{"id":1008,"date":"2021-02-25T12:00:00","date_gmt":"2021-02-25T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/a-testa-alta\/"},"modified":"2026-09-18T10:21:11","modified_gmt":"2026-09-18T10:21:11","slug":"a-testa-alta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/a-testa-alta\/","title":{"rendered":"A TESTA ALTA"},"content":{"rendered":"<p><em>Come affrontare le proprie debolezze e difficolt\u00e0? Come reagire davanti alla paura e alla vilt\u00e0? Dove trovare il coraggio di ammettere i propri errori e chiedere scusa, magari anche a chi, con atteggiamento arrogante, non \u00e8 disposto ad ammettere i propri, di errori? Click! vi presenta un racconto che, in maniera non banale, ha il coraggio di portare luce sulle nostre debolezze e ci insegna a prenderne consapevolezza e ad affrontarle. A testa alta.<\/em><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"739\" src=\"https:\/\/einsteinvimercate.edu.it\/blog\/click\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/a-testa-alta-720x340-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5466 wp-image-1009\"><figcaption>disegno di Giorgia Edgecombe<\/figcaption><\/figure>\n<p>Mi ritrovavo in una situazione pericolosa, anche troppo per un ragazzo come me. Corpo esile, bassa statura, carattere forte come quello di una zanzara catturata tra le mani di un essere umano. Per di pi\u00f9, la mia bellezza esteriore non era il massimo\u2026 Non avevo nulla per cui tirarmela, potevo giocarmela soltanto sulla furbizia.\u00a0<\/p>\n<p>Era una giornata come le altre, un freddo e gelido periodo dell\u2019anno, anche se per me l\u2019intero anno era considerabile diaccio e rigido, date le catastrofi che dovevo affrontare. La mia famiglia non era mai a casa, di amici non ne avevo e se parlavo con qualcuno era per chiedere indicazioni stradali, o domandare ai miei compagni di classe i compiti che c\u2019erano da fare.\u00a0<\/p>\n<p>Quel giorno per\u00f2 mi sentivo diverso: ero stufo, ne avevo le scatole piene di tutti i miei problemi e volevo cominciare a comportarmi un po\u2019 come gli altri, magari facendo pi\u00f9 il ganzo, o rendendomi pi\u00f9 forte. Cos\u00ec mi alzai dal letto e cominciai a selezionare i miei vestiti in modo pi\u00f9 accurato. Basta maglioni di lana da quattro soldi, basta scarpe usate e vecchie di mio padre: era il momento di farsi valere. Sgattaiolai nella camera di mio fratello, ancora in coma profondo, e sottrassi dal suo armadio una felpa nera e spessa col cappuccio e con la scritta verde della marca Monster. Pantaloni anch\u2019essi di marca, Boy, neri con ai lati estremi delle gambe una striscia dove il logo si ripeteva modularmente in bianco dall\u2019alto verso il basso. Scarpe Nike, berretto New York Yankees e felpa coperta con una giacca di pelle che avrei tolto solo all\u2019interno della scuola.\u00a0<\/p>\n<p>Mi cominci\u00f2 subito a salire l\u2019ansia. Mio fratello teneva tutti i soldi per s\u00e9, per questo si poteva permettere un certo outfit, quindi rubai anche una banconota da 10 euro, tanto non credevo che per lui potesse essere un problema. Ma l\u2019ansia sal\u00ec perch\u00e9 sapevo che una volta tornato a casa non avrei avuto il coraggio di ammettere di avergli rubato qualcosa. Cominciai a sentirmi un po\u2019 un codardo, per\u00f2 non gli detti troppo peso, d\u2019altra parte erano solo vestiti.<\/p>\n<p>Arrivai al pullman, salii e mi sedetti di fianco a un mio compagno di classe.\u00a0<\/p>\n<p>\u2014 Per\u00f2! Che stile! Mi sorprendi oggi! \u2014, disse lui con gli occhi spalancati.\u00a0<\/p>\n<p>\u2014 Ho deciso di cambiare, mi sono rotto di essere preso per i fondelli. \u2014<\/p>\n<p>\u00a0\u2014 Eh, fai bene. Grey non faceva altro che parlare di te e dei tuoi modi di fare da \u2018povero\u2019 come diceva lui. Ma lascialo perdere, \u00e8 uno sbruffone! \u2014<\/p>\n<p>Ci rimasi un po\u2019 male, ma pensai che fosse proprio il momento di fare vedere che ero cambiato e che nessuno poteva sottomettermi.