{"id":1041,"date":"2021-03-18T12:00:00","date_gmt":"2021-03-18T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/interviste-impossibili-alle-vittime-della-mafia\/"},"modified":"2026-09-18T10:21:12","modified_gmt":"2026-09-18T10:21:12","slug":"interviste-impossibili-alle-vittime-della-mafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/interviste-impossibili-alle-vittime-della-mafia\/","title":{"rendered":"Interviste impossibili alle vittime della mafia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"341\" height=\"246\" class=\"wp-image-5693 wp-image-4492\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DIAintroduzione.jpg\" alt=\"\"><\/figure>\n<\/div>\n<p><em>Nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 di Educazione Civica, la <strong>1D<\/strong> si \u00e8 occupata quest\u2019anno della <strong>Mafia e dell\u2019Antimafia<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019interesse per l\u2019argomento, ma soprattutto la sensibilit\u00e0 mostrata nei confronti delle vittime della Mafia ha fatto nascere l\u2019idea di far <strong>realizzare delle interviste impossibili alle vittime della Mafia<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>I ragazzi, per\u00f2, erano interessati non solo alle vittime coinvolte personalmente, ma anche alle vittime \u201ccollaterali\u201d, potremmo dire. Cos\u00ec hanno chiesto di poter scegliere liberamente a chi fare la loro intervista impossibile. Di fronte a tanto entusiasmo ogni richiesta \u00e8 da accogliere e l\u2019ho fatto anche con curiosit\u00e0. Volevo proprio vedere cosa sarebbero riusciti a fare e l\u2019ho visto! <\/em><\/p>\n<p><em>I personaggi intervistati sono parenti di vittime illustri, come la <strong>moglie di Paolo Borsellino<\/strong>,\u00a0<strong>Agnese<\/strong>\u00a0<strong>Piraino<\/strong>\u00a0<strong>Leto<\/strong>, che non ha mai smesso di lottare contro la mafia, ma anche persone comuni, che hanno avuto l\u2019onore di conoscere qualche vittima illustre, come il conoscente di <strong>Emanuele<\/strong>\u00a0<strong>Notarbartolo<\/strong>\u00a0di San Giovanni (Palermo, 23 febbraio 1834 \u2013 Termini Imerese, 1\u00ba febbraio 1893) un banchiere e politico italiano, considerato la prima vittima eccellente di Cosa Nostra in Italia.<\/em><\/p>\n<p><em>Certo non potevano mancare le interviste a vittime illustri e dirette della Mafia come il <strong>giudice<\/strong> <strong>Paolo Borsellino<\/strong>, ucciso poco dopo <strong>Giovanni Falcone<\/strong>, di cui pure c\u2019\u00e8 l\u2019intervista, o il <strong>giudice Rosario Livitino<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 stato colto, inoltre, il valore di giornalisti che per dovere di cronaca si sono esposti ai rischi di chi si oppone a certa violenza, cadendo in nome della libert\u00e0 di parola. Troverete per questo l\u2019intervista a <strong>Giuseppe Impastato<\/strong> (Cinisi, 5 gennaio 1948 \u2013 Cinisi, 9 maggio 1978), giornalista, conduttore radiofonico e attivista italiano, membro di Democrazia Proletaria e noto per le sue denunce contro le attivit\u00e0 di Cosa Nostra, a seguito delle quali fu assassinato il 9 maggio 1978, e a <strong>Mauro De Mauro<\/strong>, (Foggia, 6 settembre 1921 \u2013 Palermo, 16 settembre 1970 ) giornalista italiano, rapito da Cosa nostra e mai pi\u00f9 ritrovato, perch\u00e9 cercava la verit\u00e0 sulla morte del Presidente dell\u2019ENI, Enrico Mattei.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>A sorpresa, per\u00f2, sono arrivate due interviste a personaggi della Mafia, <strong>come Frank Costello<\/strong>, pseudonimo di Francesco Castiglia (Cassano allo Ionio, 26 gennaio 1891 \u2013 New York, 18 febbraio 1973), mafioso italiano naturalizzato statunitense legato a Cosa nostra statunitense, che fu soprannominato \u00abprimo ministro della malavita\u00bb dalla stampa statunitense, e <strong>Salvatore Riina<\/strong> (Corleone, 16 novembre 1930 \u2013 Parma, 17 novembre 2017), noto boss di Cosa nostra, considerato il capo dell\u2019organizzazione dal 1982 fino al suo arresto, avvenuto il 15 gennaio 1993; l\u2019intervista a quest\u2019ultimo \u00e8 condotta con un tono distaccato, ma scevro di alcuna volont\u00e0 accusatoria, perch\u00e9\u00a0 le domande vengono rivolte non tanto a un crudele assassino, quanto a un uomo con le sue sofferenze.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 con lo stesso <strong>entusiasmo dei ragazzi<\/strong> che le hanno realizzate che vi invito a leggere le loro interviste, perch\u00e9\u00a0 racchiudono pensieri delicati e proteggono la <strong>speranza che i giovani di oggi<\/strong>, gli studenti, i nostri ragazzi, in futuro <strong>avranno il coraggio di dire no alla Mafia <\/strong>e di lottare per la giustizia e la legalit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><strong>Professoressa Anna Di Colandrea<\/strong><\/p>\n<h2>INTERVISTA IMPOSSIBILE A PEPPINO IMPASTATO<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"480\" class=\"wp-image-5692 wp-image-4493\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/peppino-impastato-biografia-1024x480-1.jpg\" alt=\"\"><\/figure>\n<p><strong>Mattia<\/strong>: \u201cBuongiorno signor Impastato, \u00e8 un vero onore poterle fare questa intervista. Lei ha segnato la vita di molte persone ed \u00e8 un esempio per molti anche dopo tutto questo tempo che \u00e8 passato dalla sua morte.