo a trascrivere tutte quelle cifre, ci facciamo coinvolgere da loro. Dai numeri. Sono semplici numeri no? Non \u00e8 cos\u00ec per noi. Diventa quasi una gara. \u201cSono capace di non superare il millecinquecento?\u201d. Il nostro autocontrollo dice: \u201cNo\u201d. Di conseguenza i numeri non si abbassano. Rimangono l\u00ed tra il millecinquecento e il milleseicento. \u201cDevo cambiare metodo\u201d, ci imponiamo. Il \u201cmassimo\u201d diventa \u201ctroppo\u201d e il contrario, quindi il \u201cminimo\u201d si trasforma in \u201cmassimo\u201d. Si riesce cos\u00ec ad abbassare la quantit\u00e0 di calorie. Il problema \u00e8 il seguente: per quanto tempo?\u00a0<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"626\" height=\"626\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/organic-flat-world-eating-disorders-action-day-illustration_23-2148942091.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5943 wp-image-4608\"><\/figure>\n<p>Il grafico sale di nuovo. Opl\u00e0, ci si trova a millecinquecento calorie un\u2019altra volta. Per\u00f2 \u00e8 giusto, \u00e8 l\u2019esatta quantit\u00e0. Ma noi diciamo ancora una volta \u201cNo\u201d. Quello ormai \u00e8 il nostro \u201ctroppo\u201d. Ci ritroviamo in preda al panico, ai sensi di colpa, a tutti i problemi psichici inimmaginabili. Per cosa? Per il \u201cgiusto\u201d che \u00e8 mutato in \u201ctroppo\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Le calorie, ormai nostre rivali, si smaltiscono facendo movimento, \u00e8 risaputo da tutti. Ci proviamo, ed eccoci l\u00ed a correre per casa o da qualche parte, dipende dalle preferenze. Wow! Improvvisamente sappiamo anche fare gli addominali senza problemi, ci sentiamo cos\u00ec carichi nello smaltire le nostre nemiche che siamo atleti in tutte le attivit\u00e0! Anche saltare con la corda tutto d\u2019un tratto non \u00e8 pi\u00f9 faticoso. Incredibile!\u00a0<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><span class=\"click-missing-image\"><\/span><\/figure>\n<p>Eppure abbiamo ancora il \u201cNo\u201d che pende dalle nostre labbra. Non cambia. Perch\u00e9? Stiamo facendo l\u2019inimmaginabile! Ecco quindi che ritorna trionfante il nostro primo nemico: l\u2019autocontrollo nel consumare cibo. Cos\u00ec, in testa sorgono strani pensieri. Dato che non siamo capaci di vincere sul nostro VOLER mangiare, dobbiamo cambiare metodo.\u00a0<\/p>\n<p>Se smaltire non basta, la soluzione potr\u00e0 essere espellere? Potr\u00e0 sembrarvi un\u2019idea geniale, ma come si pu\u00f2 mettere in pratica la tattica? Vi presentiamo nostro malgrado il rigetto.\u00a0<\/p>\n<p>Scandalo. Come darvi torto? Anche noi stessi siamo consapevoli che \u00e8 sbagliato. Cominciamo in questo modo, dicendo: \u201cMa s\u00ec, dai, che sar\u00e0 mai, basta farlo poche volte, giusto il momento in cui ho superato il mio budget\u201d. Questa frase ce la ripetiamo pure nella mente, quando stiamo compiendo quell\u2019atto poco sano. Da una volta a settimana diventano due le volte, poi aumentano a tre, quattro, fino a raggiungere tutti i giorni.\u00a0<\/p>\n<p>Noi per\u00f2 non ce ne rendiamo conto, \u00e8 ancora poco. Per di pi\u00f9, se abbiamo qualche amico nella nostra stessa situazione lo riusciamo a capire, per\u00f2 non vogliamo che faccia quello che stiamo facendo noi a nostra volta, e questo per il suo bene.\u00a0<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"400\" height=\"400\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/D2dNdy30_400x400.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5948 wp-image-4609\"><\/figure>\n<p>Non riusciamo a pensare che gli altri possono preoccuparsi della nostra salute e delle nostre condizioni. Il corpo in ogni caso \u00e8 nostro, no? Quindi decidiamo noi cosa farci, se bruciarlo con i succhi gastrici o smettere di tormentarlo. Ma noi decidiamo di incendiarci ancora. Mentre il tempo vola e noi procediamo a scrivere quei dannati numeri e a trascorrere i periodi bui della giornata nel bagno, ci guardiamo allo specchio. Magari ci pu\u00f2 sembrare che non siamo ancora cambiati, ma ci fissiamo per un lungo periodo e infine ci autoconvinciamo di star cambiando. E tutti contenti ci dirigiamo dai nostri genitori, o da uno dei due in particolare, e gli mostriamo la nostra gioia: \u201cMamma, sto dimagrendo?