<\/p>\n<p>\u2014 Ah s\u00ec? Grey ha detto questo? Beh, per me uno come lui pu\u00f2 solo andare a rileggersi tutto il libro di grammatica da come parla. Ma lo hai sentito? Si crede il re della classe ma non sa formulare una frase di senso compiuto. E poi a nessuno importa di lui, fanno tutti finta, io lo vedo, li riconosco i falsi! Poi solo perch\u00e9 \u00e8 bello le ragazze gli vanno dietro e ha un sacco di \u2018amici\u2019, ma sostanza zero \u2014, mentii spudoratamente. Grey era davvero il re della scuola, l\u2019unica cosa sulla quale non raccontavo frottole era riguardo al suo gergo.\u00a0<\/p>\n<p>Ma David, cos\u00ec si chiamava il mio compagno di classe, sembrava tenermi testa e continuammo a discutere di Grey. Solo una volta sceso dal pullman, mi resi conto che quello che avevo appena fatto era un\u2019ulteriore mossa da codardo. Se davvero fossi stato un ragazzo tosto avrei dovuto dire tutto in faccia a Grey. Ma quella mattina percepii in me quello che non ero mai stato, un menefreghista.\u00a0<\/p>\n<p>Arrivammo in aula e la lezione cominci\u00f2. Avevo tutti gli occhi su di me, o meglio sul mio vestiario, e dei compagni sibilando mi facevano i complimenti. Tutto era perfetto, o quasi, se non fosse stato per i sensi di colpa sarebbe stato tutto una meraviglia. Passarono le ore, pass\u00f2 anche il primo intervallo, passarono altre due ore e di colpo tutta la mia sicurezza sprofond\u00f2 al centro della terra. Grey, David e tutti i migliori amici del bullo della scuola mi si pararono davanti.\u00a0<\/p>\n<p>\u2014 Ohi, Pidocchio! \u00c8 inutile che fai tanto il furbo, eh! Guarda che David mi ha raccontato tutto. Ti piace parlare male degli altri alle spalle, eh? Ma sei capace di dirmelo in faccia? Dai, che hai detto sul pullman? Parla! \u2014<\/p>\n<p>Mi sbatt\u00e9 contro il muro di schiena, guardai David e strizzai gli occhi per fargli capire il disprezzo che stavo cominciando a coltivare dentro di me nei suoi confronti, e poi buttai in gioco la stessa carta che avevo giocato per tutta la mattinata: la codardia.<\/p>\n<p>\u2014 Guarda che io a David non ho nemmeno rivolto la parola! Che dici? \u2014<\/p>\n<p>\u2014 Guarda che bugiardo, Grey! Non ha il coraggio di dirtelo! \u00c8 un codardo! \u2014<\/p>\n<p>Mi sentii umiliato davanti agli alleati di questo ragazzo. Ero solo, indifeso. Come avevo potuto illudermi di essere qualcuno che non ero e caricarmi questo fardello? Ero un debole, lo ero sempre stato, non \u00e8 possibile cambiare da un giorno a un altro. Diedi retta a David e di nuovo tornai a fare ci\u00f2 che quel giorno mi riusciva bene, il vigliacco. Scappai a gambe levate, e passai l\u2019intervallo a nascondermi da quei mostri.\u00a0<\/p>\n<p>Ne uscii illeso, ingiustamente, e quando tornai a casa mi ritrovai a subire un ulteriore problema. Mio fratello aveva atteso per tutta la mattina il mio ritorno, e appena misi la chiave nella serratura della porta, la maniglia di quest\u2019ultima si abbass\u00f2 freneticamente e sulla soglia ritrovai mio fratello con un\u2019aria minacciosa.\u00a0<\/p>\n<p>\u2014 Ascolta, \u00e8 stata una giornata pesante, quindi non\u2026 \u2014, venni interrotto da uno schiaffo improvviso.\u00a0<\/p>\n<p>Me lo ero meritato, ma comunque rifeci il vigliacco per la terza volta, perch\u00e9 mi richiusi in camera e attesi finch\u00e9 non ero certo che lui fosse uscito di casa. Sentii la porta d\u2019ingresso sbattere, al che uscii dal mio rifugio.<\/p>\n<p>Passarono i giorni e mio fratello mi perdon\u00f2, mentre tutta la scuola mi vedeva come un infamatore. La mia codardia mi port\u00f2 alla solitudine, pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 non fosse.\u00a0<\/p>\n<p>Poi per\u00f2 pensai: se non fossi stato cos\u00ec vigliacco, cosa avrei fatto? Avrei continuato a fingere di essere chi non ero? O avrei ottenuto pi\u00f9 fiducia e pi\u00f9 rispetto da parte di tutti? Una cosa mi era certa. C\u2019era una persona che sicuramente non mi avrebbe mai e poi mai perdonato. Quella persona ero io stesso. Imparai la lezione, e da quel momento mi proposi di affrontare con coraggio tutte le situazioni, che fossi ritenuto \u2018sfigato\u2019 o meno.