\u201d<\/p>\n<p><strong>Peppino<\/strong>: \u201cBuongiorno a lei signor De Angelis. La ringrazio molto per le sue parole. Possiamo darci del \u201ctu\u201d? Non amo molto tutto questo\u00a0 essere formale. Siamo tutti uguali!\u201d<\/p>\n<p><strong>Mattia<\/strong>: \u201cCertamente, per me va benissimo. Parto con la prima domanda: perch\u00e9 hai deciso di non stare in silenzio e hai avuto il coraggio di parlare?\u201d<\/p>\n<p><strong>Peppino<\/strong>: \u201cHo deciso di parlare perch\u00e9 ho visto morire mio zio, che era un boss mafioso della fine degli anni \u201970.\u201d<\/p>\n<p><strong>Mattia<\/strong>: \u201cE questo fatto come ha inciso sulla tua decisione di parlare?\u201d<\/p>\n<p><strong>Peppino<\/strong>: \u201cQuesto fatto mi ha segnato profondamente, perch\u00e9 ho scoperto che in realt\u00e0 \u00e8 stato ucciso e non \u00e8 morto di morte naturale.\u201d<\/p>\n<p><strong>Mattia<\/strong>: \u201cQuindi hai avuto paura?\u201d<\/p>\n<p><strong>Peppino<\/strong>: \u201cS\u00ec, ho avuto paura di quel mondo, per me e per la mia famiglia.\u201d<\/p>\n<p><strong>Mattia<\/strong>: \u201cPurtroppo, alla fine, come sappiamo, sei stato ucciso proprio per non essere rimasto in silenzio. Sei stato orgoglioso di vedere tutta quella gente al tuo funerale?\u201d<\/p>\n<p><strong>Peppino<\/strong>: \u201cS\u00ec, sono stato molto molto orgoglioso di vedere tutta quella gente. Non tanto per me, quanto per il fatto che ero sicuro di aver lasciato un buon esempio. E per aver incoraggiato le persone a reagire contro la mafia.\u201d<\/p>\n<p><strong>Mattia<\/strong>: \u201cTra i vari strumenti che utilizzavi per parlare con le persone c\u2019era la radio. Ce ne vorresti parlare?\u201d<\/p>\n<p><strong>Peppino<\/strong>: \u201cS\u00ec, certo. La radio che utilizzavo era Radio Aut. In quel programma radiofonico cercavo di informare le persone di tutte le ingiustizie che la mafia compiva nel nostro territorio.\u201d<\/p>\n<p><strong>Mattia<\/strong>: \u201cQuindi la radio \u00e8 stata un ottimo strumento. Cosa ne pensi invece della stampa?\u201d<\/p>\n<p><strong>Peppino<\/strong>: \u201cLa radio \u00e8 stata molto utile perch\u00e9 era uno strumento illegale che nessuno poteva controllare. La stampa, invece, purtroppo, era molto influenzata e controllata dai politici corrotti e dai boss mafiosi.\u201d<\/p>\n<p><strong>Mattia<\/strong>: \u201cCome sai, hanno fatto un film sulla tua vita, intitolato \u201cI CENTO PASSI\u201d. Che cosa ne pensi del film?\u201d<\/p>\n<p><strong>Peppino<\/strong>: \u201cPenso che, anche se ci sono delle imprecisioni importanti, \u00e8 un ottimo modo per tenere vivo il mio messaggio anche tra i giovani di oggi.\u201d<\/p>\n<p><strong>Mattia<\/strong>: \u201cDi quali imprecisioni parli?\u201d<\/p>\n<p><strong>Peppino<\/strong>: \u201cQualcosa manca. Io avrei aggiunto pi\u00f9 scene sugli scontri tra la polizia e gli studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo ed il viaggio di mio padre a New York. Rimane comunque un capolavoro.\u201d<\/p>\n<p><strong>Mattia<\/strong>: \u201cChe messaggio vuoi lasciare ai giovani di oggi?\u201d<\/p>\n<p><strong>Peppino<\/strong>: \u201cLo squilibrio c\u2019\u00e8 sempre stato e sempre ci sar\u00e0. Purtroppo tra nord e sud continuano ad esserci grandi disuguaglianze che non permettono ai meridionali di evitare di trasferirsi al nord e di poter concentrare invece la propria vita nel loro luogo di nascita. Il mio desiderio e consiglio \u00e8 quello di dire ai giovani del sud di provare a resistere nel luogo dove sono nati e di combattere con le unghie e con i denti per costruire un futuro migliore nella loro terra. E di provare con tutte le forze a dire sempre NO alla mafia! In qualsiasi forma essa si manifesta!\u201d<\/p>\n<p><strong>Mattia<\/strong>: \u201cGrazie tantissimo per essere stato disponibile a dedicarci il tuo tempo. A presto Peppino!\u201d<\/p>\n<p><strong>Peppino<\/strong>: \u201cGrazie a te per avermi permesso di parlare con i giovani del nuovo millennio!\u201d<\/p>\n<p><strong>Mattia De Angelis<\/strong><\/p>\n<h2>Intervista a Giovanni Falcone<\/h2>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"258\" height=\"393\" class=\"wp-image-5698 wp-image-4494\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Giovanni_Falcone_2.jpg\" alt=\"\"><\/figure>\n<\/div>\n<p><strong>Salve signor Falcone, \u00e8 un piacere conoscerla. Non ha avuto paura di essere attaccato dalla mafia quando svolgeva il suo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>Essendo un magistrato antimafia ero consapevole di cosa sarebbe potuto accadermi, per\u00f2 ero motivato dalla voglia di fare giustizia per il bene dei cittadini.