\u201d. A nostro parere quella domanda \u00e8 retorica, e per una volta ci aspettiamo un \u201cS\u00ec\u201d. Lei ci osserva, consapevole della nostra dieta, consapevole dei nostri sgarri, ma del tutto ignara riguardo al nostro segreto (o forse pi\u00f9 a conoscenza di noi\u2026). \u201cNo, per me sei sempre uguale\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Crollo emotivo. Dentro di noi si scatenano tempeste e diluvi implacabili. Eppure a noi sembra che stia accadendo qualcosa rispetto a prima. Lo specchio ci indica cose banali che magari a noi interessano pi\u00f9 del dovuto. Oltre a guardare la vita, l\u2019addome o le gambe, notiamo le piccole cose: magari il viso pi\u00f9 ombreggiato, oppure le braccia che cominciano a diminuire di volume e molti altri dettagli che a noi paiono grossi passi avanti o indietro. Quindi ci ritroviamo in questa situazione di confusione: \u201cDevo continuare o no?\u201d. Il dubbio rimane l\u00ed.\u00a0<\/p>\n<p>Stiamo sbagliando o \u00e8 tutto normale? Ci vuole tempo? Sappiamo che non \u00e8 giusto, che non va bene come cosa, per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 forte di noi, ed \u00e8 diventata una routine quotidiana. \u00c8 come se continuassimo a martellarci il dito. Fa male, tanto male, siamo consapevoli che proviamo dolore, ma noi continuiamo a colpire il dito. Si chiama \u201cmasochismo\u201d da un certo punto di vista. Eppure non smettiamo.\u00a0<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"960\" height=\"450\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/pngtree-world-eating-disorders-action-day-2021-save-the-date-2nd-june-image_613369.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5944 wp-image-4610\"><\/figure>\n<p>Ci assalgono altri sensi di colpa che non riguardano per\u00f2 il nostro aspetto: se sappiamo che non dobbiamo mangiare troppo, perch\u00e9 lo facciamo per poi buttare tutto via? \u00c8 uno spreco. I nostri genitori hanno pagato per offrirci quel cibo che noi vogliamo, ma non possiamo permetterci di assimilare. Ci costringiamo cos\u00ec a imporre delle pause al nostro procedimento.\u00a0<\/p>\n<p>Dobbiamo resistere a due manie che ci risultano dure da superare: mangiare e rimettere. Pu\u00f2 darsi che ricapiti, \u00e8 vero, ma questa diventa la gara di resistenza pi\u00f9 faticosa da affrontare finora in tutta la nostra vita, giusto per non rendere vano quello che i nostri genitori spendono. D\u2019altra parte i soldi non crescono sugli alberi, non \u00e8 cos\u00ec? Inoltre siamo sicuri che le persone che ci considerano cari non vorrebbero mai che noi compissimo questa azione insensata. E poi abbiamo bisogno di fare questo ragionamento: non c\u2019\u00e8 soddisfazione a rimettere quello che mangiamo, noi sappiamo che lo stiamo facendo perch\u00e9 abbiamo fallito, perch\u00e9 non abbiamo saputo tenere a bada la nostra gola, un peccato. <\/p>\n<p>Invece saremmo molto pi\u00f9 fieri di noi stessi se provassimo a mantenere l\u2019autocontrollo a tavola, perch\u00e9 sarebbe la rappresentazione della vittoria sul peccato della gola. Facciamoci forza. Soprattutto in questo periodo. Sosteniamoci a vicenda.<\/p>\n<p>Anche noi siamo presenti.<\/p>\n<p><strong>G. E.<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/presenti-720x340-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5968 wp-image-1071\"><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della Giornata Mondiale dei Disturbi Alimentari (World Eating Disorders Action Day) pubblichiamo un racconto che descrive con coraggio la lotta che combatte chi deve affrontare ogni giorno problematiche alimentari. 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