\u00a0<\/p>\n<p>Quel giorno pioveva a dirotto e alunni e professori erano sclerati: tutti correvano come sciagurati sotto al porticato della scuola, in modo da ripararsi dall\u2019acqua che persisteva e batteva sul suolo quasi come se volesse spaccarlo. Io non riuscivo a capire il motivo per il quale scappavano dalla pioggia, a me rilassava l\u2019impatto delle gocce d\u2019acqua sulla mia pelle e i capelli inzuppati dal tempo.\u00a0<\/p>\n<p>Una volta che tutti entrammo in classe ci vennero restituite le verifiche di matematica. Presi quattro e mezzo e no, non ci rimasi proprio bene, ma quella volta accadde un qualcosa che poteva sembrare anche parecchio assurda. Dei miei compagni guardarono il segno rosso sulla mia verifica, e cominciarono a ridere.<\/p>\n<p>\u2014 Guardate! Ha preso \u2018quattro e mezzo\u2019! Che sfigato! \u2014<\/p>\n<p>Allora io spontaneamente li guardai e sbirciai con la coda dell\u2019occhio il foglio del mio compagno.\u00a0<\/p>\n<p>\u2014 Beh, e allora? Lo recuperer\u00f2. Tu invece sei in grado di recuperare il tuo meraviglioso \u2018due\u2019 che riesco a leggere anche da due banchi di distanza? \u2014<\/p>\n<p>Tutti lo guardarono e lui divenne rosso dall\u2019imbarazzo. David rise di gusto e ci guardammo con uno sguardo complice.\u00a0<\/p>\n<p>\u2014 Ti chiedo scusa per quella volta con Grey, non sono stato corretto. \u2014<\/p>\n<p>\u2014 Nemmeno io lo sono stato, e penso di dovergli delle scuse in quanto gli ho parlato alle spalle. \u2014<\/p>\n<p>Lui annu\u00ec e mi tese la mano che gli afferrai con una stretta sincera e mi disse: \u2014 Comunque anche io ho preso \u2018quattro e mezzo\u2019 \u2014, e ci lasciammo sfuggire una risata leggera.<\/p>\n<p>Ci mettemmo d\u2019accordo, nella ricreazione ci saremmo diretti da Grey e io gli avrei posto le mie scuse.\u00a0<\/p>\n<p>Insomma, quella mattina ero riuscito a rispondere a tono al compagno che era intento a deridermi, avevo fatto pace con David e insieme ci eravamo accordati per chiedere perdono a Grey. Secondo me era un enorme passo per migliorare il mio difetto, mi sentivo soddisfatto di quello che stavo riuscendo a fare. Mancava solo un ultimo passo.<\/p>\n<p>Giunto il momento della ricreazione, io e David ci avviammo davanti all\u2019aula di Grey e lo aspettammo. Non appena usc\u00ec dalla stanza si ritrov\u00f3 davanti a noi due.\u00a0<\/p>\n<p>\u2014 David, che ci fai qui con quel vigliacco? \u2014, chiese Grey accigliato.\u00a0<\/p>\n<p>\u2014 Beh, ti posso giurare che non \u00e8 in cerca di risse. \u2014, afferm\u00f2 con tono calmo e fermo David.\u00a0<\/p>\n<p>\u2014 Allora, che vuoi? \u2014, mi domand\u00f3 Grey con fare superiore.\u00a0<\/p>\n<p>\u2014 Ti chiedo scusa. Non sono stato corretto a parlarti alle spalle e hai ragione a darmi del codardo, perch\u00e9 non ho saputo affrontarti in modo maturo, me la sono solo data a gambe. Per questo ti sto chiedendo scusa, ho riconosciuto i miei errori\u2026 Ma spero che tu riconosca i tuoi. \u2014 conclusi.\u00a0<\/p>\n<p>Non me ne andai, altrimenti avrei buttato tutto al vento con un gesto. Dovevo rimanere l\u00ec, aspettare la sua reazione. Il suo viso ascoltandomi si era rilassato, ma sul punto finale, quando gli chiedevo di riconoscere i suoi errori, era sbiadito: mi accorsi che non sapeva riconoscerli.<\/p>\n<p>Nell\u2019attesa di una risposta che sapevo non sarebbe arrivata, mi congedai:<\/p>\n<p>\u2014 \u00c8 tutto, scusa ancora, a presto. \u2014, cos\u00ec mi diressi in classe soddisfatto.\u00a0<\/p>\n<p>Il mio difetto lo avevo finalmente risolto e avevo trovato il coraggio per affrontare anche gli altri che probabilmente non avevo ancora individuato, ma che avrei incontrato presto.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Giorgia Edgecombe<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come affrontare le proprie debolezze e difficolt\u00e0? Come reagire davanti alla paura e alla vilt\u00e0? 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