<\/p>\n<p><strong>Quando \u00e8 entrato in magistratura?<\/strong><\/p>\n<p>Sono entrato in magistratura vincendo un concorso nel 1964.<\/p>\n<p><strong>Cosa ne pensa del suo lavoro svolto? \u00c8 soddisfatto o pensa che avrebbe potuto fare di meglio?<\/strong><\/p>\n<p>Sono contento di aver contribuito alla caccia dei mafiosi d\u2019Italia per\u00f2 sono convinto che avrei potuto fare di meglio.<\/p>\n<p><strong>Si sarebbe mai immaginato di diventare cos\u00ec conosciuto dopo la sua morte?<\/strong><\/p>\n<p>No, non me lo sarei mai aspettato, ma sono contento di ci\u00f2 perch\u00e9 significa che sono riuscito a lasciare il segno nella storia e ad aiutare i cittadini italiani a combattere queste organizzazioni criminali.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stato il mafioso pi\u00f9 importante con cui ha avuto a che fare?<\/strong><\/p>\n<p>Tommaso Buscetta penso sia stato il pi\u00f9 importante; quando lo catturammo lui si pent\u00ec dando delle informazioni preziosissime che diedero una svolta all\u2019indagine su \u201cCosa Nostra\u201d. Fu importante anche perch\u00e9 ci apr\u00ec gli occhi su ci\u00f2 che la mafia aveva fatto e che fa tuttora Senza Tommaso non avremmo mai potuto arrestare tutti quei criminali.<\/p>\n<p><strong>Quanti criminali \u00e8 riuscito a portare in tribunale?<\/strong><\/p>\n<p>I criminali che ho portato in tribunale sono veramente tanti, non ti saprei dire il numero esatto, per\u00f2 so dirti che nel Maxiprocesso di Palermo siamo riusciti a pronunciare 360 condanne verso dei mafiosi di \u201cCosa Nostra\u201d<\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 sempre riuscito a vincere le cause contro i mafiosi?<\/strong><\/p>\n<p>No, molte volte capitava di non vincere delle cause; magari non c\u2019erano abbastanza prove per incriminarli oppure a volte certi agenti o testimoni venivano corrotti\u201d<\/p>\n<p><strong>Ha mai pensato di avere dei figli nonostante il suo lavoro pericoloso?<\/strong><\/p>\n<p>No, non ho mai voluto avere dei figli, ero consapevole del rischio che diventassero orfani gi\u00e0 da piccoli visto che in questo lavoro si rischia di essere attaccati molto spesso.<\/p>\n<p><strong>Quando e come \u00e8 morto?<\/strong><\/p>\n<p>Sono morto il 23 maggio 1992 mentre andavo all\u2019aeroporto con la macchina. I mafiosi hanno fatto esplodere 500 chili di tritolo posizionati in un acquedotto sotto il ponte sul quale stavo passando; purtroppo, oltre a me \u00e8 morta anche tutta la scorta che aveva l\u2019incarico di proteggere me e la mia famiglia.<\/p>\n<p><strong>Se potesse tornare indietro, cosa farebbe che non ha fatto prima?<\/strong><\/p>\n<p>Penso che mi sarei concentrato di pi\u00f9 nel trovare delle prove per incriminare i mafiosi, in modo da non farne assolvere nessuno. Inoltre, penso che mi sarei dovuto concentrare di pi\u00f9 sulla mia vita personale, stando di pi\u00f9 con mia moglie che per colpa del mio lavoro \u00e8 morta.<\/p>\n<p><strong>Grazie mille per il suo tempo signor Falcone. E\u2019 stato un piacere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Emanuele Perego e Fabio Di Rella<\/strong><\/p>\n<h2>Intervista ad Agnese Piraino Leto<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"630\" height=\"310\" class=\"wp-image-5695 wp-image-4495\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Agnese-Piraino-Leto.jpg\" alt=\"\"><\/figure>\n<p><strong>Agnese, cosa si ricorda della sua morte?<\/strong><\/p>\n<p>Mi ricordo che stavo nel mio appartamento a pensare al motivo della morte di mio marito. Ad un certo punto ho avuto uno dei miei frequenti spasmi e dopo un forte dolore al petto mi sono accasciata a terra e ho capito che finalmente mi sarei riunita a mio marito.<\/p>\n<p><strong>Da quanto sapeva di avere questa malattia?<\/strong><\/p>\n<p>Lo sapevo gi\u00e0 da qualche anno e avevo informato anche i miei figli di questa cosa che mi faceva soffrire ogni giorno di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Cosa l\u2019ha fatta andare avanti?<\/strong><\/p>\n<p>Il fatto che da quando ho perso mio marito non ho mai smesso di combattere contro la vera malattia, la Mafia, perch\u00e9 non volevo che altre persone dovessero passare quello che ho passato io.<\/p>\n<p><strong>Lei prima ha parlato di figli?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, ho tre figli di cui due femmine e un maschio, che si chiamano Lucia, Fiammetta e Manfredi.<\/p>\n<p><strong>Come ha saputo della morte di suo marito?<\/strong><\/p>\n<p>Ero a casa insieme ai miei figli a guardare il telegiornale quando ho visto la notizia di un attentato al giudice Borsellino. Allora ho capito che era successo quello che temevo da tempo.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 morto suo marito?<\/strong><\/p>\n<p>Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia di Carini con me e i nostri figli Manfredi e Lucia, lui insieme alla sua scorta and\u00f2 in via D\u2019Amelio, per una visita a sua madre. L\u00ec esplose al suo passaggio una Fiat 126 piena di tritolo, parcheggiata sotto l\u2019abitazione di sua madre, uccidendo oltre a lui anche i cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.<\/p>\n<p><strong>Ci sono stati sopravvissuti?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, L\u2019unico sopravvissuto fu l\u2019agente Antonino Vullo, salvo solo perch\u00e8 al momento dell\u2019esplosione stava parcheggiando un\u2019auto della scorta.<\/p>\n<p><strong>Suo marito si aspettava che un giorno sarebbe successo?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, infatti andava sempre in giro con una scorta e diceva sempre che se fosse morto e ci avesse abbandonato gli sarebbe dispiaciuto, ma se questo rischio non lo avesse corso lui allora chi lo avrebbe fatto?, diceva sempre. Io dopo che mi faceva questa domanda gli chiedevo: \u201cMa perch\u00e9 proprio tu?\u201d , e lui non mi rispondeva mai.<\/p>\n<p><strong>La polizia ha mai scoperto chi sono i colpevoli?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, sono: Salvatore Riina, Giuseppe Graviano, Francesco Tagliavia, Lorenzo Tinnirello, Gaspare Spatuzza, Cristofaro Cannella, Stefano e Domenico Ganci, Giovan Battista Ferrante, Salvatore Biondino, Salvatore Biondo, Salvatore Vitale.<\/p>\n<p><strong>Cosa fanno ora i suoi figli? Seguono le orme del padre o no?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, Lucia \u00e8 dipendente dell\u2019assessorato regionale alla Sanit\u00e0 mentre Manfredi \u00e8 commissario di polizia e Fiammetta \u00e8 assistente sociale.<\/p>\n<p><strong>Grazie per averci aiutato a capire e a ricordare con la sua testimonianza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Federico Pizio e Omar Ahrrar <\/strong><\/p>\n<h2>INTERVISTA IMPOSSIBILE A PAOLO BORSELLINO<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"230\" height=\"225\" class=\"wp-image-5701 wp-image-4496\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Borsellino.jpg\" alt=\"\"><\/figure>\n<p><strong>Buongiorno signor Borsellino, \u00e8 un vero piacere averla qui oggi.<\/strong><\/p>\n<p>Il piacere \u00e8 mio.<\/p>\n<p><strong>Possiamo partire con l\u2019intervista?<\/strong><\/p>\n<p>Certo iniziamo pure!<\/p>\n<p><strong>Ci raccontaci un po\u2019 di lei e della sua famiglia.<\/strong><\/p>\n<p>Mi chiamo Paolo Emanuele Borsellino, sono nato il 19 gennaio del 1940 a Palermo nel quartiere popolare chiamato Kalsa, dove conobbi il mio grande amico Giovanni Falcone. Sono il secondogenito di Diego Borsellino e di Maria Pia Lepanto, la mia famiglia \u00e8 composta da mia sorella maggiore Adele, da mio fratello minore Salvatore e dall\u2019ultimogenita Rita.<\/p>\n<p><strong>Quando ha iniziato a studiare Giurisprudenza?<\/strong><\/p>\n<p>Mi iscrissi all\u2019universit\u00e0 degli studi di Palermo l\u201911 settembre del 1958.<\/p>\n<p><strong>Quando si \u00e8 laureato?<\/strong><\/p>\n<p>Mi sono laureato il 27 giugno 1962 con 110 e lode.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 le fu concesso l\u2019esonero dal servizio militare di leva?<\/strong><\/p>\n<p>Mi fu concesso l\u2019esonero perch\u00e9 ero l\u2019unico sostentamento della famiglia poich\u00e9 nostro padre mor\u00ec dopo due giorni dalla mia laurea e fummo costretti a mettere in affitto la farmacia di nostro padre a bassissimo prezzo, aspettando che nostra sorella Rita si laureasse in medicina.<\/p>\n<p><strong>Quando \u00e8 diventato magistrato?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1963 partecipai a un concorso per entrare nella magistratura italiana e con il voto di 57 divenni il pi\u00f9 giovane magistrato d\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>Quando \u00e8 stato nominato pretore a Mazara del Vallo e a Monreale?<\/strong><\/p>\n<p>Fui nominato pretore a Mazara del Vallo nel 1967 e a Monreale, dove lavorai insieme a Emanuele Basile, capitano dell\u2019Arma dei Carabinieri.<\/p>\n<p><strong>Quando fu trasferito al Tribunale di Palermo?<\/strong><\/p>\n<p>Sono stato trasferito nel 1975 e nel 1980 continuai l\u2019indagine sui rapporti tra i mafiosi di Altofonte e Corso dei Mille cominciata dal commissario Boris Giuliano.<\/p>\n<p><strong>Quando le fu assegnata la scorta?<\/strong><\/p>\n<p>Il 4 maggio 1980 dopo che il capitano Basile venne assassinato.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 Cosa Nostra?<\/strong><\/p>\n<p>Cosa Nostra\u00a0\u00e8 un\u2019organizzazione criminale\u00a0di tipo\u00a0mafioso-terroristico presente in\u00a0Italia, soprattutto in\u00a0Sicilia\u00a0e in pi\u00f9 parti del\u00a0mondo.<\/p>\n<p><strong>Dove \u00e8 stato istituito un pool antimafia?<\/strong><\/p>\n<p>Chinnici istitu\u00ec un pool antimafia presso l\u2019Ufficio istruzione.<\/p>\n<p><strong>Ossia?<\/strong><\/p>\n<p>Ossia un gruppo di giudici istruttori che si sarebbero occupati esclusivamente dei reati di stampo mafioso e, lavorando in gruppo,\u00a0 avrebbero avuto una visione pi\u00f9 chiara e completa del fenomeno mafioso e, di conseguenza, la possibilit\u00e0 di combatterlo pi\u00f9 efficacemente. Diminuiva inoltre il rischio che venissero assassinati da Cosa Nostra con lo scopo di riseppellire i segreti scoperti.<\/p>\n<p><strong>Quando \u00e8 morto?<\/strong><\/p>\n<p>Sono morto Il 19 luglio\u00a01992: dopo aver pranzato a\u00a0Villagrazia di Carini\u00a0con mia moglie Agnese e i miei figli Manfredi e Lucia, mi recai insieme alla mia scorta in via D\u2019Amelio, dove vivevano mia madre e mia sorella Rita. Alle 16:58 una\u00a0Fiat 126\u00a0imbottita di\u00a0tritolo,\u00a0 parcheggiata sotto l\u2019abitazione di mia madre, deton\u00f2 al mio passaggio, uccidendo me e anche i cinque agenti di scorta\u00a0Emanuela Loi,\u00a0Agostino Catalano,\u00a0Vincenzo Li Muli,\u00a0Walter Eddie Cosina\u00a0e\u00a0Claudio Traina.<\/p>\n<p><strong>Grazie mille per il tempo che ci ha dedicato.<\/strong><\/p>\n<p>Di niente.<\/p>\n<p><strong>Grazie mille e arrivederci.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giorgio Caccavale e Davide Devizzi<\/strong><\/p>\n<h2><strong>Intervista impossibile ad un conoscente di Emanuele Notarbartolo<\/strong><\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"539\" height=\"677\" class=\"wp-image-5696 wp-image-4497\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Emanuele_Notarbartolo.jpg\" alt=\"\"><\/figure>\n<p><strong>Salve, lei conosce Emanuele Notabartolo?<\/strong><\/p>\n<p>Si, lo conosco<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la relazione tra di voi? Siete amici?<\/strong><\/p>\n<p>No, non siamo amici, siamo solo conoscenti.<\/p>\n<p><strong>Conosce l\u2019infanzia del signor Notabartolo?<\/strong><\/p>\n<p>So che viveva in Sicilia e aveva perso i genitori quindi era rimasto orfan.Tempo dopo si era trasferito a Parigi e in Inghilterra.<\/p>\n<p><strong>Sa che lavoro faceva?<\/strong><\/p>\n<p>So che lavorava al banco di Sicilia.<\/p>\n<p><strong>E come gli andava il lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>Ho saputo che molte persone iniziarono a diventare ostili verso il signor Notabartolo e la maggior parte dei politici che si trovavano l\u00ec erano legati in qualche modo alla mafia.<\/p>\n<p><strong>E dopo cosa gli successe?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1882 lui venne sequestrato\u00a0 ma fu liberato tempo dopo.<\/p>\n<p><strong>Come mor\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1893 durante un tragitto in treno il signor Notabartolo venne ucciso con 27 pugnalate da Matteo Filippello e Giuseppe Fontana.<\/p>\n<p><strong>Dopo la sua morte successe qualcosa?<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la morte di Emanuele Notabartolo inizi\u00f2 un grande dibattito tra politica e mafia.<\/p>\n<p><strong>Cosa successe agli assassini del signor Notabartolo?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1899 venne autorizzato un processo contro Raffaele Palizzolo come il mandante dell\u2019assassinio; nel 1901 venne giudicato colpevole e condannato.<\/p>\n<p><strong>Quindi Raffaele Palizzolo venne condannato e mor\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p>No, perch\u00e9 nel 1905 venne assolto per insufficienza di prove, probabilmente grazie ai suoi appoggi importanti.<\/p>\n<p><strong>Quindi non fu resa giustizia a quest\u2019uomo che si pu\u00f2 considerare la prima di una lunga serie di vittime.<\/strong><\/p>\n<p>No, purtroppo no e me ne dispiace.<\/p>\n<p><strong>La ringrazio per la sua disponibilit\u00e0 e la saluto. Addio.<\/strong><\/p>\n<p>Addio.<\/p>\n<p><strong>Juan Enrique Iberos Pinares <\/strong><\/p>\n<h2>Intervista a Rosario Livatino<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"719\" height=\"1024\" class=\"wp-image-5704 wp-image-4498\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Giudice_Rosario_Livatino-719x1024-1.jpg\" alt=\"\"><\/figure>\n<p><strong>Ogni anno molte persone muoiono per mano della mafia e tra questi possiamo trovare il giudice Rosario Angelo Livatino, nato il 3 ottobre del 1952 a Canicatt\u00ec, Agrigento. Fu ucciso dalla Stidda, un\u2019organizzazione criminale siciliana.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Buongiorno, \u00e8 un piacere averla qui con noi. Come tutti sappiamo lei \u00e8 stato un famoso giudice ma prima di parlare di ci\u00f2 vorrei ripercorrere la sua storia\u2026 lei nasce il 3 ottobre del 1952 a Canicatt\u00ec. Come era la Sicilia di quei tempi?<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto buongiorno. La Sicilia a quei tempi non era sicuramente la Sicilia di adesso. Allora la mafia poteva agire indisturbata senza che nessuno\u00a0 dicesse niente e questa era una situazione che non ritenevo accettabile.<\/p>\n<p><strong>Lei ha sempre cercato di combattere le ingiustizie o ci fu un avvenimento nella sua vita che gli fece \u201caprire gli occhi\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Sin da quando ero piccolo, per quanto mi fosse possibile, cercavo di aiutare i pi\u00f9 deboli soprattutto quando il loro male era provocato da una persona prepotente.<\/p>\n<p><strong>Che rapporto ha con la religione?<\/strong><\/p>\n<p>Sono religioso, d\u2019altronde ai miei tempi la fede era molto importante soprattutto nel sud Italia.<\/p>\n<p><strong>Adesso che sappiamo che \u00e8 stato un uomo di chiesa, si potrebbe dire che \u00e8 stata forse l\u2019unione di questi due fattori, l\u2019odio per le ingiustizie e la sua fede in Dio, a spingerla a sfidare la criminalit\u00e0 organizzata?<\/strong><\/p>\n<p>Certo, ma oltre alla mia fede cristiana che mi imponeva moralmente di agire in soccorso dei pi\u00f9 deboli, la prima \u201cspinta\u201d mi fu data dal fatto che mio padre, laureato in legge, mi aiut\u00f2 ad approcciarmi al mondo della burocrazia, ancor prima della lotta alla mafia.<\/p>\n<p><strong>A proposito di burocrazia, pu\u00f2 dirci quali lavori ha svolto prima di diventare giudice?<\/strong><\/p>\n<p>Come molti sanno sono diventato giudice molto presto, perci\u00f2 non ho avuto molti lavori prima. Infatti nel 1977 divenni vice direttore dell\u2019Ufficio del Registro di Agrigento fino a che nel 1989 diventai giudice a latere.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 dirci cosa ha studiato per raggiungere un\u2019occupazione cos\u00ec importante?<\/strong><\/p>\n<p>Ho studiato Giurisprudenza all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Palermo.<\/p>\n<p><strong>Continuando a parlare di mafia, lei in che modo la contrast\u00f2?<\/strong><\/p>\n<p>Il modo migliore in cui io potessi combatterla era\u00a0 la confisca dei beni. Oggi come allora era\u00a0 molto pericoloso, ma io decisi di rischiare, perch\u00e9 secondo me se nessuno avesse mai fatto niente la mafia avrebbe continuato ad agire indisturbata.<\/p>\n<p><strong>Tornando a parlare della sua fede, secondo lei che rapporto hanno i mafiosi con la religione?<\/strong><\/p>\n<p>Penso che i mafiosi dimostrino un finto legame con la chiesa per mentire agli altri e a loro stessi perch\u00e9 sanno di sbagliare. Trovo che sia un modo vigliacco e poco sensato di usare l\u2019immagine di Dio<\/p>\n<p><strong>Quando ha visto avvicinarsi i quattro killer cosa ha pensato, credeva che quel momento sarebbe arrivato o non se lo aspettava?<\/strong><\/p>\n<p>Quando la mia auto \u00e8 stata speronata ero consapevole di ci\u00f2 che stava per accadere. D\u2019altronde ricoprivo un ruolo scomodo nei confronti della mafia, ma speravo che quel momento sarebbe arrivato pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p><strong>Pensa sia cambiata la situazione della mafia in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente la situazione \u00e8 cambiata, perch\u00e9 ai miei tempi la mafia non si nascondeva, mentre adesso molti mafiosi sono latitanti e devono vivere nei loro bunker.<\/p>\n<p><strong>La sua morte ha scosso molte persone tanto che ha spinto molti registi e scrittori a scrivere libri e a realizzare film sulla vita. Ci\u00f2 la rende fiero del suo ruolo nella lotta alla mafia?<\/strong><\/p>\n<p>Ovviamente sapere che molte persone hanno deciso di raccontare la mia storia mi riempie di gioia perch\u00e9 ho la certezza che il mio messaggio sia arrivato a varie generazioni.<\/p>\n<p><strong>La ringrazio, giudice. \u00c8 sicuro che il suo messaggio e il suo sacrificio non saranno mai dimenticati.<\/strong><\/p>\n<p>Lo spero di cuore!<\/p>\n<p><strong>Luca <\/strong> <strong>Salerno e <\/strong> <strong>Matteo<\/strong> <strong>Marrosu <\/strong><\/p>\n<h2><strong>Intervista a Mauro De Mauro<\/strong><\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"520\" height=\"396\" class=\"wp-image-5706 wp-image-4499\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Mauro_de_mauro_2.jpg\" alt=\"\"><\/figure>\n<p><strong>Buongiorno signor De Mauro, quando e dove nacque?<\/strong><\/p>\n<p>Nacqui a Foggia il 6 settembre 1921.<\/p>\n<p>Dopo aver partecipato alla Seconda Guerra Mondiale come fascista, cosa decise di fare?\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Mi trasferii a Palermo con la mia famiglia e iniziai la mia carriera giornalistica.<\/p>\n<p><strong>Per quali giornali lavorava? Quale fu il suo primo incarico?<\/strong><\/p>\n<p>Lavorai per \u201cIl tempo di Sicilia\u201d, \u201cIl mattino di Sicilia\u201d e \u201cL\u2019ora\u201d. Il mio primo incarico fu indagare e ricostruire la scena della morte del presidente dell\u2019Eni, Mattei; questo incarico mi fu assegnato dal regista Franco Rosi, per poi realizzare un film.<\/p>\n<p><strong>La sua deformazione al naso, a cosa \u00e8 dovuta?<\/strong><\/p>\n<p>Durante la Seconda Guerra Mondiale fui malmenato dai partigiani che mi ruppero il naso.<\/p>\n<p><strong>Ha qualche fratello o sorella?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, avevo un fratello minore che era un aviatore, che purtroppo mor\u00ec in un incidente aereo a Novara nel 1944. Inoltre avevo un altro fratello, Tullio, un linguista, che fu anche il ministro della pubblica istruzione.<\/p>\n<p><strong>Per quale ragione fu perseguitato dalla mafia? <\/strong><\/p>\n<p>Fui perseguitato dalla mafia dopo aver pubblicato sui giornali alcuni articoli riguardanti la struttura e i crimini commessi dalla mafia.<\/p>\n<p><strong>Dato che fu perseguitato dalla mafia fin dal 1960, perch\u00e9 lo uccisero solo nel 1970, e non prima?<\/strong><\/p>\n<p>Penso che la mafia mi abbia \u201cperdonato\u201d e non ucciso subito perch\u00e9 la mia morte avrebbe destato troppi sospetti.<\/p>\n<p><strong>Come e quando fu rapito?<\/strong><\/p>\n<p>Fui rapito la sera del 16 settembre 1970, due giorni prima del matrimonio di mia figlia, mentre tornavo nella mia casa a Palermo. Fui circondato da tre persone che mi fecero salire su una macchina blu e mi portarono via.<\/p>\n<p><strong>Dopo il rapimento i suoi conoscenti persero le sue tracce?<\/strong><\/p>\n<p>Prima di essere rapito vidi per l\u2019ultima volta mia figlia e poi pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n<p>Solamente la sera dopo, la BMW blu con cui mi avevano rapito, venne<\/p>\n<p>ritrovata in via Pietro d\u2019Asaro solo che gli artificieri non trovarono alcun<\/p>\n<p>elemento utile all\u2019indagine.<\/p>\n<p><strong>Chi furono coloro che indagarono sulla sua morte?<\/strong><\/p>\n<p>I principali investigatori furono Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla<\/p>\n<p>mafia nel 1982, e Boris Giuliano, assassinato dalla mafia nel 1979.<\/p>\n<p><strong>Cosa ha imparato dalla sua esperienza?<\/strong><\/p>\n<p>Ho capito che purtroppo la mafia \u00e8 un male radicato nella societ\u00e0 e che si pu\u00f2 sconfiggere solo combattendolo tutti insieme.<\/p>\n<p><strong>Grazie signor De Mauro, arrivederci.<\/strong><\/p>\n<p>Grazie a lei, arrivederci.<\/p>\n<p><strong>Alessandro Masi \u2013 Francesco Carella<\/strong><\/p>\n<h2>Intervista a Frank Costello<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"635\" height=\"492\" class=\"wp-image-5708 wp-image-4500\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Costello.jpg\" alt=\"\"><\/figure>\n<p><strong>Buongiorno signor Costello, \u00e8 un onore poterle fare questa intervista.<\/strong><\/p>\n<p>Buongiorno anche a lei.<\/p>\n<p><strong>Partiamo con la prima domanda, dove \u00e8 nato e vissuto?<\/strong><\/p>\n<p>Sono nato a Lauropoli frazione di Cassano allo Ionio ma da bambino sono emigrato in<\/p>\n<p>America con mia madre e mia sorella.<\/p>\n<p><strong>Come ha iniziato a fare il criminale?<\/strong><\/p>\n<p>Quando sono arrivato a New York sono entrato in contatto con piccole bande di criminalit\u00e0 minorile.<\/p>\n<p><strong>Quando \u00e8 stato arrestato per l<\/strong><strong>a prim<\/strong><strong>a volt<\/strong><strong>a?<\/strong><\/p>\n<p>Sono stato arrestato per la prima volta nel 1908 per una rapina e anche nel 1912 sempre per una rapina.<\/p>\n<p><strong>Quando <\/strong><strong>si <\/strong><strong>\u00e8 sposato?<\/strong><\/p>\n<p>Mi sono sposato dopo che sono stato scarcerato\u00a0 nel 1915 con una ragazza ebrea di nome Lauretta Giegerman.<\/p>\n<p><strong>Avev<\/strong><strong>a qualche societ\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, nel 1919 con un mio socio creammo una societ\u00e0 per la produzione di bambole e lamette da barba che utilizzavamo per produrre slot machines.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 vero che vendev<\/strong><strong>a alcolici e stupefacenti?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 vero. Iniziai nel 1920 insieme ad un gangster di nome Lucky Luciano.<\/p>\n<p>Passammo a servizio di un altro gangster ebreo chiamato Arnold Rothstin. Insieme ci occupavamo della vendita degli alcolici e degli stupefacenti. Nel 1924 mi associai anche a due gangster che possedevano una banda criminale Irlandese di un quartiere degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 Cosa Nostra e com\u2019\u00e8 composta?<\/strong><\/p>\n<p>Cosa Nostra \u00e8 un nome per sostituire organizzazione mafiosa e viene usato soprattutto in Sicilia. Cosa Nostra \u00e8 organizzata da una \u201cfamiglia\u201d che controlla zone di citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Cosa successe dopo l\u2019uccisione dei due boss di Cosa Nostra?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1932 dopo questo avvenimento diventai collaboratore molto stretto di Lucky Luciano lasciandogli il controllo del gioco d\u2019azzardo a Manhattan.<\/p>\n<p><strong>Per quale motivo <\/strong><strong>fu arrestato nel 1936?<\/strong><\/p>\n<p>Fui arrestato per sfruttamento di prostituzione e fui condannato dai 30 ai 50 anni di carcere.<\/p>\n<p><strong>Chi <\/strong><strong>conduceva le indagini nel 1951 sul crimine organizzato in America?<\/strong><\/p>\n<p>Fui interrogato su questo crimine e ci\u00f2 che dissi and\u00f2 anche in televisione.<\/p>\n<p>Nello stesso anno una persona di nome Willie Moretti venne assassinato dinanzi alla commissione d\u2019inchiesta. Io rifiutai di rispondere alle domande poste dalla commissione e fui condannato a 18 mesi di carcere.<\/p>\n<p><strong>Fu per caso arrestato per evasione fiscale?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, nel 1954 fui condannato a 5 anni per evasione fiscale, anche se feci solo 1 anno perch\u00e8 la sentenza venne annullata. Anche nel 1957 fui arrestato sempre per evasione fiscale ma subito dopo venni scarcerato su cauzione.<\/p>\n<p><strong>Grazie per aver risposto alle domande<\/strong><strong>. \u00c8 stato un piacere averla intervistata. <\/strong><\/p>\n<p>Di nulla.<\/p>\n<p><strong>Kevin Dodaj e Sanchith Manokarano <\/strong><\/p>\n<h2>Intervista impossibile a Salvatore Riina<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"160\" height=\"199\" class=\"wp-image-5710 wp-image-4501\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Salvatore_Riina.jpg\" alt=\"\"><\/figure>\n<p><strong>Come si chiama?<\/strong><\/p>\n<p>Salvatore Riina, soprannominato \u201cTot\u00f2 u curtu\u201d o anche \u201cla belva\u201d per la mia bassa statura.<\/p>\n<p><strong>Dove e quando \u00e8 nato?<\/strong><\/p>\n<p>Sono nato a Corleone il 16 novembre 1930<\/p>\n<p><strong>\u00c8<\/strong><strong> sposato? Ha una famiglia?<\/strong><\/p>\n<p>Sono sposato con Ninetta Bagarella e ho 4 figli di nome: Maria Concetta, Giovanni Francesco, Giuseppe Salvatore e Lucia.<\/p>\n<p><strong>Ci parli un po\u2019 della sua infanzia, vuole?<\/strong><\/p>\n<p>Sono cresciuto in una famiglia di contadini semplici, a 13 anni ho perso mio padre e mio fratello a seguito di un\u2019 esplosione e a soli 19 anni ho subito la mia prima condanna di 12 anni per aver ucciso un mio coetaneo durante una rissa.<\/p>\n<p><strong>Che cosa ha fatto nella vita?<\/strong><\/p>\n<p>Sono stato il Boss indiscusso di Cosa Nostra (mafia siciliana) e sono considerato il suo organizzatore.<\/p>\n<p><strong>Che cosa l\u2019ha portato ad avvicinarsi alla mafia?<\/strong><\/p>\n<p>Il motivo pi\u00f9 importante \u00e8 stata l\u2019assenza di una figura paterna e di mio fratello minore. In quegli anni iniziai a frequentare Luciano Liggio, luogotenente del capomafia corleonese Michele Navarra, che mi inser\u00ec negli ambienti criminali.<\/p>\n<p><strong>Quante volte \u00e8 finito in carcere e quando?<\/strong><\/p>\n<p>Sono finito in carcere per la prima volta a 19 anni, a cui seguirono moltissime condanne all\u2019ergastolo (in totale 26) per decine di omicidi.<\/p>\n<p><strong>Da chi era composta \u201cCosa Nostra\u201d? <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019organizzazione era composta oltre che da me, anche da Bernardo Provenzano, dai fratelli Calogero e Leoluca Bagarella.<\/p>\n<p><strong>Ha mai avuto problemi di salute?<\/strong><\/p>\n<p>Si, nella primavera del 2003 ho subito un intervento chirurgico al cuore e a maggio di quello stesso anno fui ricoverato per infarto. Venni ricoverato successivamente per problemi cardiaci, negli anni: 2006, 2013, 2014 e 2017.<\/p>\n<p><strong>Come avete progettato l\u2019attentato a Falcone, chi erano i complici?<\/strong><\/p>\n<p>Iosono stato uno dei tanti responsabili dell\u2019attentato al magistrato. Nei pressi di Capaci, un comune italiano della citt\u00e0 metropolitana di Palermo in Sicilia, abbiamo fatto esplodere una bomba composta da 500 Kg di tritolo mentre il giudice, la moglie (Francesca Morvillo) e gli agenti di polizia ci transitavano sopra: non \u00e8 sopravvissuto nessuno.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 morto?<\/strong><\/p>\n<p>Ero ricoverato nel reparto detenuti dell\u2019ospedale Maggiore di Parma, in regime di 41 bis (il carcere duro per i reclusi pi\u00f9 pericolosi) ormai da 24 anni. Dopo cinque giorni in stato di coma farmacologico, alle 03:37 della mattina sono deceduto per non aver superato gli ultimi due interventi al cuore.<\/p>\n<p><strong>Angelo Salerno, Michele Cadario<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 di Educazione Civica, la 1D si \u00e8 occupata quest\u2019anno della Mafia e dell\u2019Antimafia. 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